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Giovedì, 20 Giugno 2019 20:40

A Matera le opere di Domenico Fratianni

 

S’inaugura sabato 22 giugno alle 18.30 al Circolo culturale La Scaletta, in via Sette Dolori 10, la mostra di pittura “Le voci di dentro” dell’artista molisano Domenico Fratianni che, fino al prossimo 10 luglio, espone nella storica sede dell’associazione materana una selezione di circa trenta opere, olio su tela, che ripercorrono vari periodi della sua vasta produzione artistica, fino a giungere ai dipinti degli ultimi anni.

L’esposizione, a cura del giornalista e critico d’arte Rino Cardone, è dedicata a illustri personaggi della cultura molisana e lucana, che hanno ispirato l’opera di Fratianni, innescando un dialogo interiore con l’artista da oltre cinquant’anni. Tra questi ricordiamo Giuseppe e Francesco Jovine, Giose Rimanelli, Carlo Levi, conosciuto dall’artista in Sardegna, Rocco Scotellaro e Albino Pierro, appartengono a loro “le voci di dentro” che danno il titolo alla personale e continuano a parlare a tutti noi.

 Uno degli elementi caratterizzanti della pittura di Domenico Fratianni- ha scritto Rino Cardone nel testo critico che accompagna la mostra- è il paesaggio arcadico, idillico e ideale, entro il quale l'artista "muove" la sua narrazione visuale e la sua capacità di esplicitazione semantico-visiva. Doppio il paradigma estetico da lui adottato per il suo racconto ornato, fatto d'immagini che sono delle proiezioni della memoria e dei ricordi. Il suo primo rimando estetico è rivolto alla vita dei campi, intesa non come svolgimento lavorativo ma come dimensione emozionale, connaturata ad un preciso genere di espressione sociale”.

Pittore, incisore e disegnatore Fratianni ha esposto le sue opere in numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero.

Dal 2000 è il Direttore Artistico della Biennale dell’Incisione Italiana Contemporanea Città di Campobasso. Dal 1965 fino allo scorso anno è stato esponente dell’Associazione Incisori Veneti, con Giorgio Trentin Presidente. Ha ricoperto la carica di Vicesegretario degli Incisori d’Italia per le regioni Abruzzo e Molise nel triennio ‘66/’68. Con Carlo Carrà Presidente d’onore e Domenico Purificato Presidente.

All’inaugurazione,con l’artista, interverranno Michele De Ruggieri, socio fondatore del Circolo La Scaletta e il curatore Rino Cardone.

 

Testo critico di Rino Cardone

La pittura di Domenico Fratianni

È una pittura di forte impatto emotivo quella di Domenico Fratianni. Una pittura in cui la forma, la figura e il colore sono consustanziali tra loro nello svolgimento di una dinamica immaginifica, che si coagula intorno ad una dimensione fortemente espressiva ed espressionista. Uno degli elementi caratterizzanti di questa pittura è il paesaggio arcadico, idillico e ideale, entro il quale l'artista "muove" la sua narrazione visuale e la sua capacità di esplicitazione semantico-visiva. Doppio il paradigma estetico da lui adottato per il suo racconto ornato, fatto d'immagini che sono delle proiezioni della memoria e dei ricordi. Il suo primo rimando estetico è rivolto alla vita dei campi, intesa non come svolgimento lavorativo ma come dimensione emozionale, connaturata ad un preciso genere di espressione sociale. Qualcosa, vale a dire, che prende da dentro, a contatto diretto con la natura. E che nella pittura di Domenico Fratianni assume un carattere, a tratti, persino, arcaico ed ancestrale. È come se dal primitivo archetipo, che alligna in ognuno di noi, a livello inconscio, Domenico Fratianni riesca a sviluppare, nella sua arte, un processo semantico e morfologico in grado d'identificare e di dare voce allo stato, poveramente esistenziale e solitario, da cui è trafitto l'individuo contemporaneo. Viviamo, oggi, in un'Era dove tutto si sviluppa in maniera caotica e convulsa. Occorre, pertanto, recuperare un sentire emozionale che si traduca in qualcosa di più duraturo e permanente. Il passaggio dalle emozioni ai sentimenti costituisce, di fatto, un atto di elaborazione creativa. I sensi costituiscono, se vogliamo, la porta d'ingresso dei pensieri che trovano nella mente la loro camera di compensazione fantasiosa e fantastica. Domenico Fratianni conosce molto bene questi processi creativi. Li adotta da sempre, in una costruzione mitopoietica di una realtà immaginifica che appartiene al Principio della Parola (dal quale si generò il tutto) e del racconto (dal quale sorsero saghe e leggende). L'impianto prospettico, della pittura di Domenico Fratianni, costituisce un unicum con la trama stilistica delle sue figure. L'imperativo estetico e stilistico, di questo suo genere di pittura, è riconducibile ad una dimensione, nel contempo, georgica e bucolica: da cui trassero ispirazione estetica e sostanza formale - a metà Novecento - una serie di artisti d'impostazione neorealista. Alcuni tra loro - e tra questi Domenico Fratianni - aggiunsero, a questa loro visione fantastica, l'afflato sociale e l'istanza meridionalista, quale atto di resilienza e di riscatto sociale, a partire dalla cultura contadina. Tutto questo fa di Domenico Fratianni un artista in sintonia con il genius loci generato da una regione, da una terra, il suo Molise, che stende, oggi, le sue ali, con questa sua mostra che si tiene alla Scaletta di Matera, alla Capitale Europea della Cultura per il 2019. Un atto di reciprocità intellettuale che avrà, di sicuro, dei risvolti estremamente significativi sul doppio piano artistico e culturale, in termini di relazioni che si potranno consolidare, sviluppare e persino nascere tra gli artisti (e non solo) di queste due regioni, così tanto vicine tra loro.

Rino Cardone

Giornalista e critico d’arte

 

Orari mostra

Lun-dom 10-13; 17-20  Ingresso libero

Per informazioni

Circolo La Scaletta

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; 0835.336726

Ufficio stampa Circolo ‘La Scaletta’

Mercoledì, 29 Maggio 2019 20:06

A Matera le opere di Gino Colapietro

 

Sabato 1 giugno alle 18 s’inaugura la mostra di pittura “L’occhio metafisico” di Gino Colapietro presso la Galleria Studio D’Imperio, in p.zza V. Veneto, 34. Nella Capitale europea della cultura 2019 l’artista pugliese espone una selezione di opere che s’ispirano a temi mitologici e letterari fino a giungere alla stretta attualità per esprimere il senso di precarietà della condizione umana e la superficialità dei nostri tempi, insieme ad una accentuata sensualità. “Il supplizio di Tantalo”, “Amleto ha in visione il padre”, “L’Italia devastata”, “Differenziata” e “Lotta ai poteri” (con Salvini e Di Maio)  sono alcuni dei titoli in mostra fino al  prossimo 30 giugno.

Fonte d’ispirazione per il Maestro anche la Città dei Sassi raffigurata nell’opera “L’ora metafisica di Matera”.

Il giornalista e scrittore Raffaele Nigro in un articolo dedicato alla produzione del Maestro ha evidenziato: “la resa pittorica di Colapietro non è soltanto l’iperrealismo ma una forza metafisica che si sprigiona dagli oggetti rappresentati. Intanto l’atmosfera che accoglie gli oggetti è di assoluto silenzio. E il silenzio favorisce o è favorito dal senso metafisico che riesce a creare nel perimetro del quadro”.

Gino Colapietro ha insegnato presso le Accademie di Belle Arti di Roma, Firenze, Foggia  e infine Bari, dove attualmente è docente. Fin da bambino ha coltivato l’amore per la pittura, nel corso della sua carriera ha partecipato a numerosi concorsi di pittura nazionali e internazionali e a mostre personali e collettive in varie località italiane. Nel 2011, invitato da Vittorio Sgarbi, ha esposto  alla 54^ Biennale di Venezia “Padiglione Italia”.

Le sue opere, in tecnica mista, figurano in pinacoteche regionali, provinciali, comunali e presso collezioni private e all’estero.

L’esposizione è organizzata dal Circolo La Scaletta e dalla Galleria Studio D’Imperio. All’inaugurazione, dopo i saluti del presidente del sodalizio materano, Francesco Vizziello, interverrà il giornalista Raffaele Nigro. Sarà presente l’artista.

La mostra potrà essere visitata tutti i giorni presso la Galleria Studio D’Imperio nei seguenti orari: 10-13 e 18-22

Ingresso libero

 

Ufficio stampa Circolo La Scaletta

 

S’inaugura venerdì 3 maggio alle 18.30 al Circolo ‘La Scaletta’ di Matera, via Sette Dolori 10, la mostra di pittura “LUCANIA. La mia terra, la mia gente” di Vito Cerabona. Il pittore, originario di Accettura, paese della provincia materana, rende omaggio alle proprie radici ispirandosi a paesaggi, tradizioni e volti familiari che hanno accompagnato la sua fanciullezza, prima di trasferirsi a Milano per studio e lavoro. Il progetto espositivo, nato dall’amore giovanile mai sopito per la pittura, è composto da circa trenta opere olio su tela, che attraversano i ricordi, rievocando luoghi dell’anima e mestieri di antica tradizione.

“Di fronte alla natura egli è come il viaggiatore di Friedrich – ha scritto nel testo che accompagna la mostra il critico Edoardo Delle Donne- ai suoi occhi, dietro i fenomeni, esiste qualcosa di invisibile che è, per così dire, l’essenziale. Con colori accesi, frontalità simboliche, forme basiche, accentuazione delle linee di contorno, una accennata modulazione chiaroscurale, il pittore lucano afferma le proprie velate malinconie, le pulsanti intermittenze del suo cuore.

La mostra, organizzata dal Circolo ‘La Scaletta’ con il patrocinio della Provincia e del Comune di Matera e del Comune di Accettura, potrà essere visitata tutti i giorni fino al 19 maggio 2019 nei seguenti orari: 10-13 e 17-20. Ingresso libero.

Ufficio stampa Circolo ‘La Scaletta’

 

 

bonsai

Dal 16 al 19 maggio 2019 al Circolo La Scaletta, in via Sette Dolori 10, è in programma un corso gratuito di bonsai e suiseki, con la partecipazione di esperti del settore, che approfondiranno tecniche e segreti di questa antica arte giapponese.

Giovedì 16 maggio alle 11, dopo i saluti di Francesco Vizziello, presidente del Circolo La Scaletta, si terrà la presentazione del corso a cura di Gianni Picella e Vito Di Venere (Bonsai Club Puglia), a seguire sarà presentato il libro “La timidezza delle chiome” di Pietro Maroè (Rizzoli editore 2017). Venerdì 17 maggio alle 10 Vittorio Leone, docente dell’Università della Basilicata, terrà una lezione sulla fisiologia dell’albero, seguiranno alle 12 i saluti di mons. Giuseppe Caiazzo, arcivescovo di Matera- Irsina. Nel pomeriggio, a partire dalle 17, Antonio De Giuseppe, orto botanico di Cosenza, spiegherà le tecniche di base per impostare un bonsai.

L’arte e la filosofia suiseki, che significa in giapponese pietra lavorata dall’acqua, saranno illustrate sabato 18 maggio alle 10 da Luciana Queirolo, presidente AIAS, Associazione italiana amatori suiseki. Nel pomeriggio alle 17 Vito di Venere, vicepresidente European Suiseki Association, terrà un incontro dal titolo “Arte e apprezzamento delle pietre”.

Domenica 19 maggio il corso si concluderà con un intervento di Armando Dal Col, fondatore del Giardino Museo Bonsai della Serenità a Tarzo, sulle colline trevigiane, considerato il tempio del bonsai italiano. Alle 17 il bonsaista Gerardo Mandile, Arbores Bonsai Club, svelerà tutti i segreti su come strutturare un bonsai

Negli stessi giorni alcuni spazi del complesso rupestre "Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci" ospiteranno l'esposizione di bonsai e suiseki "Sonzai Presenze", a cura di Gianni Picella e Vito Di Venere.

La mostra potrà essere visitata dalle 10 alle 20, con l’ultimo ingresso previsto alle 19.

L'iniziativa è organizzata da Bonsai Club Puglia in collaborazione con il Circolo La Scaletta.

 

Ufficio stampa “Circolo La Scaletta”

 

Venerdì 31 maggio alle 18.30 si terrà la presentazione del libro di poesie “Il sorriso della luna” di Caterina Vicino, al Circolo La Scaletta di Matera, in via Sette Dolori 10. I versi dell’autrice di origine lucana, che vive a Latina, saranno animati dalla performance di Sand art di Annamaria Pagliei, con la regia di Daniele Onorati. Emozioni e immagini evocate dai componimenti si trasformeranno in opere uniche, modellate con la sabbia e accompagnate da suggestioni sonore. Il connubio tra arte e poesia è proposto anche all’interno della raccolta, edita da Il Levante 2018, che è corredata dalle opere di artisti internazionali come Maria Lai, Angela Brignone Duckert, Fernando M. Diaz e molti altri. Un accostamento che s’ ispira alla formula oraziana “Ut pictura poësis”, “come nella pittura così nella poesia”, ricordata da Rino Caputo, storico e critico letterario, che ha curato la prefazione. Caterina Vicino ha esordito in ambito poetico nei primi anni ’80, ottenendo numerosi riconoscimenti per le sue pubblicazioni, tra le quali ricordiamo l’opera prima del 1984 “Serena, via dalle voci” pubblicata dall’ editore materano Rocco Fontana e “Il segno della crisalide” (Edizioni Lepisma, Roma) presentato nel 2004 nello storico sodalizio del Sasso Barisano. Un ritorno alle origini per l’autrice, ai luoghi della giovinezza, tra gli amici di sempre con cui condivide l’amore per la cultura e la propria terra.

Dopo i saluti di Francesco Vizziello, presidente del Circolo La Scaletta, dialogherà con l’autrice Angelo Roberti, con letture a cura di Nino Bernardini, attore e regista teatrale. A moderare Anna Pagliei, Circolo La Scaletta.

L’iniziativa è organizzata dal Circolo La Scaletta con il patrocinio del Comune di Matera.

 

Ufficio stampa Circolo La Scaletta

 

Sabato 27 aprile 2019 alle 18 al Circolo La Scaletta di Matera, in via Sette Dolori 10, si terrà la presentazione del romanzo autobiografico di Amalia Marmo “Orgoglio antico”, pubblicato da Osanna edizioni 2018, con la nota introduttiva di Raffaele Nigro e la prefazione di Franco Trifuoggi. Il libro è ambientato nella provincia materana, Miglionico, il paese d’origine dell’autrice, che nella prima parte del libro ripercorre la sua giovinezza tra la gente semplice e i suoi riti arcaici, soffermandosi, nella seconda parte, sull’ amore di Angiolina per un giovane medico. Fulcro della narrazione è la figura della nonna materna Amalia Minaya Grilli, nobil donna dal cuore generoso, sullo sfondo la Basilicata del dopoguerra. Orgoglio antico è il romanzo d’esordio di Amalia Marmo, che si è fatta conoscere come poetessa con la pubblicazione di quattro sillogi liriche “Vento del Sud”, “Le rose di Pieria”, “Mnemosyne, fili di memoria” e “Il vento leggerà. Gradita sintonia”, ottenendo numerosi riconoscimenti.

Dopo i saluti di Francesco Vizziello, presidente del Circolo La Scaletta, dialogheranno con l’autrice Antonio Rondinelli, critico letterario e Berardino D’Angella, storico. A moderare Anna Pagliei, Circolo La Scaletta, con letture dal testo a cura di Giovanna Staffieri.

 

NOTA BIOGRAFICA

Amalia Marmo è nata a Miglionico in provincia di Matera e vive a Marconia di Pisticci. Ha conseguito la laurea in Lettere classiche presso l'Università degli Studi di Napoli. Insegnante di lettere nelle scuole medie, ha ricevuto molti riconoscimenti, tra gli altri: Premio regionale a.s. 92/93 Associazione Basilicata Spettacoli per la trasposizione teatrale del libro di Carlo Levi: "Cristo si è fermato ad Eboli", dal cui testo sono stati tratti i lavori teatrali della compagnia "La Mandragola" e spunto per il lavoro di Ulderico Pesce; anno 94/95 per la Trasposizione teatrale del libro di Sciascia "Il giorno della civetta", premio ragazzi in gamba, Massa. Ha pubblicato le raccolte di poesie: Vento del Sud. Prefazione di Daniele Giancane, Nota critica di Mario Di Giulio, Edizioni Centro Studi InLoco/Archivia, Rotondella 2002; Le rose di Pieria. Prefazione di Mario Santoro, Note critiche di Franco Trifouggi e Giovanni Modugno - IMD Lucana snc, Pisticci (MT), 2007; Mnemosyne. Fili di memoria.  Prefazione di  Franco Trifouggi e postfazione di Teresa Gentile. Archivia, Rotondella, 2011; Il vento leggerà. Gradita sintonia. Prefazione di Franco Trifouggi e Francesca Amendola, Setac  Pisticci, 2015.

 

Ufficio stampa Circolo ‘La Scaletta’

 

Venerdì 12 aprile 2019 alle 17.30 a Matera presso il Circolo La Scaletta, via Sette Dolori 10, AIDP (Associazione italiana per la direzione del personale) Gruppo Basilicata e Federmanager Basilicata, con il patrocinio del Circolo La Scaletta, presentano il libro di Giovanni di Cagno "La giustizia, la politica e noi. Per un nuovo equilibrio tra i poteri dello Stato", Cacucci Editore 2018.

L’autore, ex componente del Consiglio Superiore della Magistratura, nel saggio pone l’attenzione sulla necessità di ricercare un nuovo equilibrio tra i poteri dello Stato, in un’ottica di bilanciamento tra il potere politico e il potere giudiziario, in grado di ribadire l’ autonomia e l’indipendenza della magistratura rispetto al potere politico, e allo stesso tempo individuare anche i limiti al dispiegarsi del potere giudiziario. Limiti necessari per evitare l’ evidente squilibrio tra i due poteri, che può avere conseguenze negative per il Paese.

L’ultimo lavoro dell’avv. Giovanni Di Cagno intende stimolare un dibattito pubblico su un tema, ben noto agli addetti ai lavori, che deve coinvolgere tutti, in quanto se nel sistema di amministrazione delle regole si insinuano, nel silenzio generale, elementi strutturali di instabilità, la questione diventa seria e preoccupante per cittadini, lavoratori e dirigenti, che con quell’incertezza fanno quotidianamente i conti senza riuscire a venirne a capo se non a rischio di pagare un prezzo altissimo in termini umani e  economici.

Dopo i saluti di Francesco Vizziello, presidente del Circolo La Scaletta, Luigi Prisco, presidente Federmanager Basilicata e Domenico Martino, presidente AIDP Basilicata, dialogano con l’autore Giuseppe Romaniello, direttore generale dell’Università di Basilicata e Filippo Fedele, manager AIDP. Modera la giornalista Milena Manicone.

 

NOTA BIOGRAFICA DELL’AUTORE

Giovanni Di Cagno (1951) esercita la professione di avvocato, attualmente come socio di POLIS Avvocati s.t.a. coop. Tra il 1990 e il 1998 è stato capogruppo consiliare del PCI-PDS prima al Comune e poi alla Provincia di Bari. Dal luglio 1998 all’agosto 2002 è stato componente del Consiglio Superiore della Magistratura. Dal dicembre 2002 al settembre 2009 è stato commissario nell’Authority che regola lo sciopero nei servizi essenziali. Oltre a numerosi articoli e interventi sull’amministrazione della giustizia e sulla criminalità di stampo mafioso, ha pubblicato: Affari e Politica (1987) - Il nome de “La Rosa” (1990) - Cosche di casa nostra (1992) - La nostra generazione (1997) - Cosa Nostra ieri, oggi, domani (con Gioacchino Natoli, 2004) - Lo sciopero nei servizi essenziali (con Maria Paola Monaco, 2009) - Romanzo giudiziario (2015).

Per informazioni:

Il v.presidente AIDP Gruppo Basilicata

Avv. Giuseppe Luongo

www.aidp.it

 

Il presidente Federmanager Basilicata

Ing. Luigi Prisco

www.federmanager.it

 

 

 

Ritorna a Matera il ciclo d’incontri “Dove abiti? Le nostre strade…la nostra storia”, dedicato ai materani illustri a cui sono intitolate strade, piazze e scuole della città. Un’ iniziativa promossa dal Circolo culturale La Scaletta.

Dopo il successo dei precedenti appuntamenti che hanno avuto come protagonisti il filosofo Eustachio Paolo Lamanna, il generale Antonio Passarelli e la famiglia Persio, lunedì 15 aprile alle 18.30 presso l’Aula magna del Liceo scientifico “D. Alighieri” saranno ricordati Francesco Paolo Conte, Antonio Turi e Giannando Mastronardi. Ad aprire l’incontro i saluti del presidente del Circolo La Scaletta, Francesco Vizziello, e del dirigente scolastico del Liceo scientifico, Vincenzo Duni, seguirà la narrazione delle biografie dei tre eroici cittadini affidata, come di consueto, al video di Nino Vinciguerra che, attraverso un appassionato e approfondito lavoro di ricerca, con immagini e documenti in gran parte inediti ha ricostruito le storie dei tre giovani materani, dal tragico epilogo.

Un destino comune per Francesco Paolo Conte, guardia di pubblica sicurezza, morto a Matera il 24 ottobre 1928, a 28 anni, per soccorrere alcuni concittadini durante un violento nubifragio, Antonio Turi, giovane emigrante, morto il 5 maggio 1969 per aiutare un uomo caduto nel torrente Parma e, infine, Giannando Mastronardi, studente del Liceo scientifico, morto il 19 agosto 1974 in Svizzera, dove si trovava per un lavoro estivo, durante il tentativo di salvataggio di un amico che stava annegando in un lago. Tre straordinari esempi di generosità ricordati dalla città con una strada nel rione Agna, una maiolica che ricorda la tragedia sulla facciata del Belvedere “Guerricchio” e una sala della Questura per Francesco Paolo Conte, medaglia d’argento al valor civile, una strada nel rione Agna per Giannando Mastronardi e l’Istituto Alberghiero intitolato a Antonio Turi, medaglia d’oro al valor civile, che sarà ricordato nel cinquantenario della scomparsa.

Ufficio stampa Circolo La Scaletta

 

Sabato 18 maggio 2019 ore 11 presso la sala convegni della Camera di Commercio si terrà il terzo incontro del ciclo di conferenze sul futuro del Mezzogiorno “Autonomia regionale e unità del Paese”, che avrà come relatore Marco Esposito, responsabile Economia del “Mattino”. La conferenza verterà sul tema dell’ultimo libro-inchiesta del giornalista napoletano “Zero al Sud. La storia incredibile (e vera) dell’attuazione perversa del federalismo fiscale (Rubbettino editore, 2018)”, che ripercorre la storia del federalismo, a partire dalla riforma costituzionale del 2001, spiegando, in maniera puntuale, inganni, ritardi e irresponsabilità perpetrati in questi anni, fino a giungere all’ iniquità dell’attuale progetto di autonomia differenziata, che attribuisce al Mezzogiorno meno diritti e meno soldi, condannandolo a un sottosviluppo senza via d’uscita. Una “secessione dei ricchi” per utilizzare le parole dell’economista Gianfranco Viesti, che ha curato la prefazione del saggio.

L’iniziativa, organizzata dal Circolo La Scaletta con il patrocinio del Comune di Matera, è finalizzata al rilancio del Mezzogiorno nel contesto nazionale e internazionale, a partire da Matera Capitale europea della cultura 2019. Il ciclo di conferenze, che nei precedenti incontri ha avuto come relatori Andrea Bassi, giornalista del “Messaggero”, e Adriano Giannola, presidente SVIMEZ, intende affrontare la “questione meridionale” in chiave contemporanea a partire dalle richieste di maggiori forme d’ autonomia avanzate da Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, e successivamente anche da altre Regioni.

All’ incontro interverranno Francesco Vizziello, presidente del Circolo La Scaletta e Raffaello De Ruggieri, sindaco di Matera. Modera: Milena Manicone, giornalista.

Il prossimo appuntamento si terrà:

Venerdì 7 giugno 2019 ore 18.30 Sala convegni Camera di Commercio MATERA 

Relatore: Guido Pescosolido, storico e autore del libro “La questione meridionale in breve. Centocinquant’anni di storia”. Donzelli editore, 2017

Ufficio stampa Circolo ‘La Scaletta’

 

Venerdì 7 giugno alle 18.30 a Matera, presso la Camera di Commercio, via lucana 82, si terrà la conferenza del prof. Guido Pescosolido, nell’ambito del ciclo d’incontri sul futuro del Mezzogiorno “Autonomia regionale e unità del Paese”, organizzato dal Circolo La Scaletta, con il patrocinio del Comune di Matera.

L’incontro con il prof. Pescosolido, ordinario di Storia moderna nell’Università di Roma “La Sapienza”, approfondirà il tema del suo ultimo libro “La questione meridionale in breve. Centocinquant’anni di storia” Donzelli editore 2017, in cui ripercorre l’evolversi delle condizioni del Mezzogiorno e del ruolo da esso svolto nello sviluppo economico e sociale del Paese, dall’Unità d’Italia alla condizione attuale. Una questione antica e irrisolta ancora caratterizzata da un profondo divario tra Nord e Sud che rischia di aumentare ulteriormente con il regionalismo differenziato, un progetto pericoloso per le regioni del Sud, che porterebbe all’ “eutanasia della questione meridionale”. Un aspetto emerso con forza nel corso del ciclo di conferenze “Autonomia regionale e unità del Paese” che nei mesi scorsi ha approfondito il tema dell’autonomia regionale differenziata, attraverso il contributo d’importanti relatori come Andrea Bassi, giornalista del “Messaggero”, Adriano Giannola, presidente SVIMEZ, e Marco Esposito, giornalista del "Mattino" e autore del libro "Zero al Sud". L’iniziativa, finalizzata al rilancio del Mezzogiorno, a partire da Matera Capitale europea della cultura 2019, si concluderà con la redazione di un documento ufficiale, in grado di esprimere, oltre al dissenso, una proposta unitaria di riequilibrio territoriale, per la difesa dei diritti e del futuro del Mezzogiorno.

All’incontro interverranno Francesco Vizziello, presidente del Circolo La Scaletta e Raffaello De Ruggieri, sindaco di Matera. Modera Milena Manicone, giornalista

Guido Pescosolido è ordinario di Storia moderna nell’Università di Roma «La Sapienza». Ha insegnato nelle Università di Messina, della Tuscia, di Napoli Federico II, Roma Tre e Luiss. Tra le sue pubblicazioni sulla storia economica, sociale e politica dell’Italia dal secolo XVII ai nostri giorni ricordiamo: Terra e nobiltà. I Borghese. Secoli XVIII e XIX (Jouvence, 1979); Agricoltura e industria nell’Italia unita (Laterza, 20044); Unità nazionale e sviluppo economico in Italia. 1750-1913 (Edizioni Nuova Cultura, 2014); Nazione, sviluppo economico e questione meridionale in Italia (Rubbettino, 2017).

Ufficio stampa Circolo La Scaletta

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