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Venerdì, 19 Aprile 2019 21:22

A Matera il World Press Photo 2019

 

Dal 15 giugno al 14 luglio 2019 Photolux, Biennale internazionale di fotografia di Lucca, e il Circolo La Scaletta di Matera presentano, in collaborazione con 10b Photography (Roma) e l’associazione Cime (Bari), la mostra dei vincitori del “World Press Photo 2019”, il più importante premio internazionale di fotogiornalismo, che ogni anno premia le migliori fotografie che hanno contribuito a raccontare gli eventi e le notizie dell'anno precedente.

Essere chiamati dal Circolo La Scaletta ad animare le attività della Capitale europea della cultura è per noi un grande onore e una bella responsabilità - ha dichiarato il direttore di Photolux Enrico Stefanelli - siamo molto felici per questa nuova opportunità che ci viene proposta, un riconoscimento molto prestigioso del nostro lavoro ed un’occasione unica anche per promuovere Lucca, proprio nell’anno della nostra biennale”.

Numerose le iniziative collaterali in programma a Matera durante il World Press Photo 2019. Quattro workshop, con esperti italiani e internazionali: Francesco Zizola, vincitore di 10 World Press Photo (15 e 16 giugno); Andrea Boccalini, con un focus sul ritratto e il ritratto ambientato (6 e 7 luglio); Sanne de Wilde, vincitrice del World Press Photo 2019 nella categoria Portraits, Stories e Gabriele Croppi, con un focus sul paesaggio (13 e 14 luglio). Nei fine settimana anche alcuni talk di approfondimento a ingresso libero: il 15 giugno in programma la presentazione e proiezione dei vincitori del Prix Pictet e un incontro con Francesco Zizola e Emiliano Macaluso per discutere di diritto d’autore; il 13 luglio Piergiorgio Branzi ripercorre in conversazione con Enrico Stefanelli la sua lunga carriera e infine il 14 luglio Nicola Tanzini presenta il suo ultimo libro “Tokyo Tsukiji”.

Ulteriori info su: www.photoluxfestival.it

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La nostra patria non è l’Italia, né l’Europa, né la Terra, né il Sistema solare: questo è un punto del Cielo e noi siamo cittadini del Cielocon questa frase, che rappresenta il testamento spirituale di Vincenzo Caropreso, Maria Lucrezia Schiavone, sua discendente, ha concluso il suo appassionato  intervento che ha delineato la figura dell’ illustre materano, a cui il Circolo La Scaletta ha dedicato un incontro che si è svolto a Matera lo scorso 8 maggio presso la Camera di Commercio, nell’ambito del ciclo d’incontri “Dove abiti? Le nostre strade..la nostra storia”. Una sala gremita e attenta ha avuto la possibilità di conoscere e approfondire la storia famigliare e la modernità del pensiero dell’insigne studioso, che dedicò all’astronomia tutta la sua vita. Caropreso nacque a Matera il 19 marzo 1881, figlio di Enrico Caropreso di Montemurro (PZ) e la materana Lucia Bronzini. Di famiglia molto agiata, trascorse un’infanzia difficile per la separazione dei genitori, chiesta con un atto di coraggio, per l’epoca, da sua madre, a causa del comportamento dissoluto del marito. La sua giovinezza fu segnata anche dalla precoce morte di sua sorella Angela e dello zio paterno, don Giuseppe, ucciso per mano del brigante Chitarrid, così dopo un momento difficile, decise di allontanarsi di Matera e trasferirsi in Francia, dove scoprì il suo amore per l’astronomia e diventò amico di importanti personalità, tra cui il celebre astronomo Camille Flammarion. Di ritorno a Matera continuò a dedicarsi agli studi scientifici e a proseguire le osservazioni del cielo dal suo villino di campagna, anche se per tutta la vita si sentirà un étranger, uno straniero, come amava definirsi. Oggi possiamo conoscere la sua storia, i suoi studi e il suo “libero pensiero”, avanti anni luce, grazie a lettere, scritti, documenti e i numerosi libri custoditi dalla cugina Carolina Bronzini, la bambina rimasta orfana di padre, il medico Raffaele Bronzini, che decise di adottare, dedicando alla sua educazione e istruzione il resto dei suoi giorni. Un patrimonio di conoscenza messo a disposizione della città, negli anni ’30 il telescopio di Caropreso fu donato al liceo classico da Carolina Bronzini, mentre i suoi figli, tra cui Maria Lucrezia Schiavone, nel 2002 hanno donato il vasto patrimonio librario dello studioso alla biblioteca di Matera, costituendo il “Fondo Vincenzo Caropreso”, ancora oggi consultabile.

Passato, presente e futuro dell'astronomia si sono intrecciati nel corso dell'iniziativa, introdotta dal presidente dello storico sodalizio materano, Francesco Vizziello, e arricchita anche dagli interventi di Andrea Staffieri, studente del liceo scientifico di Matera, vincitore delle Olimpiadi italiane di astronomia 2018, che ha descritto la sua esperienza, accompagnato dall'astronomo materano Francesco Vespe, che lo ha supportato nella competizione. Inoltre sono intervenuti, Vincenzo Duni, dirigente scolastico del liceo scientifico “D. Alighieri”, con Steve Shore, professore di astrofisica all'Università di Pisa, originario di New York, a Matera per realizzare un progetto che ha come finalità l’attività di promozione dei metodi scientifici. Un progetto che partirà dal liceo scientifico per estendersi a tutte le scuole del territorio.

Alla memoria di Caropreso è dedicata una strada, nei pressi del centro cittadino e un monumento funebre che si trova nel vecchio cimitero della città, realizzato dallo scultore Ercole Reduzzi per volontà della madre.

Infine la proiezione del video-racconto dedicato alla vita dell'insigne studioso materano, realizzato da Nino Vinciguerra, ha concluso l’iniziativa.

 

Ufficio stampa Circolo ‘La Scaletta’

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Mercoledì, 05 Giugno 2019 20:51

Lectio Magistralis Di Massimo Cacciari A Matera

 

È stata un lungo viaggio attraverso i grandi miti dell’Europa la lectio magistralis del professor Massimo Cacciari, che si è svolta martedì pomeriggio presso il campus universitario di Matera. L’intervento del noto filosofo è stato preceduto dai saluti della Rettrice dell’Unibas, Aurelia Sole, e l’introduzione di Michele Salomone, amico di Cacciari, che ha promosso l’iniziativa con l’associazione Energheia, in collaborazione con il Circolo La Scaletta e l’Università della Basilicata e con il patrocinio del Comune di Matera.

Una lezione che ha appassionato e coinvolto il numeroso pubblico di tutte le età arrivato anche da fuori regione per ascoltare il professore emerito, che ha raggiunto la sede universitaria dopo essersi lasciato incantare dagli affreschi della Cripta del Peccato Originale, uno dei luoghi più straordinari della città, in compagnia di Raffaello De Ruggieri, sindaco di Matera, e scopritore della cripta, definita la Cappella Sistina del rupestre, e Francesco Vizziello, presidente del Circolo La Scaletta.

Cacciari è partito dalla definizione di mito, inteso come narrazione che costituisce la il fondamento di un ethos, la sede in cui uomini e donne di una certa tradizione, di certi costumi e lingue risiedono, per spiegare la differenza tra i miti dell’antica Grecia e romani, miti fondativi del carattere di un popolo, e i miti europei definiti come un “multiverso di narrazioni che si fraintendono le une con le altre, non giungendo mai a costituire il fondamento di un ethos”. Miti europei che ruotando intorno all’idea di viaggio, un viaggio inteso come nostalgia dell’andare, e non del ritorno come accadeva nei miti greci, dell’andare sempre oltre, verso un’utopia, una continua scoperta. Miti antietici ben rappresentati dal canto di Ulisse di Dante, dall’Amleto e dal Faust di Goethe, fino da giungere al Don Giovanni e alle figure dell’ironia e del disincanto rappresentate dal Don Chisciotte e l’Ulisse di Joyce.

Un’Europa definita dal filosofo inquieta e insana, un’inquietudine che ha condotto a sempre nuove scoperte e un’insania, ha concluso Cacciari, che in caso di guarigione ci condurrebbe alla morte come europei.

L’iniziativa è terminata con l’intervento del presidente del Circolo La Scaletta, Francesco Vizziello, che ha conferito al prof. Cacciari la tessera di socio onorario dello storico sodalizio materano.

Ufficio stampa Circolo ‘La Scaletta’

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Giovedì, 20 Giugno 2019 20:40

A Matera le opere di Domenico Fratianni

 

S’inaugura sabato 22 giugno alle 18.30 al Circolo culturale La Scaletta, in via Sette Dolori 10, la mostra di pittura “Le voci di dentro” dell’artista molisano Domenico Fratianni che, fino al prossimo 10 luglio, espone nella storica sede dell’associazione materana una selezione di circa trenta opere, olio su tela, che ripercorrono vari periodi della sua vasta produzione artistica, fino a giungere ai dipinti degli ultimi anni.

L’esposizione, a cura del giornalista e critico d’arte Rino Cardone, è dedicata a illustri personaggi della cultura molisana e lucana, che hanno ispirato l’opera di Fratianni, innescando un dialogo interiore con l’artista da oltre cinquant’anni. Tra questi ricordiamo Giuseppe e Francesco Jovine, Giose Rimanelli, Carlo Levi, conosciuto dall’artista in Sardegna, Rocco Scotellaro e Albino Pierro, appartengono a loro “le voci di dentro” che danno il titolo alla personale e continuano a parlare a tutti noi.

 Uno degli elementi caratterizzanti della pittura di Domenico Fratianni- ha scritto Rino Cardone nel testo critico che accompagna la mostra- è il paesaggio arcadico, idillico e ideale, entro il quale l'artista "muove" la sua narrazione visuale e la sua capacità di esplicitazione semantico-visiva. Doppio il paradigma estetico da lui adottato per il suo racconto ornato, fatto d'immagini che sono delle proiezioni della memoria e dei ricordi. Il suo primo rimando estetico è rivolto alla vita dei campi, intesa non come svolgimento lavorativo ma come dimensione emozionale, connaturata ad un preciso genere di espressione sociale”.

Pittore, incisore e disegnatore Fratianni ha esposto le sue opere in numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero.

Dal 2000 è il Direttore Artistico della Biennale dell’Incisione Italiana Contemporanea Città di Campobasso. Dal 1965 fino allo scorso anno è stato esponente dell’Associazione Incisori Veneti, con Giorgio Trentin Presidente. Ha ricoperto la carica di Vicesegretario degli Incisori d’Italia per le regioni Abruzzo e Molise nel triennio ‘66/’68. Con Carlo Carrà Presidente d’onore e Domenico Purificato Presidente.

All’inaugurazione,con l’artista, interverranno Michele De Ruggieri, socio fondatore del Circolo La Scaletta e il curatore Rino Cardone.

 

Testo critico di Rino Cardone

La pittura di Domenico Fratianni

È una pittura di forte impatto emotivo quella di Domenico Fratianni. Una pittura in cui la forma, la figura e il colore sono consustanziali tra loro nello svolgimento di una dinamica immaginifica, che si coagula intorno ad una dimensione fortemente espressiva ed espressionista. Uno degli elementi caratterizzanti di questa pittura è il paesaggio arcadico, idillico e ideale, entro il quale l'artista "muove" la sua narrazione visuale e la sua capacità di esplicitazione semantico-visiva. Doppio il paradigma estetico da lui adottato per il suo racconto ornato, fatto d'immagini che sono delle proiezioni della memoria e dei ricordi. Il suo primo rimando estetico è rivolto alla vita dei campi, intesa non come svolgimento lavorativo ma come dimensione emozionale, connaturata ad un preciso genere di espressione sociale. Qualcosa, vale a dire, che prende da dentro, a contatto diretto con la natura. E che nella pittura di Domenico Fratianni assume un carattere, a tratti, persino, arcaico ed ancestrale. È come se dal primitivo archetipo, che alligna in ognuno di noi, a livello inconscio, Domenico Fratianni riesca a sviluppare, nella sua arte, un processo semantico e morfologico in grado d'identificare e di dare voce allo stato, poveramente esistenziale e solitario, da cui è trafitto l'individuo contemporaneo. Viviamo, oggi, in un'Era dove tutto si sviluppa in maniera caotica e convulsa. Occorre, pertanto, recuperare un sentire emozionale che si traduca in qualcosa di più duraturo e permanente. Il passaggio dalle emozioni ai sentimenti costituisce, di fatto, un atto di elaborazione creativa. I sensi costituiscono, se vogliamo, la porta d'ingresso dei pensieri che trovano nella mente la loro camera di compensazione fantasiosa e fantastica. Domenico Fratianni conosce molto bene questi processi creativi. Li adotta da sempre, in una costruzione mitopoietica di una realtà immaginifica che appartiene al Principio della Parola (dal quale si generò il tutto) e del racconto (dal quale sorsero saghe e leggende). L'impianto prospettico, della pittura di Domenico Fratianni, costituisce un unicum con la trama stilistica delle sue figure. L'imperativo estetico e stilistico, di questo suo genere di pittura, è riconducibile ad una dimensione, nel contempo, georgica e bucolica: da cui trassero ispirazione estetica e sostanza formale - a metà Novecento - una serie di artisti d'impostazione neorealista. Alcuni tra loro - e tra questi Domenico Fratianni - aggiunsero, a questa loro visione fantastica, l'afflato sociale e l'istanza meridionalista, quale atto di resilienza e di riscatto sociale, a partire dalla cultura contadina. Tutto questo fa di Domenico Fratianni un artista in sintonia con il genius loci generato da una regione, da una terra, il suo Molise, che stende, oggi, le sue ali, con questa sua mostra che si tiene alla Scaletta di Matera, alla Capitale Europea della Cultura per il 2019. Un atto di reciprocità intellettuale che avrà, di sicuro, dei risvolti estremamente significativi sul doppio piano artistico e culturale, in termini di relazioni che si potranno consolidare, sviluppare e persino nascere tra gli artisti (e non solo) di queste due regioni, così tanto vicine tra loro.

Rino Cardone

Giornalista e critico d’arte

 

Orari mostra

Lun-dom 10-13; 17-20  Ingresso libero

Per informazioni

Circolo La Scaletta

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; 0835.336726

Ufficio stampa Circolo ‘La Scaletta’

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Mercoledì, 29 Maggio 2019 20:06

A Matera le opere di Gino Colapietro

 

Sabato 1 giugno alle 18 s’inaugura la mostra di pittura “L’occhio metafisico” di Gino Colapietro presso la Galleria Studio D’Imperio, in p.zza V. Veneto, 34. Nella Capitale europea della cultura 2019 l’artista pugliese espone una selezione di opere che s’ispirano a temi mitologici e letterari fino a giungere alla stretta attualità per esprimere il senso di precarietà della condizione umana e la superficialità dei nostri tempi, insieme ad una accentuata sensualità. “Il supplizio di Tantalo”, “Amleto ha in visione il padre”, “L’Italia devastata”, “Differenziata” e “Lotta ai poteri” (con Salvini e Di Maio)  sono alcuni dei titoli in mostra fino al  prossimo 30 giugno.

Fonte d’ispirazione per il Maestro anche la Città dei Sassi raffigurata nell’opera “L’ora metafisica di Matera”.

Il giornalista e scrittore Raffaele Nigro in un articolo dedicato alla produzione del Maestro ha evidenziato: “la resa pittorica di Colapietro non è soltanto l’iperrealismo ma una forza metafisica che si sprigiona dagli oggetti rappresentati. Intanto l’atmosfera che accoglie gli oggetti è di assoluto silenzio. E il silenzio favorisce o è favorito dal senso metafisico che riesce a creare nel perimetro del quadro”.

Gino Colapietro ha insegnato presso le Accademie di Belle Arti di Roma, Firenze, Foggia  e infine Bari, dove attualmente è docente. Fin da bambino ha coltivato l’amore per la pittura, nel corso della sua carriera ha partecipato a numerosi concorsi di pittura nazionali e internazionali e a mostre personali e collettive in varie località italiane. Nel 2011, invitato da Vittorio Sgarbi, ha esposto  alla 54^ Biennale di Venezia “Padiglione Italia”.

Le sue opere, in tecnica mista, figurano in pinacoteche regionali, provinciali, comunali e presso collezioni private e all’estero.

L’esposizione è organizzata dal Circolo La Scaletta e dalla Galleria Studio D’Imperio. All’inaugurazione, dopo i saluti del presidente del sodalizio materano, Francesco Vizziello, interverrà il giornalista Raffaele Nigro. Sarà presente l’artista.

La mostra potrà essere visitata tutti i giorni presso la Galleria Studio D’Imperio nei seguenti orari: 10-13 e 18-22

Ingresso libero

 

Ufficio stampa Circolo La Scaletta

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bonsai

Dal 16 al 19 maggio 2019 al Circolo La Scaletta, in via Sette Dolori 10, è in programma un corso gratuito di bonsai e suiseki, con la partecipazione di esperti del settore, che approfondiranno tecniche e segreti di questa antica arte giapponese.

Giovedì 16 maggio alle 11, dopo i saluti di Francesco Vizziello, presidente del Circolo La Scaletta, si terrà la presentazione del corso a cura di Gianni Picella e Vito Di Venere (Bonsai Club Puglia), a seguire sarà presentato il libro “La timidezza delle chiome” di Pietro Maroè (Rizzoli editore 2017). Venerdì 17 maggio alle 10 Vittorio Leone, docente dell’Università della Basilicata, terrà una lezione sulla fisiologia dell’albero, seguiranno alle 12 i saluti di mons. Giuseppe Caiazzo, arcivescovo di Matera- Irsina. Nel pomeriggio, a partire dalle 17, Antonio De Giuseppe, orto botanico di Cosenza, spiegherà le tecniche di base per impostare un bonsai.

L’arte e la filosofia suiseki, che significa in giapponese pietra lavorata dall’acqua, saranno illustrate sabato 18 maggio alle 10 da Luciana Queirolo, presidente AIAS, Associazione italiana amatori suiseki. Nel pomeriggio alle 17 Vito di Venere, vicepresidente European Suiseki Association, terrà un incontro dal titolo “Arte e apprezzamento delle pietre”.

Domenica 19 maggio il corso si concluderà con un intervento di Armando Dal Col, fondatore del Giardino Museo Bonsai della Serenità a Tarzo, sulle colline trevigiane, considerato il tempio del bonsai italiano. Alle 17 il bonsaista Gerardo Mandile, Arbores Bonsai Club, svelerà tutti i segreti su come strutturare un bonsai

Negli stessi giorni alcuni spazi del complesso rupestre "Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci" ospiteranno l'esposizione di bonsai e suiseki "Sonzai Presenze", a cura di Gianni Picella e Vito Di Venere.

La mostra potrà essere visitata dalle 10 alle 20, con l’ultimo ingresso previsto alle 19.

L'iniziativa è organizzata da Bonsai Club Puglia in collaborazione con il Circolo La Scaletta.

 

Ufficio stampa “Circolo La Scaletta”

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MATERA- “Natura, libero pensiero, scienza” era questo il motto di Vincenzo Caropreso, insigne studioso materano, che sarà ricordato mercoledì 8 maggio alle 18.30, presso la Camera di Commercio, nell’ambito del ciclo d’incontri “Dove abiti? Le nostre strade…la nostra storia”, organizzato dal Circolo La Scaletta. Vincenzo Caropreso nacque a Matera il 19 marzo 1881 da Enrico Caropreso di Montemurro (PZ) e la materana Lucia Bronzini. Di famiglia molto agiata, soffrì durante la sua infanzia a causa della separazione dei genitori, della morte della sorella Angela, ancora bambina, e dell’uccisione dello zio per mano del brigante Chitarrid. Dolori e avversità che segnarono l’esistenza di Caropreso, allontanandolo dal suo Paese per trasferirsi in Francia, dove intraprese gli studi d’ingegneria, presso l’Università di Montpellier. Oltralpe scoprì la sua grande passione per l’astronomia, a cui dedicò tutta la vita, ed entrò a far parte della Société Astronomique de France, fondata da Camille Flammarion noto astronomo e divulgatore scientifico, che divenne suo amico. Di ritorno in Italia, per alcuni anni prestò la sua opera come assistente astronomo volontario presso l’Osservatorio di Capodimonte e dopo l’acquisto di un telescopio continuò le osservazioni del cielo dalla terrazza del suo villino di campagna, che sorgeva sulla collina materana che oggi porta il suo nome. Vincenzo Caropreso morì l’8 febbraio 1926, in seguito a una broncopolmonite che lo colpì mentre seguiva i lavori per la realizzazione del suo grande sogno: un osservatorio astronomico a Matera. Il suo telescopio fu donato da sua cugina Carolina Bronzini al Liceo classico “Duni” di Matera, negli anni ’30. Alla sua memoria è dedicata una strada nei pressi centro cittadino, dal 2002 nella biblioteca provinciale “T. Stigliani” è possibile consultare il “Fondo Vincenzo Caropreso”, che comprende il suo vasto patrimonio librario.

L’incontro sarà introdotto da Francesco Vizziello, presidente del Circolo La Scaletta e Maria Lucrezia Schiavone, discendente dello studioso e autrice del libro “Vincenzo Caropreso. Cittadino del cielo, 2010”, seguirà, come di consueto, la proiezione del video a cura di Nino Vinciguerra che, attraverso un’appassionata ricerca di immagini e documenti inediti, ripercorre la storia dell’illustre materano.

Ufficio stampa Circolo ‘La Scaletta’

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Venerdì 22 marzo, dalle 9.30 alle 12.30, presso il Circolo La Scaletta di Matera, via Sette Dolori 10, si terrà un seminario sul recupero dei rioni Sassi, a cura di Michele de Ruggieri, socio fondatore dell’ associazione culturale, impegnata da sessant’anni nella conservazione e valorizzazione del patrimonio storico e artistico della città e del territorio lucano. L’incontro formativo, promosso da Federagit Confesercenti Bari, è finalizzato all’aggiornamento professionale di guide turistiche e operatori culturali di Puglia a Basilicata e prevede, dalle 14.30 alle 17.30, anche un’escursione didattica nei rioni Sassi, a cura della guida Elisabetta Serafino.

All’iniziativa interverranno: Francesco Vizziello, presidente del Circolo La Scaletta, Francesco Lisurici, presidente provinciale Confesercenti Matera, Raffaella Altamura, presidente Confesercenti Metropolitana Terra di Bari e Anna Gernone, presidente Federagit Confesercenti Terra di Bari.

Il seminario è a ingresso libero, per l’escursione didattica è prevista una quota di partecipazione di  10 euro per i soci Federagit e 15 euro per gli esterni.

Per informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ufficio stampa Circolo La Scaletta

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comito articolo

Antonia e Francesco Comito sono i due giovani talenti protagonisti del recital pianistico ‘Armonie classiche tra i Sassi’ in programma domenica 20 gennaio 2019, ore 18.30, a Palazzo Viceconte, via San Potito 7. Nella dimora storica, situata a pochi metri dal Duomo, risuoneranno le note di Beethoven e Brahms per inaugurare lo straordinario anno di Matera Capitale europea della Cultura 2019.

I gemelli Comito, classe 1990, che vantano esperienze a livello internazionale, eseguiranno due capolavori della letteratura pianistica, L’ “Appassionata”, la sonata n.23 op. 57, considerata “La più beethoveniana delle Sonate di Beethoven”, in cui la ‘furia cieca delle passioni ha il sopravvento, scatenandosi con l’indomabile potenza di una forza della natura’. Seguirà la sonata n.3 op. 5 di J. Brahms, scritta dal celebre musicista a vent’anni per la contessa Ida von Hohenthal di Lipsia, che rappresenta la più introversa trasfigurazione del sentimento umano chiamato “amore”. A condurre la serata la giornalista Francesca Avena.

Il concerto è organizzato dal Circolo La Scaletta e da Lucania Musicale, rassegna di musica cameristica a Palazzo Viceconte, ideata e diretta da Pietro Andrisani. Ingresso libero

 

Note biografiche

ANTONIA COMITO

Classe 1990, fin da bambina inizia lo studio del pianoforte e nel 2010 consegue il diploma presso il Conservatorio "F.Cilea" di Reggio Calabria con dieci, lode e menzione d’onore. Prosegue il suo percorso di formazione con il Maestro Leonid Margarius, presso l’Accademia Pianistica Internazionale di Imola e con Natalia Trull, docente ordinario presso il Conservatorio di Mosca.

Ha tenuto recital per numerosi festival in Italia e all’estero e vinto numerosi concorsi nazionali e internazionali. I suoi concerti sono sempre stati apprezzati dal pubblico e dalla critica che l'ha recentemente definita “una delle giovani realtà pianistiche più promettenti” .

 

FRANCESCO COMITO

Apprezzato dalla critica per le sue “qualità tecniche eccellenti, al servizio di letture mai banali e, anzi, sempre ricercate” (Matteo Pappalardo, Gazzetta del Sud), Francesco Comito, classe 1990, si diploma al Conservatorio di Reggio Calabria con il massimo dei voti, la lode e la menzione d’onore sotto la guida del Maestro Vincenzo Le Pera. Prosegue poi i suoi studi con Natalia Trull, docente ordinario del Conservatorio "Tchaikovsky" di Mosca. Sin da giovanissimo è stato protagonista di concerti e recital in Italia e all’estero (Inghilterra, Austria, Russia, Brasile ecc.).

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Arriva nella Capitale europea della cultura 2019 “Andare per i luoghi del cinema” (ed. Il Mulino, 2017) del giornalista e saggista Oscar Iarussi, che presenta il suo ultimo libro mercoledì 12 dicembre, ore 18, presso il Museo archeologico nazionale ‘D.Ridola’, in via Ridola 24. Un viaggio in Italia attraverso dieci “città del cinema”, tra cui non poteva mancare Matera.

Compagni di viaggio nella tappa materana sono l’avv. Raffaello de Ruggieri, sindaco di Matera, l’arch. Amerigo Restucci, già rettore dell’Università Iuav di Venezia e il critico cinematografico Ivan Moliterni, esperto di cultura e cinema del Comune di Matera. Ad introdurre l’incontro Francesco Paolo Vizziello, presidente del Circolo culturale La Scaletta, che organizza e promuove l’iniziativa, con il patrocinio del Comune di Matera.

Iarussi racconta il cinema italiano attraverso la relazione costante con i luoghi, protagonisti sul grande schermo o custodi di storie e curiosità che s’intrecciano dietro le quinte. Luoghi e non location, come precisa l’autore, diventati emblema di bellezza e contraddizioni dell’Italia, non solo al cinema. Un tour che va da Venezia a Palermo, passando per Torino, Milano, Bologna, Firenze, Roma, Napoli e Bari fino a giungere nella futura Capitale europea della cultura, a cui è dedicato un capitolo dal titolo pasoliniano, ‘Il Vangelo secondo Matera’. Trame e volti di celebri film ripercorrono la storia della città che ha capovolto il proprio destino, dal primo trattamento cinematografico di Rocco Scotellaro del “Cristo si è fermato ad Eboli” di Carlo Levi, un progetto mai realizzato, al successo mondiale della “Passione di Cristo” (2004) di Mel Gibson, che ha consacrato Matera come meta del cine-turismo internazionale. Un racconto che dai Sassi si estende alla Basilicata con film come “I Basilischi” (1963), opera prima di Lina Wertmüller, “Basilicata coast to coast” (2010) di Rocco Papaleo, accompagnando il lettore da Nord a Sud in un continuo valzer dentro e fuori dal set.

 

Note biografiche

Oscar Iarussi giornalista professionista, saggista, critico cinematografico e letterario, è nell’ufficio del Redattore Capo Centrale della «Gazzetta del Mezzogiorno», di cui ha coordinato a lungo le pagine di Cultura e Spettacoli. Fa parte del Comitato esperti della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia; ha presieduto la Apulia Film Commission e ideato le rassegne multidisciplinari «Mezzogiorno di cinema», «Frontiere. La prima volta» (catalogo Laterza, 2011) e  «Tu non conosci il Sud». Ha insegnato Storia del cinema americano all’università degli studi “Aldo Moro” di Bari e tenuto corsi e seminari in varie università.

Tra i suoi libri: «Lettera aperta. Sud, Nord e altre storie» (Manni, 2003), «Psychoanalysis and Management: The Transformation» (con David Gutmann, Karnac Books, 2003), «L’infanzia e il sogno. Il cinema di Fellini» (Ente dello Spettacolo, 2009), «Ciak si Puglia. Cinema di frontiera 1989-2012» (Laterza – Edizioni della Libreria, 2012), «Visioni americane. Il cinema “on the road” da John Ford a Spike Lee» (Adda, 2012); per il Mulino ha pubblicato «C’era una volta il futuro. L’Italia della Dolce Vita» (2011) e «Andare per i luoghi del cinema» (2017).

Ufficio stampa Circolo La Scaletta

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