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sede Scaletta

 

 

Via Sette Dolori, 10 - Rione Sassi, Matera 75100 Italia

 

Segreteria Organizzativa: Gabriella Sarra e Valentina Zattoni

+39 0835 336726
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Ufficio stampa e comunicazione: Milena Manicone
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Circolo La Scaletta

 

“Non dubitare che un piccolo gruppo di cittadini coscienziosi ed impegnati possa cambiare il mondo.

In verità è l’unica cosa che è sempre accaduta”

                                                                                                                      Margaret Mead

 

Il Circolo culturale La Scaletta è un’associazione culturale impegnata da sessant'anni nella conservazione e valorizzazione del patrimonio storico, artistico e ambientale di Matera e del territorio lucano. Nasce nel 1959 dall’intuizione di un gruppo di amici tra i venti e i trent’anni, animati dalla convinzione di non essere figli di una città immersa nella miseria, ma di un luogo ricco di storia, che poteva diventare una grande risorsa per tutta la comunità. Inizia così un’infaticabile e appassionata attività di ricerca, documentazione, tutela e promozione culturale del territorio, che ha innescato una “rivoluzione culturale”, in grado di capovolgere il destino di una città, oggi Capitale europea della cultura 2019. Un riconoscimento straordinario, che ha permesso di far conoscere e apprezzare Matera in tutto il mondo, trasformando in realtà il sogno di quei giovani visionari.

 

Riprendono gli appuntamenti del Circolo Culturale La Scaletta di Matera con i "Percorsi Letterari. Dalla lettura all'ascolto", realizzati a cura di Francesca Bianco in collaborazione con il Centro di Cultura Teatrale Skené. Domenica 14 dicembre, alle ore 18.00, presso la sede del circolo (Via Sette Dolori, 10 - Rioni Sassi), Lello Chiacchio introdurrà il capolavoro di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, "Il Gattopardo". Le voci di Daniela De Fina, Nicolò Marchese, Valentina Pagano, Petra Santilio e Monica Petrara si alterneranno nella lettura di alcuni tra i più suggestivi momenti dell'opera letteraria.

Alla fine degli anni '50 "Il Gattopardo" fu salutato dalla critica quale espressione nostalgica e reazionaria di un Risorgimento fallimentare, riverbero esilico di un panorama storico al tramonto.

Ebbro di identità borbonica il Principe Salina, protagonista del romanzo, coglie i segni della nuova cultura emergente. Il passaggio di consegna del potere, dall'aristocrazia alla borghesia, si manifesta con sardonica lucidità e riacutizza nel Principe le antiche discrepanze tra i due mondi. Egli nel languore epocale, cerca di levigare il dolore, nel suo intimo.

L'aristocrazia, orbata di sostenitori, persino al suo interno, deve soccombere alla borghesia emergente, agra mistura di volgare arroganza e supponente ostentazione.

Un guizzo romantico pervade il Principe nel cogliere i segni dell'amore condiviso di due giovani e per il Gattopardo... soltanto la resa all'eterno silenzio.

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