La grafica sette dolori

grafica via sette dolori

La Grafica di Via Sette Dolori, punto di riferimento internazionale per l'incisione, organizza, in collaborazione con il Circolo La Scaletta di Matera, dal 18 al 28 febbraio 2008, presso la sede sita in Via Sette Dolori, 10 (Sasso Barisano), un incontro di lavoro con gli artisti Hector Saunier e Chen, Sho-Lin, provenienti dall'atelier Contrepoint (ex Atelier 17 di William Hayter) di Parigi. Hector Saunier è già stato a Matera per insegnare agli associati della Grafica di Via Sette Dolori il metodo Hayter nell'incisione calcografica e stampa a colori della stessa. Lo scopo del suo ritorno è quello di un approfondimento per alcuni partecipanti al corso e di una sperimentazione per altri. Durante i giorni di lavoro saranno esposte, nei locali del Circolo La Scaletta le opere dei due artisti. (seguono: testo di approfondimento e scheda di adesione)

Hector Saunier nel descrivere il suo lavoro ci fa conoscere i processi applicati e sviluppati nell'Atelier 17 ora "Contrepoint". Egli dice:" Io realizzo le mie incisioni su lastre di zinco e rame ed uso vari strumenti, acidi e mezzi per applicare il colore. Lo strumento che mi ispira maggiormente è il bulino. Usando questo strumento io improvviso direttamente sul rame. L'immagine che ne risulta è totalmente trasformata ovvero continuo a svilupparla con l'applicazione di tessuti e terre morbide o con diretti bagni nell'acido. Il colore che è la parte essenziale è completamente un'altra avventura".

In effetti l'incisione, tradizionalmente intesa come arte di meditazione, nell'Atelier 17 veniva vissuta come arte dinamica. Hayter incoraggiava gli artisti ad entrare dentro la lastra e a viverla come bassorilievo. Perché, lavorare direttamente sulla lastra, dà la libertà necessaria per creare un linguaggio personale, permette di modificare e di eliminare nel corso dell'opera quanto non strettamente indispensabile. L'idea che attraverso un azione chimica si potesse intervenire sull'immagine, esponendo cioè vaste zone della lastra all'azione diretta dell'acido (morsura aperta), fu una scoperta carica di conseguenze.

La morsura aperta venne applicata correntemente anche per conferire rilievo all'incisione e portò quindi ad esplorare particolari tecniche di stampa, approdando alla possibilità di sovrapporre più inchiostri sulla superficie metallica con un solo passaggio della lastra sotto il torchio.

Tutto questo grazie alle continue ricerche fatte da Hayter sulla composizione oleosa degli inchiostri offset e l'uso dei rulli di differente consistenza. I rulli morbidi vennero usati per applicare sottili pellicole di inchiostro nelle aree più in profondità della lastra, mentre rulli più rigidi erano usati con inchiostri più pesanti, applicati successivamente sulle zone più in rilievo.

I colori si comportano in maniera repulsiva a seconda della loro vischiosità, cosicché una pellicola più liquida respinge un colore più vischioso sul rullo, mentre un colore più vischioso sulla lastra accetta quello più liquido.

Siamo sicuri che dieci giorni non sono sufficienti, ma li riteniamo essenziali per continuare a sperimentare e produrre in libertà le proprie opere.

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