CHIESE RUPESTRI MADONNA DELLE VIRTÙ E SAN NICOLA DEI GRECI

Via Madonna delle Virtù

Matera  30 Giugno - 5 novembre 2017

  

PRESENTAZIONE ALLA STAMPA

Giovedì 29 giugno, ore 11,  presso il complesso rupestre “Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci”di Matera, verrà presentata alla stampa la XXX edizione de “Le Grandi Mostre nei Sassi”. La storica rassegna di scultura contemporanea,  organizzata dal Circolo “La Scaletta”, celebra il trentennale con l’antologica di Novello Finotti “Dalle profondità del tempo”, a cura di Beatrice Buscaroli.L’artista veronese, allievo di Magritte e De Chirico, vanta una carriera internazionale con partecipazioni alla Biennale di Venezia e Quadriennale di Roma. “Il cammino dell’uomo”, “Donna tartaruga” e “Omaggio a Shakespeare” sono alcuni dei titoli delle trentotto opere in marmo e bronzo esposte nelle antiche cripte della Capitale europea della cultura per il 2019, dal 30 giugno al 5 novembre 2017.

Con l’artista interverranno: Ivan Franco Focaccia, presidente del Circolo “La Scaletta”, Raffaello de Ruggieri, sindaco di Matera, Beatrice Buscaroli, curatrice della mostra e del catalogo ed Edoardo Delle Donne, storico dell’arte.

Main sponsor dell’iniziativa Total E&P Italia .

Programma

11: Interviste

11.30: Inizio conferenza stampa, a seguire visita alla mostra

L’inaugurazione della mostra si terrà venerdì 30 giugno alle 18.30

Ufficio stampa Circolo “La Scaletta”

Milena Manicone

Mob 329.7144199

CHIESE RUPESTRI MADONNA DELLE VIRTÙ E SAN NICOLA DEI GRECI

Matera  30 Giugno - 5 novembre 2017

 

COMUNICATO STAMPA

  LE SCULTURE DI FINOTTI A MATERA PER LE GRANDI MOSTRE NEI SASSI

Il 30 giugno il Circolo “La Scaletta” inaugura l’antologica dell’artista veronese

 

Si rinnova l’appuntamento con “Le Grandi Mostre nei Sassi”, la storica rassegna di scultura contemporanea, giunta alla XXX edizione, quest’anno ospiterà nelle suggestive chiese rupestri “Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci” le opere dello scultore veronese Novello Finotti. Dopo il successo riscosso a Seoul e Busan, in Corea del Sud, l’artista espone per la prima volta a Matera trentotto opere in marmo e bronzo, realizzate tra il 1968 e il 2014. L’antologica, intitolata “Dalle profondità del tempo”, a cura di Beatrice Buscaroli, sarà inaugurata il prossimo 30 giugno alle 18.30. Il catalogo con le foto delle opere esposte sarà curato da Giuseppe Barile Editore.

Finotti, formatosi all’Accademia Cignaroli di Verona, vanta una carriera internazionale, ricca di esposizioni italiane ed estere, tre partecipazioni alla Biennale di Venezia e una alla Quadriennale di Roma.

“La scultura di Novello Finotti – ha commentato Beatrice Buscaroli, curatrice della mostra e del catalogo, - delinea una poetica che s’incentra sull’enigma della forma che non si risolve in una pura curiosità enigmistica, per puntare piuttosto sul confine sottile, incerto, ambivalente, che si dispone tra sogno e pensiero, tra desiderio e razionalità, tra passione e rigore”.

Dal 1978 il Circolo La Scaletta organizza “Le Grandi Mostre nei Sassi”, la rassegna che, negli anni scorsi, ha ospitato artisti come: Consagra, Melotti, Martini, Cambellotti, Fazzini, Matta, Milani, Andreotti, Kolìbal, Negri, Raphael, Mascherini, Hare, Viani, Mirko, Lassaw, Azuma e altri ancora, oltre alle edizioni delle Biennali di Scultura Contemporanea dedicate all’Italia, all’America e alla Francia.

Un evento unico per Matera, che ogni anno richiama nella città dei Sassi un turismo culturale e di qualità, confermandosi tra le più importanti esposizioni del panorama nazionale.

Matera, 17 giugno 2017

Ufficio stampa Circolo “La Scaletta”

Milena Manicone

Mob 329.7144199

La raccolta di racconti è stata realizzata  nell’ambito del progetto di alternanza scuola-lavoro con la casa editrice Gemma Edizioni

Con l’intento di far avvicinare i ragazzi alla lettura attraverso la scrittura nasce “Selfie di noi”, un progetto che la casa editrice Gemma Edizione sta divulgando in tutta Italia, che ha già coinvolto 3.000 studenti. Un progetto a cui ha aderito anche l’Istituto d’Istruzione Superiore “G. B. Pentasuglia” di Matera, attraverso la realizzazione del ventiduesimo volume della collana “Selfie di Noi”. Una raccolta di racconti, presentata lo scorso venerdì al Circolo La Scaletta, che conclude un percorso di Alternanza scuola-lavoro di cento ore, che ha coinvolto ventinove studenti delle classi III e IV C del Liceo scientifico, opzione Scienze applicate, nell’ambito delle attività di alternanza scuola-lavoro. I ragazzi, con la supervisione dei tutor di Gemma Edizioni e delle prof.sse Camilla De Ruggieri e Marilena Lopergolo, hanno avuto l’opportunità di entrare nel vivo del lavoro svolto da una casa editrice, occupandosi, oltre che della ideazione e scrittura dei racconti, anche dell’editing e impaginazione dei testi, grafica,  comunicazione e promozione del libro  attraverso i social network. Il risultato è un volume di 243 pagine che racconta sensazioni, esperienze, pensieri e opinioni degli adolescenti di oggi. Il selfie della nuova generazione. Dopo l’introduzione della prof.ssa Rosanna Festa del Circolo La Scaletta e i saluti del prof. Giancarlo Minardi, vicepreside dell’Istituto, l’innovativa presentazione del volume, coordinata dalla prof.ssa De Ruggieri, è stata introdotta dalle parole della canzone “We are young” dei Fun suonata e interpretata dall’alunno Alessandro Lapolla con l’accompagnamento degli altri studenti, che ha fatto da colonna sonora alle illustrazioni presenti nel libro e alle foto scattate durante il progetto. È seguita l’interpretazione di Anna Sicklinger della poesia “L’uomo” scritta da Fabio Armando Palomino, che apre il volume. Poi il personaggio del racconto “Perfezione innaturale”, un ragazzo che scopre di avere un telefonino come prolungamento del suo braccio,  ha preso vita, intervistando il suo autore. Tra i racconti presentati è stato scelto “Alice e Nicolas” di Alessandra Di Lecce, Gaia Sansone e Roberta Scandiffio selezionato tra i migliori del progetto nazionale. La serata si è conclusa con i versi di “Vero per davvero” di Rosario Schembri, recitati da Roberto Di Perna.

Matera 11 giugno 2017

Ufficio stampa Circolo “La Scaletta”

A Terranova di Pollino (PZ), il 2 giugno, nell’ambito delle celebrazioni della Festa della Repubblica, l’Amministrazione comunale ha consegnato il premio “Custode del Pollino 2017” al Circolo “La Scaletta” di Matera. Il riconoscimento, giunto alla terza edizione, è stato assegnato allo storica associazione culturale per la  nota attività di sensibilizzazione dell’opinione pubblica locale, regionale e nazionale a favore della tutela del patrimonio naturale e culturale del territorio del Pollino e della promozione dell’istituzione del Parco Nazionale del Pollino.

In una Sala Comunale gremita di cittadini, autorità civili e militari, dopo i saluti del Sindaco di Terranova, Francesco Sante Ciancia e l’introduzione di Federico Valicenti, Assessore al Turismo del Comune di Terranova e moderatore dell’evento, Annibale Formica, Presidente dell’associazione “Voci del Pollino”  ha spiegato le motivazioni del premio. Delle numerose attività promosse dal Circolo per la tutela e la salvaguardia del Pollino è stata posta l’attenzione in particolare su :

lo svolgimento, in collaborazione con  la sezione regionale di Matera del W.W.F., dell'indagine socioeconomica nell'ambito dell'elaborazione di un  "Piano di d'assetto naturalistico territoriale del Parco Nazionale Calabro- Lucano del Pollino", affidata all' Associazione Italiana per il World Wildlife Fund dalla Commissione per la Conservazione della natura e delle sue risorse del Consiglio Nazionale delle Ricerche, nel 1970, allo scopo di verificare la possibilità d'istituire un Parco Nazionale sul Massiccio del Pollino. La realizzazione, nel 1973, con la sezione di "Italia Nostra" di Matera e la sezione regionale di Matera del  W.W.F., del documento "La valorizzazione del complesso montuoso del Pollino”,che fa parte del Libro Bianco dell'assessorato regionale del Turismo della Regione Basilicata. L'organizzazione nel corso degli anni di ripetute manifestazioni, convegni, dibattiti e campagne di sensibilizzazione dell'opinione pubblica locale, regionale e nazionale sul tema della istituzione del Parco Nazionale del Pollino.

E’ seguita la premiazione con Carmelo Lo Fiego, rappresentante del  Consiglio direttivo dell’Ente Parco nazionale del Pollino, che  ha consegnato il premio a Ivan Focaccia, Presidente del Circolo “La Scaletta” e  Raffaello de Ruggieri, nella duplice veste di Socio fondatore del Circolo e Sindaco di Matera. Un riconoscimento, simbolo di un’importante sfida lanciata negli anni ’60 e poi vinta con l’istituzione del Parco Nazionale del Pollino, grazie alla tenacia e lungimiranza di molti soci,  tra questi anche coloro che ormai non ci sono più a cui il presidente Focaccia ha dedicato il premio: Mario Tommaselli, Mauro Padula, Teresa de Ruggieri, Franco Palumbo, Carlo Scalcione, Franceschino Montemurro, Edoardo Politano, i fratelli Riccardo e Carlo Mele  e Franco Ferrante.

“L’incontro di oggi  rappresenta un momento di giuramento tra lucani e lucani -ha sottolineato il sindaco De Ruggieri-  l’occasione per esprimere l’energia di questo territorio unico e universale. Matera, con la vittoria del titolo di Capitale europea della Cultura  2019, è diventata un simbolo, una vetrina su cui scommettere le fortune della nazione, come cittadini dobbiamo sentire forte la responsabilità e noi sindaci  siamo in prima linea perché abbiamo la missione di  tracciare per primi questi solchi di futuro,  ritengo – ha concluso il primo cittadino-  che insieme possiamo trovare le risorse per rompere il silenzio del Mezzogiorno e interrompere il problema dell’occupazione, che è quello che più ci preoccupa, perché è il più terribile di tutti”.

All’incontro sono intervenuti anche il Generale Danilo Mostacchi, Comandante regionale Carabinieri Forestali, il Generale Alfonso Di Palma, Comandante della Legione Carabinieri Basilicata , le conclusioni sono state affidate a  Franco Mollica, Presidente del Consiglio Regionale di Basilicata.

Matera, 3/06/2017

Ufficio stampa Circolo “La Scaletta”

Mob.329.7144199

Per i cinquant’anni dalla morte del filosofo sarà presente la nipote Fiamma Provenzal

Venerdì 19 maggio, ore 18.30, presso l'ex Ospedale San Rocco di Matera , in piazza San Giovanni, il Circolo "La Scaletta" presenta il 1° appuntamento del ciclo d'incontri "Dove hai detto che abiti? Le nostre Strade..la nostra Storia", dedicato al materano illustre  Eustachio Paolo Lamanna.

A cinquant’anni dalla scomparsa, la Città rende omaggio al filosofo di umili origini, che con il suo valore ha raggiunto i più prestigiosi riconoscimenti tributati dalle Accademie più antiche e dalla Repubblica Italiana, oltre che autore di un manuale di filosofia che è stato sui banchi di tante generazioni di studenti.

La vita e il pensiero del Professore saranno ricordati attraverso documenti inediti, la preziosa testimonianza di sua nipote Fiamma Provenzal, figlia della primogenita Gioietta Lamanna, e il commovente ricordo del suo assistente all’ Università degli studi di Firenze, quasi centenario, Vittorio Emanuele Sarra, che interverrà attraverso una video-intervista.

Dopo di saluti di Ivan Focaccia, presidente del Circolo "La Scaletta", la prof.ssa Rosanna Festa, l'avv. Stefania De Toma e il prof. Giancarlo Minardi ripercorreranno la biografia di Lamanna e il contesto storico dove visse e studiò.

Il pensiero filosofico del luminare sarà illustrato dal prof. Nunzio Di Lena, presidente della  Società Filosofica Italiana, sezione lucana con sede a Matera, e commentato dagli alunni della scuola primaria di Via Lucrezio, coordinati dalla docente Liliana Iampietro.

Documenti, fotografie e filmati d'epoca si avvicenderanno nel documentario sulla vita di Eustachio Paolo Lamanna, realizzato da Eustachio Nino Vinciguerra.

La serata si concluderà con i tarallucci e il vino offerti dall' Azienda Agricola Dragone, sponsor dell'iniziativa. L'incontro è realizzato con il patrocinio del Comune di Matera, della Fondazione Matera-Basilicata 2019  e  della Società Filosofica Italiana Lucana Matera.

I prossimi appuntamenti, a cadenza mensile, coinvolgeranno personalità come Nicola Festa, i Persio, Giambattista Pentasuglia, Onofrio Tataranni, Cesare Firrao, F. Paolo Volpe, Gioacchino Cappelluti,  i fratelli Duni,  Eleonora Bracco e Domenico Ridola.

Matera, 17 maggio 2017

Ufficio stampa Circolo “La Scaletta”

Milena Manicone; mob.329.7144199

Lamanna copertina fb

Si rinnova l’appuntamento con l’arte presso il Circolo La Scaletta di Matera, sabato 6 maggio, ore 18.30,  nella storica sede di Palazzo Bronzini, in  via Sette Dolori, 10 si terrà l’inaugurazione della mostra di pittura “Percorsi tra Luci e Ombre” di Cesare Siboni. L’antologica, composta da quindici opere, ripercorre gli ultimi dieci anni d’attività del pittore figurativo, originario di Forlì, che si ispira alla pittura seicentesca italiana e spagnola: da Caravaggio a Velasquez e de Ribera, con qualche incursione sperimentale nella maniera ottocentesca.

La pittura di Cesare Siboni- ha sottolineato Edoardo Delle Donne, curatore dell’esposizione- risponde ad un progetto morale non solo identificabile con un’etica della virtù o del dover essere, ma con un lavoro di ”naturalizzazione” e di “visione” del momento, come assenso del proprio destino.

Una donna, un uomo, un angelo smarrito rischiarato nel buio l’ombra che conduce le mani verso la luce, sono natura e trasfigurazione. Ma più che sublimazione o spiritualizzazione della carne, si tratta di una incarnazione spirituale: il corpo inteso come una lampada di verità”.

“La dote”(170x100 cm), “Tra cielo e terra” (100x150 cm), “L’Annunciazione” (80x100cm) e “Victoria” (140x 160 cm) sono solo alcuni dei quadri in mostra, realizzati con tecnica a olio, in grado di mescolare temi mitologici e contemporaneità con l’amore per il Cilento, il territorio dove attualmente l’artista vive e lavora.

La mostra resterà aperta al pubblico fino al 20 maggio 2017, dal lunedì al venerdì con i seguenti orari : 10.30-13.00; 17.00-20.00. Ingresso libero.

Per informazioni Circolo “La Scaletta” 0835.336726

Pagina Facebook Cesare Siboni

https://www.facebook.com/Cesare-Siboni-164337454085666/?fref=nf

Matera, 2 maggio 2017

Ufficio stampa Circolo “La Scaletta”

Milena Manicone 329.7144199

 

                                                          Cesare Siboni
                                             Una pittura che vuole farsi luce


E’ dall’ombra che è in noi che talvolta emerge un volto

La pittura di Cesare Siboni risponde ad un progetto morale non solo identificabile
con un’etica della virtù o del dover essere , ma con un lavoro di ”naturalizzazione”
e di “visione” del momento, come assenso del proprio destino.
Questa ricerca che implica la discesa nel profondo di sé e impone di vivere con se stesso
nella coscienza di un assoluto impegno verso l’opera, trae la sua forza da una chiara
visione di purezza e di bellezza che esiste trasparente alla luce del sogno.
Una donna, un uomo, un angelo smarrito rischiarato nel buio
l’ombra che conduce le mani verso la luce, sono natura e trasfigurazione.
Ma più che sublimazione o spiritualizzazione della carne, si tratta di una incarnazione spirituale: il corpo inteso come una lampada di verità.
E’ l’arte di rivelare, la via che conduce al regno della vita interiore, la coscienza dell’ispirazione, l’ordine dei pensieri.
Il coraggio di una visione superiore che non smentisce il sogno scontrandosi
con il dato reale.
Sulle enormi tele di Cesare, i colori (ora più caldi perché più mediterranei, ma che erano
in fondo da sempre nei suoi occhi) si cercano e si legano sino a trasformarsi in segni
che appaiono quasi come il contorno di un’icona, posta al di sopra di tutto perché distaccata da tutto ciò che dall’esterno potrebbe impedire ed occultare ciò che è.
Eppure non la esclude dal mondo, perché è ad essa e soltanto ad essa che spetta di avvicinarsi al mondo.
Questa pittura non è luminosa, ma fa apparire la luce.
La vocazione artistica (tra quei potenti echi caravaggeschi ed improvvise ultime         suggestioni “vittoriane” ) di Cesare Siboni è una prova che dura tutta una vita.
Una visione antica e talmente moderna che morirebbe del proprio esilio poetico se non ne facesse un elemento di comunicazione.
Una forma di ribellione all’idea che l’avvenire non possa essere “imprigionato”
dal presente.
E così, a misura di questa verità, dai suoi pennelli prendono forma ali talmente grandi
da nasconderci dietro tutte le cose del mondo.


Edoardo Delle Donne, curatore mostra “Percorsi tra Luci e Ombre” di Cesare Siboni