COMUNICATI

COMUNICATI (81)

 

Per i cinquant’anni dalla morte del filosofo sarà presente la nipote Fiamma Provenzal

Venerdì 19 maggio, ore 18.30, presso l'ex Ospedale San Rocco di Matera , in piazza San Giovanni, il Circolo "La Scaletta" presenta il 1° appuntamento del ciclo d'incontri "Dove hai detto che abiti? Le nostre Strade..la nostra Storia", dedicato al materano illustre  Eustachio Paolo Lamanna.

A cinquant’anni dalla scomparsa, la Città rende omaggio al filosofo di umili origini, che con il suo valore ha raggiunto i più prestigiosi riconoscimenti tributati dalle Accademie più antiche e dalla Repubblica Italiana, oltre che autore di un manuale di filosofia che è stato sui banchi di tante generazioni di studenti.

La vita e il pensiero del Professore saranno ricordati attraverso documenti inediti, la preziosa testimonianza di sua nipote Fiamma Provenzal, figlia della primogenita Gioietta Lamanna, e il commovente ricordo del suo assistente all’ Università degli studi di Firenze, quasi centenario, Vittorio Emanuele Sarra, che interverrà attraverso una video-intervista.

Dopo di saluti di Ivan Focaccia, presidente del Circolo "La Scaletta", la prof.ssa Rosanna Festa, l'avv. Stefania De Toma e il prof. Giancarlo Minardi ripercorreranno la biografia di Lamanna e il contesto storico dove visse e studiò.

Il pensiero filosofico del luminare sarà illustrato dal prof. Nunzio Di Lena, presidente della  Società Filosofica Italiana, sezione lucana con sede a Matera, e commentato dagli alunni della scuola primaria di Via Lucrezio, coordinati dalla docente Liliana Iampietro.

Documenti, fotografie e filmati d'epoca si avvicenderanno nel documentario sulla vita di Eustachio Paolo Lamanna, realizzato da Eustachio Nino Vinciguerra.

La serata si concluderà con i tarallucci e il vino offerti dall' Azienda Agricola Dragone, sponsor dell'iniziativa. L'incontro è realizzato con il patrocinio del Comune di Matera, della Fondazione Matera-Basilicata 2019  e  della Società Filosofica Italiana Lucana Matera.

I prossimi appuntamenti, a cadenza mensile, coinvolgeranno personalità come Nicola Festa, i Persio, Giambattista Pentasuglia, Onofrio Tataranni, Cesare Firrao, F. Paolo Volpe, Gioacchino Cappelluti,  i fratelli Duni,  Eleonora Bracco e Domenico Ridola.

Matera, 17 maggio 2017

Ufficio stampa Circolo “La Scaletta”

Milena Manicone; mob.329.7144199

Lamanna copertina fb

Si rinnova l’appuntamento con l’arte presso il Circolo La Scaletta di Matera, sabato 6 maggio, ore 18.30,  nella storica sede di Palazzo Bronzini, in  via Sette Dolori, 10 si terrà l’inaugurazione della mostra di pittura “Percorsi tra Luci e Ombre” di Cesare Siboni. L’antologica, composta da quindici opere, ripercorre gli ultimi dieci anni d’attività del pittore figurativo, originario di Forlì, che si ispira alla pittura seicentesca italiana e spagnola: da Caravaggio a Velasquez e de Ribera, con qualche incursione sperimentale nella maniera ottocentesca.

La pittura di Cesare Siboni- ha sottolineato Edoardo Delle Donne, curatore dell’esposizione- risponde ad un progetto morale non solo identificabile con un’etica della virtù o del dover essere, ma con un lavoro di ”naturalizzazione” e di “visione” del momento, come assenso del proprio destino.

Una donna, un uomo, un angelo smarrito rischiarato nel buio l’ombra che conduce le mani verso la luce, sono natura e trasfigurazione. Ma più che sublimazione o spiritualizzazione della carne, si tratta di una incarnazione spirituale: il corpo inteso come una lampada di verità”.

“La dote”(170x100 cm), “Tra cielo e terra” (100x150 cm), “L’Annunciazione” (80x100cm) e “Victoria” (140x 160 cm) sono solo alcuni dei quadri in mostra, realizzati con tecnica a olio, in grado di mescolare temi mitologici e contemporaneità con l’amore per il Cilento, il territorio dove attualmente l’artista vive e lavora.

La mostra resterà aperta al pubblico fino al 20 maggio 2017, dal lunedì al venerdì con i seguenti orari : 10.30-13.00; 17.00-20.00. Ingresso libero.

Per informazioni Circolo “La Scaletta” 0835.336726

Pagina Facebook Cesare Siboni

https://www.facebook.com/Cesare-Siboni-164337454085666/?fref=nf

Matera, 2 maggio 2017

Ufficio stampa Circolo “La Scaletta”

Milena Manicone 329.7144199

 

                                                          Cesare Siboni
                                             Una pittura che vuole farsi luce


E’ dall’ombra che è in noi che talvolta emerge un volto

La pittura di Cesare Siboni risponde ad un progetto morale non solo identificabile
con un’etica della virtù o del dover essere , ma con un lavoro di ”naturalizzazione”
e di “visione” del momento, come assenso del proprio destino.
Questa ricerca che implica la discesa nel profondo di sé e impone di vivere con se stesso
nella coscienza di un assoluto impegno verso l’opera, trae la sua forza da una chiara
visione di purezza e di bellezza che esiste trasparente alla luce del sogno.
Una donna, un uomo, un angelo smarrito rischiarato nel buio
l’ombra che conduce le mani verso la luce, sono natura e trasfigurazione.
Ma più che sublimazione o spiritualizzazione della carne, si tratta di una incarnazione spirituale: il corpo inteso come una lampada di verità.
E’ l’arte di rivelare, la via che conduce al regno della vita interiore, la coscienza dell’ispirazione, l’ordine dei pensieri.
Il coraggio di una visione superiore che non smentisce il sogno scontrandosi
con il dato reale.
Sulle enormi tele di Cesare, i colori (ora più caldi perché più mediterranei, ma che erano
in fondo da sempre nei suoi occhi) si cercano e si legano sino a trasformarsi in segni
che appaiono quasi come il contorno di un’icona, posta al di sopra di tutto perché distaccata da tutto ciò che dall’esterno potrebbe impedire ed occultare ciò che è.
Eppure non la esclude dal mondo, perché è ad essa e soltanto ad essa che spetta di avvicinarsi al mondo.
Questa pittura non è luminosa, ma fa apparire la luce.
La vocazione artistica (tra quei potenti echi caravaggeschi ed improvvise ultime         suggestioni “vittoriane” ) di Cesare Siboni è una prova che dura tutta una vita.
Una visione antica e talmente moderna che morirebbe del proprio esilio poetico se non ne facesse un elemento di comunicazione.
Una forma di ribellione all’idea che l’avvenire non possa essere “imprigionato”
dal presente.
E così, a misura di questa verità, dai suoi pennelli prendono forma ali talmente grandi
da nasconderci dietro tutte le cose del mondo.


Edoardo Delle Donne, curatore mostra “Percorsi tra Luci e Ombre” di Cesare Siboni

Venerdì 7 aprile, ore 19.00, nell'ex Ospedale San Rocco di Matera, in piazza San Giovanni, si terrà la presentazione del ciclo d’incontri “Dove hai detto che abiti? Le nostre strade, la nostra storia”, organizzato dal Circolo La Scaletta, per ricordare i materani illustri a cui sono intitolate strade, piazze, scuole e associazioni della Città. Gli appuntamenti avranno cadenza mensile, il primo, in programma a maggio, è dedicato a  Eustachio Paolo Lamanna,  del quale quest’anno ricorre il cinquantesimo anniversario dalla morte, filosofo di umili origini ma che con il suo valore ha raggiunto i più prestigiosi riconoscimenti  tributati dalle Accademie più antiche e dalla Repubblica Italiana, oltre che autore di un manuale di filosofia che è stato sui banchi di tante  generazioni di studenti.

Seguiranno personalità come Nicola Festa, i Persio, Giambattista Pentasuglia, Onofrio Tataranni, Cesare Firrao, F. Paolo Volpe, Gioacchino Cappelluti,  i fratelli Duni,  Eleonora Bracco e Domenico Ridola.

Gli incontri, destinati a un vasto pubblico, saranno animati da docenti, studiosi e appassionati della storia locale, prevalentemente materani, e avranno un taglio narrativo e aneddotico, senza rinunciare alla puntualità delle analisi biografiche, arricchite da documenti, filmati e registrazioni d’epoca, a cui si attingerà anche grazie alla collaborazione dei discendenti ancora in vita.

Sarà il documentario  “Tasselli di storia, persone e personaggi” di Nino Vinciguerra, studioso e storico per passione, nonché custode di una delle più straordinarie collezioni di cartoline, immagini  e documenti su  Matera e l’intera Basilicata, ad aprire l’incontro di presentazione dell’iniziativa. Un’ emozionante galleria di oltre quattrocento immagini, con tanti richiami a eventi e alla storia della città, in cui è possibile riconoscere volti che hanno lasciato tracce e aperto nuovi orizzonti anche umani: dotti, medici, sapienti e persone  comuni, che hanno trasmesso qualcosa alla comunità. Tra questi ricordiamo: Sinno, Colucci, Pentasuglia, Dragone, Morelli, Notarangelo, Strammiello, Mele, Ruggieri, Turi, Duni, Persio, Fontana, Di Macco, Pecci, Palumbo, Sarra, Volpe, Cosco, Salerno, Tataranni, Zagari, De Ruggieri, Cifarelli, Santantonio, Masciandaro, Antezza e molti altri.

Interverrranno, con l’autore, tra gli altri, Ivan Focaccia, presidente del Circolo La Scaletta, Rosanna Festa, dirigente Circolo La Scaletta, Stefania De Toma, Circolo La Scaletta e il prof. Giancarlo Minardi.

Nel progetto sono previste la trascrizione del contenuto degli incontri e la ripresa video come documenti destinati  a costituire un archivio di facile consultazione, a disposizione dei cittadini materani ma anche delle scuole di ogni ordine e grado. Il materiale raccolto sarà diffuso, grazie alla rete e ai canali dei Lucani nel Mondo, anche ai tanti materani residenti all’estero che sentono fortemente l’esigenza della conoscenza delle proprie radici. 

Sabato 18 marzo, ore 17.30, al Circolo "La Scaletta" di Matera ( via Sette Dolori, 10) si terrà l'inaugurazione della mostra “Forme e scritture mutanti” degli artisti Antonio Carbone e Salvatore Giunta, dell’associazione  “Arte Fuori Centro” di Roma.

L'esposizione, curata da Laura Turco Liveri, è composta da venti opere sul tema della percezione di equilibri instabili nella identificazione della realtà,individuata in nuove forme-spazio e cripto-scritture, immaginando un presente in perenne dinamica evoluzione.

I due artisti, di formazione differente sviluppano, con modalità diverse, una personale ricerca sui concetti di scrittura e sovrascrittura, di spazio, forma e luce. Ad accomunarli vi è l’ individuazione di una continua armonizzazione dei linguaggi estetici e formali, espressa con essenzialità cromatica. Comuni sono anche i materiali: carte lavorate, incise graficamente, collage e cartoni dipinti. La carta materiale povero, a forte impatto simbolico e concettuale, si presta a svolgere una funzione evocativa, in grado di esprime finalità simili, che per Giunta si sviluppano  mediante un rapporto diretto con i problemi del reale, mentre per Carbone , in maniera più criptica, si realizzano nella ricerca di una nuova espressività estetica e linguistica.

In entrambi gli autori si realizza una musicalità ed armonia poetica capace di evidenziare la natura spirituale del fare arte.

Le opere proposte realizzano un insieme espositivo intenso e minimalista, con un impatto concettuale.

Al vernissage, con gli artisti, dopo i saluti del presidente del Circolo "La Scaletta", Ivan Franco Focaccia, interverranno Francesco Mollica, presidente del Consiglio regionale della Basilicata. Angelo Tortorelli, presidente del Consiglio comunale di Matera e Nicola Cicoria, amministratore unico EGRIB.

La mostra, a ingresso libero, resterà aperta fino al 1° aprile 2017, nei seguenti orari: lunedì-venerdì  10-13; 17- 20.

Per informazioni: Circolo “La Scaletta” 0835/336726

Note biografiche

Antonio Carbone, nato a Tricarico (MT) si laurea a Perugia in Scienze naturali, l’impegno artistico è una costante della sua vita. Nella pittura spazia tra linguaggi differenti ed innovativi. La sua arte iniziale si ispira al realismo meridionalista di Levi, Guerricchio e Treccani, poi evolve verso l’espressionismo astratto, l’arte concettuale, la poesia visiva. L’attuale ricerca si concentra sul fenomeno della scrittura, e degli alfabeti in tutte le loro forme di espressione, in una trasmutazione di significati e significanti che portano, come nel caso “delle Tabulae e delle Sovrascritture” a composizioni di sentito equilibrio estetico ed artistico. Procedendo da composizioni con segni elementari verso immagini sempre più complesse realizza, su carta e su collage scritture criptiche dal forte valore simbolico come ricerca di moderni linguaggi espressi anche sotto forma di pittogrammi. Ispirandosi anche alle forme di scrittura cuneiforme e sumero-accadico. La sua ricerca spazia anche nello sviluppare una indagine sul rapporto tra segno, alfabeto e rappresentazione geo-grafica delle mappe. Sono queste opere, realizzate manipolando atlanti e vecchie carte geografiche, espressione del rapido e a volte tumultuoso mutare dei paesaggi e della loro rappresentazione in rapporto alla presenza antropica sulla terra. È membro del Gruppo d’artisti del DNA – Maratea Contemporanea, ove nel 2015 ha presentato la mostra “Mutazioni”; nonchè socio dell’associazione Arte Fuori Centro di Roma. Ha esposto in personali e collettive in Italia ed in Europa. Di recente nella mostra ”Imago Mundi Prestigium Italia“, alla Fondazione Sandretto Re Rebaudenco di Torino; alla Gallery of Art, Temple University Rome; “Codex. La forma del messaggio” alla Pinacoteca di Gaeta; Archeologia dell’Io al Museo archeologico di Tolfa, ed a Bruxelles, nella sede della CES. Tra gli altri hanno scritto sui suoi lavori: Roberta Pagani, Corinna Carbone, Pasquale Prisco, Giorgio Di Genova, Amerigo Restucci, Roberto Maria Siena, Laura Turco Liveri . Le sue opere sono presenti in collezioni  pubbliche e private ..

Salvatore Giunta è nato a Roma, dove vive e lavora. Terminati gli studi al Liceo artistico sotto la guida di Capogrossi, Purificato e Turcato, approfondisce lo studio delle arti applicate; si diploma in Scenografia e frequenta la facoltà di Architettura di Roma seguendo i corsi di Perugini, Portoghesi e Zevi. Inizia la carriera espositiva nel ‘69 con la personale “Prospetti”, al Palazzo delle Esposizioni di Roma. L’interesse per ulteriori mezzi espressivi lo inducono all’utilizzo della fotografia e del super8 per indagare sull’immagine in movimento; realizza i primi film d’artista e brani filmici per azioni teatrali. Del 2006 sono le prime animazioni in video, la più recente è stata prodotta nel 2016. Agli anni ’80 risalgono i primi libri d’artista, che continuerà a realizzare per le edizioni Artein, Arteuropa e Nouvelle Justine. Nel 2013 gli viene assegnato il Premio Mnemosine. Il suo articolato lavoro lo ha visto presente in numerose rassegne nazionali ed internazionali ,tra cui “The West Lake Art Fair 2015”, Hangzhou - Cina; “Fifth International Artists’ Book”, King St. Stephen Museum, Székesfehérvar (H); “Il libro d’arte e d’artista” al BeitHai’rMuseum, Tel Aviv (2013); “52a Biennale di Venezia”, progetto “Camera 312 pro-memoria per Pierre”. La sua ultima personale si è tenuta a Milano nel 2016 presso la Galleria Scoglio di Quarto, a cura di Ida Terracciano.

Matera, 15/03/2017

Ufficio Stampa Circolo “La Scaletta”

Milena Manicone

Mob.329.7144199

Venerdì 10 marzo, ore 18, al Circolo La Scaletta di Matera, in via Sette Dolori 10, Stefania De Toma, Circolo “La Scaletta” e il prof. Giancarlo Minardi incontreranno Raffaele Urraro, autore del libro “Questa maledetta vita”Il “romanzo autobiografico” di Giacomo Leopardi (2015, 446 pp. ), per dare vita a  una singolare intervista al poeta di Recanati.

Giacomo Leopardi ci ha lasciato molti appunti, note e bozze di opere di cui si sarebbe dovuto servire per la stesura del racconto delle sue vicende biografiche. Nel volume di pregio della casa editrice Leo. S. Olschki Raffaele Urraro tenta di realizzare quel “romanzo autobiografico” che il poeta recanatese non scrisse mai, con la finalità di ricostruire le sue “vicende interiori”, i sentimenti, le idee e anche, ovviamente, le malattie che costellarono la sua vita e ne condizionarono l’attività letteraria e intellettuale. A tal fine l’autore si è servito di tutta la documentazione lasciata da Leopardi, in modo particolare del suo ricchissimo Epistolario, con incursioni in tutte le altre opere.  Nel suo lavoro di ricerca, inoltre, Urraro indaga le cause e la fenomenologia delle sofferenze fisiche e psichiche del poeta, lasciandosi guidare dai medici e dagli studiosi che hanno dedicato all’argomento interessanti studi scientifici. L’opera presenta, perciò, aspetti inediti non sempre considerati nelle ricostruzioni biografiche leopardiane, importanti per una comprensione più completa di uno tra i massimi scrittori della letteratura italiana di tutti i tempi.

Note biografiche

Raffaele Urraro è nato a San Giuseppe Vesuviano (NA) dove tuttora vive e opera. Dopo aver insegnato italiano e latino nei Licei, ora si dedica esclusivamente al lavoro letterario. Giornalista pubblicista, collabora come redattore alla rivista di letteratura e arte «Secondo Tempo» diretta da Alessandro Carandente, ma suoi interventi critici, con saggi e recensioni, sono presenti anche su molte altre riviste.
Ha pubblicato numerose raccolte di poesie, saggi di poetologia e di critica letteraria, ha condotto varie ricerche nel campo della cultura popolare vesuviana e, relativamente alla letteratura latina, insieme a Giuseppe Casillo, ha prodotto varie collane di classici e una storia della letteratura.
Presso l’editore Olschki ha pubblicato, nel 2008, "Giacomo Leopardi: le donne, gli amori".

Matera, 07 marzo 2017

Ufficio stampa Circolo “La Scaletta”

Mob.329.7144199

 

Note biografiche

Raffaele Urraro è nato a San Giuseppe Vesuviano (NA) dove tuttora vive e opera. Dopo aver insegnato italiano e latino nei Licei, ora si dedica esclusivamente al lavoro letterario. Giornalista pubblicista, collabora come redattore alla rivista di letteratura e arte «Secondo Tempo» diretta da Alessandro Carandente, ma suoi interventi critici, con saggi e recensioni, sono presenti anche su molte altre riviste.
Ha pubblicato numerose raccolte di poesie, saggi di poetologia e di critica letteraria, ha condotto varie ricerche nel campo della cultura popolare vesuviana e, relativamente alla letteratura latina, insieme a Giuseppe Casillo, ha prodotto varie collane di classici e una storia della letteratura.
Presso l’editore Olschki ha pubblicato, nel 2008, "Giacomo Leopardi: le donne, gli amori".

PIERGIORGIO ODIFREDDI PRESENTA “MATEMATICARTE” DI SALVATORE SEBASTE

Doppio appuntamento a Matera con il noto matematico e saggista

Mercoledì 1 marzo, ore 18, presso il Complesso rupestre “Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci” (via Madonna delle Virtù, Rione Sassi) si terrà l’inaugurazione di  “MatematicArte” un affascinante viaggio nella storia della matematica attraverso ventitré pittosculture di Salvatore Sebaste. Ospite d’eccezione il matematico e saggista Piergiorgio Odifreddi, che guiderà i visitatori in un percorso ineditoche traduce in forme visive le principali scoperte matematiche degli ultimi 22.000 anni. Dalle tacche incise sull’osso d’Ishango, risalente al Paleolitico, alle cordicelle colorate annodate degli Inca, da Pitagora, Platone e Euclide, alla sezione aurea, fino a Eulero, Gauss e Fourier e l’ipotesi matematica dell’universo.

Le opere, realizzate tra il 2013 e il 2015,  sono eseguite con tecnica mista, trattate con resine e impreziosite da terrecotte che richiamano il gusto e le suggestioni delle composizioni fittili della Magna Grecia, terra d’origine del Maestro.

Salvatore Sebaste, classe 1939, nato a Novoli (LE), vive a Bernalda(MT) dove svolge un’intensa attività pittorica, grafica e scultorea. Dal 1956 ad oggi ha realizzato numerose e importanti mostre personali e collettive in Italia e all’estero. La sua documentazione artistica si trova negli archivi storici della Biennale di Venezia, Quadriennale di Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, Biblioteca Nazionale Rai di Roma e Galleria per l’Arte Italiana del Novecento a Firenze, solo per fare alcuni esempi. Nel 1996 ha fondato la Pinacoteca comunale d’Arte Moderna e Contemporanea Bernalda-Metaponto, di cui è stato direttore.

L’esposizione, organizzata dal Circolo “La Scaletta” con l’ associazione culturale la “Spiga d’oro” di Metaponto, potrà essere visitata fino al 21 maggio 2017.

Alla cerimonia d’inaugurazione con l’artista interverranno:Ivan Focaccia, Presidente del Circolo “La Scaletta”, Aurelia Sole, Rettrice Unibas, Filippo Bubbico, Vice ministro dell'Interno, Raffaello de Ruggieri, Sindaco di Matera, Giuseppe Corvino, Ingegnere delle Telecomunicazioni e Antonio De Siena, già Soprintendente per i Beni archeologici della Basilicata

 MatematicArte prosegue giovedì 2 marzo, ore 10, presso l’Auditorium “R. Gervasio” (p.zza del Sedile), dove il Prof. Piergiorgio Odifreddi terrà una Lectio Magistralis sul tema della mostra. Con l’artista parteciperanno, Aurelia Sole, Rettrice Unibas, Ivan Focaccia, Presidente del Circolo “La Scaletta”,Filippo Bubbico, Vice ministro dell'Interno, Raffaello de Ruggieri, Sindaco di Matera e Antonio De Siena, già Soprintendente per i Beni archeologici della Basilicata. L’evento, organizzato in collaborazione con l’Università degli studi della Basilicatà, si concluderà con l’ adattamento teatrale tratto da "Vita di Galileo" di Bertolt Brecht a cura di Antonio Montemurro  di Talìa Teatro.

Orari mostra: 

1 marzo -31 marzo
lun-ven: 10.13.30
sab. e dom.: 10-13.30; 15-17

1 Aprile -21 maggio 2017
tutti i giorni: 10.13.30; 15.18

La gestione è a cura della Coop. Cave Heritage – Arte, Cultura Turismo.

Per informazioni:

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.; www.caveheritage.it;cell.377.4448885

Ingresso: intero 5,00 euro- ridotto 3.50

Ridotto per studenti fino a 24 anni, over 70 e soci FAI

Matera, 27 febbraio 2017

Ufficio Stampa  Circolo “La Scaletta”  

Milena Manicone  mob. 329.7144199

                                             

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 Presentato il  libro “Conoscere Matera. Itinerari nei Sassi e nella città antica” di Nicola D’Imperio e Francesco Giase.  Un’occasione per ricordare materani illustri, aneddoti  e avvenimenti storici della Capitale europea della cultura 2019.

 

Grande interesse e partecipazione per la presentazione del libro “Conoscere Matera. Itinerari nei  Sassi e nella città antica”, Edizioni Magister, di Nicola D’Imperio e Francesco Giase,che si è svolta sabato sera al Circolo La Scaletta di Matera. Con gli autori sono intervenuti  il sindaco, Raffaello de Ruggieri, Rosanna Festa, dirigente Circolo “La Scaletta”,  Cataldo Di Pede, professore di storia e filosofia, e  l’editore Timoteo Papapietro, ha moderato l’incontro Ivan Focaccia, presidente del Circolo La Scaletta. Un’occasione importante per parlare di Matera, degli antichi Rioni, attraverso numerosi aneddoti, notizie storiche e curiosità sulla città, a partire dall’importante lavoro di ricerca svolto dai curatori del libro.

Un testo di 216 pagine con 250 immagini realizzate con la testa, il cuore e le gambe, perché come ha ricordato il sindaco, Nicola D’Imperio è un grande camminatore e insieme a Francesco Giase, ha percorso e studiato con tenacia i tredici itinerari proposti, dando vita a una guida vissuta, diversa dalle altre. “Una guida che rappresenta un compagno di viaggio per chi intende camminare nei Sassi per coglierne l’essenza profondissima- ha osservato la prof.ssa Festa- in grado di far provare ai visitatori nostalgia dei luoghi percorsi”. Una nostalgia simile a quella provata da materani illustri, costretti ad andare via, ricordati dalla dirigente del Circolo, come, ad esempio, Giuseppe De Robertis, docente di letteratura italiana all’Università di Firenze, dove negli stessi anni era rettore il filosofo e storico materano Eustachio Paolo Lamanna, del quale quest’anno ricorre il cinquantesimo anniversario dalla morte. Nel corso della serata il sindaco ha posto al’attenzione anche su Eustachio “Ninuccio” Loperfido, medico di origine materana, vissuto a Bologna, pioniere della neuropsichiatria infantile e Rocco Petrone,  l’ingegnere di origine lucana che guidò la NASA per lo sbarco del primo uomo sulla luna, a cui sarà dedicato uno spazio espositivo nel centro di Geodesia spaziale. “Grandi personaggi che non devono essere dimenticati-  ha sottolineato De Ruggieri- per testimoniare che Matera non era una città depressa e mortificata, ma ricca di fermenti culturali.

Personalità a cui il Circolo La Scaletta dedicherà un ciclo d’incontri a partire dalla fine di marzo.

Una città documentata da grandi nomi della fotografia come Henry Cartier Bresson, citato anche nella guida, David Seymour e Gianni Berengo Gardin , come ha precisato il fotografo e videomaker Francesco Giase,autore degli scatti e le note di fotografia del libro.

“Ho scritto questa guida- ha spiegato il medico primario Nicola D’Imperio-  dopo un lavoro preliminare di circa due anni, in cui ho percorso capillarmente i rioni Sassi, con l’obiettivo di fornire delle informazioni corrette alla gente che visita Matera, una città che deve uscire dall’apologia della miseria troppo spesso utilizzata dalle guide turistiche. Un libro che rappresenta un contributo concreto per Matera Capitale europea della cultura 2019”. Il prof. Cataldo Di Pede, che ha curato i cenni storici presenti nel libro, ha ripercorso la storia urbanistica della città attraverso le sue tappe più importanti, sottolineando l’importante svolta sociale e urbanistica che si verificò  tra il ‘700 e l’800, quando i Sassi diventarono invisibili, rimossi dalle coscienze e dalla vista, per interessi economici correlati alle nuove costruzioni sul Piano.

L’editore  Timoteo Papapietro ha annunciato la realizzazione di una collana dedicata a Matera che, dopo i Sassi e la città antica, permetterà di conoscere meglio gli itinerari della Murgia, i quartieri e l’alimentazione mediterranea.

Ufficio stampa Circolo La Scaletta

Milena Manicone

Mob.329.7144199

Sabato 18 febbraio, ore 18, al Circolo “La Scaletta” di Matera, via Sette Dolori 10, si presenta il libro “Conoscere Matera. Itinerari nei Sassi e nella città antica” Edizioni Magister.  Un volume, in versione tascabile, ideato da Nicola D’Imperio, che è anche l’autore dei testi, per accompagnare il visitatore nella scoperta dei siti più famosi e gli angoli remoti dei rioni Sassi, attraverso tredici itinerari.  

Dal Barisano al Caveoso, il giro dei due Sassi inizia e finisce davanti al Palazzotto del Casale, sede della Fondazione Matera-Basilicata 2019, simbolo del riscatto della città da “vergogna nazionale” a Capitale europea della cultura. Ogni itinerario è corredato da una mappa, le schede informative sui luoghi di maggiore interesse, gli scatti e le note di fotografia del fotoreporter Francesco Giase , che fornisce preziosi consigli su come interpretare e portare con sé le immagini degli scorci più suggestivi. I percorsi attraverso la città antica, inoltre, sono arricchiti da aneddoti, notizie architettoniche, artistiche e antropologiche. I cenni storici sono a cura del prof. Cataldo Di Pede, la prefazione è di Eustachio Mario D’Imperio.

 Il libro è un racconto a più voci, inedito e appassionato di Matera, molto di più di una semplice guida, adatto per curiosi e turisti, ma anche per materani che desiderano riscoprire  la propria città.

Dopo i saluti di Ivan Focaccia, presidente del Circolo “La Scaletta” e Raffaello de Ruggieri, sindaco di Matera, con gli autori interverrà all’incontro Rosanna Festa, direttrice del “Circolo La Scaletta”.

Note biografiche autori

 Nicola D’Imperio

Di antica famiglia materana da parte di madre, ha fatto il medico primario a Bologna con l’anima rivolta a Matera. Nelle poche pause dettate dalla sua professione, amante della pittura e della scrittura, a Bologna ha dipinto Matera e le Murge  e scritto due libri: “La Lucania a piedi” e “Il racconto della Casa Grotta” . Tornato nella sua città è andato a vivere nei Sassi, un luogo  che ha studiato nei suoi molteplici aspetti.

                                                              

Francesco Giase

Videomaker e fotografo . Collezionista d’immagini, osserva il mondo attraverso un obiettivo. Gli unici filtri che usa sono la passione per ciò che fa e la curiosità per tutto quello che lo circonda. Numerosi i documentari realizzati, tra i quali due importati missioni mediche della ONG “Aiutare i bambini”, in Cambogia e Uzbekistan. Da oltre 15 anni racconta le storie e le attività dell’UNITALSI, l’associazione dei treni bianchi, da sempre vicina agli ammalati. Cittadino del mondo e materano nello spirito.

 

Matera 15 febbraio 2017

Ufficio stampa Circolo La Scaletta

Milena Manicone 

mob. 329.7144199

Al Circolo La Scaletta di Matera presentazione del volume “Presagi per un teatro nuovo. Le cronache per l’ “Unità” 1945-1950” a cura di  Rocco Brancati.

Una monografia dedicata alle critiche teatrali di Gerardo Guerrieri pubblicate sul quotidiano comunista.

Il rilancio degli studi teatrali in Italia è l’ambizioso obiettivo della collana editoriale “Altri giorni-Altri teatri” che porta il nome di un lucano illustre, Gerardo Guerrieri (Matera 1920-Roma 1986). Il comitato scientifico della collana raccoglie nomi di tutto rilievo: dal presidente Ferruccio Marotti al direttore Stefano Geraci e del quale  fanno inoltre parte Rocco Brancati, Roberto Ciancarelli, Indira Guerrieri, Selene Guerrieri, Tommaso Le Pera, Stefano Locatelli, Fausto Malcovati e Laura Mariani.

Con il contributo del Circolo “La Scaletta” di Matera sabato 11 febbraio (alle ore 18 presso la propria sede al n.10 di via Sette Dolori) si presenterà il primo volume della collana editoriale, edita da Giuseppe Barile,: “Presagi per un teatro nuovo. Le cronache per “l’Unità” 1945-1950” a cura del giornalista  Rocco Brancati.

Si tratta di una monografia che raccoglie le critiche teatrali di Gerardo Guerrieri nell’immediato secondo dopoguerra e pubblicate sul quotidiano comunista. Oltre un centinaio di articoli che evidenziano la competenza, la bravura, in molti casi il “genio” di uno studioso che in quegli anni collaborò, nelle vesti di “dramaturg” (aiuto regista, consigliere, traduttore, scenografo) con il  grande teatro di Luchino Visconti e con la Compagnia Morelli-Stoppa che misero in scena drammi autentici capolavori del teatro mondiale: da Checov a Shakespeare, da Arthur Miller e Tennessee Williams ai classici greci. 

Dopo i saluti del presidente del Circolo La Scaletta, Ivan Focaccia, con l’autore, Rocco Brancati, interverranno all’incontro , fra gli altri, il direttore della collana editoriale Stefano Geraci, docente all’Università di Roma Tre, la figlia di Guerrieri, Selene e l’editore Giuseppe Barile. Previsto anche l’intervento del sindaco Raffaello De Ruggeri.

Matera 6 febbraio 2017

Ufficio stampa “Circolo La Scaletta”

43.000 visitatori per la rassegna di scultura contemporanea del Circolo La Scaletta

MATERA- Il 7 gennaio si è conclusa la mostra “ Racconto di un popolo di statue” dell’artista Pietro Guida, protagonista della XXIX edizione de “Le Grandi mostre nei Sassi”, organizzata dal Circolo La Scaletta in collaborazione con la Coop. Cave Heritage. La personale di scultura, inaugurata lo scorso 29 giugno nelle chiese rupestri “Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci”, ha fatto registrare  43.000 presenze. Il 40% dei visitatori è costituito da stranieri provenienti da tutto il mondo, in prevalenza inglesi, e il 60% da italiani, con un incremento di turisti che arrivano dal Sud Italia. L’esposizione, in via del tutto eccezionale, è stata prorogata fino a gennaio per lo straordinario successo di critica e di pubblico riscontrato. Le statue in gesso e cemento di Guida hanno convinto esperti e gente comune, come dimostrano le recensioni positive e lusinghiere apparse sui media locali e nazionali, e le numerose foto, poesie e frasi dedicate alla mostra condivise sui social network. Un successo suggellato anche dall’evento “L’anima dei Luoghi- Racconto (in motion) di un popolo di statue”, ideato da Rosalba Demetrio, Capo Delegazione FAI Matera, con la direzione artistica di Palma Domenichiello. Una performace artistica che ha utilizzatto il linguaggio del movimento, della voce e del testo poetico, per animare le sculture ospitate nelle antiche cripte del Sasso Barisano. Apprezzamento è stato espresso dalle autorità locali e nazionali che hanno visitato la mostra, ammirata anche da ospiti di rilievo in visita a Matera. Significativa la presenza di studenti universitari e delle scuole secondarie che, in alcuni casi, hanno avuto la possibilità di conoscere il Maestro.

“Posso definire l’edizione di quest’anno una scommessa vinta - ha dichiarato Ivan Focaccia, presidente del Circolo La Scaletta e allestitore della mostra -  nonostante le difficoltà economiche con cui dobbiamo combattere ogni anno abbiamo raggiunto un risultato importante per Matera Capitale Europea della Cultura 2019, rendendo omaggio alla lunga carriera di Pietro Guida.  Un’artista di grande umanità, che con le sue opere ha suscitato in ognuno di noi profonde emozioni, insegnandoci, all’età di novantacinque anni, la passione per la vita, l’arte e il proprio lavoro.

La mostra è stata realizzata soprattutto grazie al lascito della compianta amica Maria Fodale e al prezioso contributo dei privati ( Main sponsor: Total E&P Italia; sponsor: Unipol-Sai, Matera, Attilio Caruso, agente generale, Bawer e Cementeria Matera-Italcementi Group, Cooperativa Cave Heritage, Emanuele Frascella e Trasporti Stella) che desidero ringraziare insieme a tutti coloro che hanno contribuito all’ottima riuscita della rassegna. Per il futuro - ha proseguito Focaccia- stiamo lavorando per ospitare grandi nomi del panorama artistico internazionale, ma per programmare i prossimi eventi è necessario il coinvolgimento delle istituzioni,(Regione Basilicata, Comune di Matera, Fondazione Matera-Basilicata 2019 e Apt Basilicata), soltanto con gli sponsor è impossibile dare lustro a un appuntamento così importante per la nostra città.”

“La mostra di Pietro Guida - ha commentato Tommaso Strinati, curatore dell’esposizione e direttore del MUSMA( Museo della Scultura Contemporanea) di Matera- ha chiuso i battenti con un risultato sorprendente: 43.000 visitatori, numeri vicinissimi a quelli di esposizioni temporanee milanesi o romane ben più costose e blasonate. Il successo di Guida dimostra che la semplicità di un linguaggio fatto di figura e affetti, diretto e comprensibile, avvicina alla scultura contemporanea un pubblico vasto e di tutte le età. Collaborare con Guida e con il Circolo la Scaletta – ha concluso Strinati- è stato bello e stimolante, spero che accada di nuovo e che la mostra sia solo una tappa di un lungo percorso creativo.”

“È stata una mostra coraggiosa, - ha spiegato lo scultore Pietro Guida- volutamente lontana dalle mode e dai clichè dell’arte contemporanea, a tutt’oggi imbevuta di iconoclastia, o peggio ancora, di sterili provocazioni di matrice concettuale, avallate dal mercato e da certa critica compiacente e complice. A giudicare dall’elevato numero di visitatori, dai commenti lusinghieri sul registro delle visite, dai servizi televisivi e dai numerosi articoli, molti dei quali hanno celebrato la mia personale tra gli eventi più importanti in Italia nel 2016, posso ritenermi pienamente soddisfatto. Il successo della mostra – ha sottolineato l’artista- oltre a ripagare la lungimiranza degli organizzatori, dimostra come il pubblico abbia afferrato il senso della mia ricerca, come inno alla bellezza. Desidero esprimere tutta la mia gratitudine nei confronti del Circolo La Scaletta e ringraziare tutti i soci, in particolare il presidente Ivan Focaccia, il curatore Tommaso Strinati e l’addetta stampa Milena Manicone per la tenacia e la passione profuse nella realizzazione dell’ esposizione.”

Matera, 9 gennaio 2017

Ufficio stampa Circolo La Scaletta

Milena Manicone

mob.329.7144199

Domenica 18 dicembre una folta rappresentanza del Circolo La Scaletta, diretta dal presidente Ivan Focaccia, si è recata all’ inaugurazione delle nuove sale espositive del Museo Archeologico Nazionale della Siritide di Policoro, dedicate alle civiltà italiche degli Enotri e dei Lucani. Il nuovo allestimento è stato curato dal dottor Salvatore Bianco, già direttore del Museo che, come è noto, ha avuto come maestro il grande archeologo Dinu Adamesteanu, che si è spento in Policoro il 21 gennaio 2004. Prima della cerimonia i soci del Circolo hanno reso omaggio al compianto Soprintendente della Basilicata, ponendo ai piedi della tomba un mazzo di fiori.

Matera, 19 dicembre 2016

Ufficio stampa Circolo La Scaletta

Milena Manicone

Mob.329.7144199

tomba Adamesteanu