COMUNICATI

COMUNICATI (79)

 

Martedì 6 ottobre 2009, alle ore 18.00, presso il Cine Teatro Duni di Matera avrà luogo la presentazione del libro di Antonio Giampietro:

“Dall’Italia Unita all’Europa Unita nel pensiero storico-pedagogico italiano”
(attraverso i libri della Scuola Elementare, nell’arco di due secoli)

giampietro

Questa mattina, il Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, in visita a Matera, ha incontrato i soci del Circolo Culturale La Scaletta nella sede del MUSMA - Museo della Scultura Contemporanea. Il Capo dello Stato era stato invitato dal Circolo in occasione delle celebrazioni per il 50° anniversario dalla sua fondazione; l'illustre ospite ha ricevuto in dono un piatto in maiolica raffigurante il "Carro della Bruna", realizzato dal socio Peppino Mitarotonda.
Ecco il testo del messaggio di benvenuto formulato dal Past President e socio fondatore Michele De Ruggieri, che gli ha consegnato la spilla d'oro del Circolo in qualità di socio onorario:

socioonorario

"Grazie, Signor Presidente della Repubblica, di aver accettato il nostro invito in occasione dei 50 anni di vita del Circolo La Scaletta.

In questa città nell'immediato dopoguerra abbiamo vissuto un momento esaltante prodotto non solo dalla ritrovata libertà democratica, ma alimentata anche dalla presenza di uomini che univano all'impegno politico un forte messaggio culturale. Abbiamo così avuto la possibilità di dialogare con persone come Umberto Zanotti Bianco, Carlo Levi, Adriano Olivetti, Manlio Rossi Doria (solo per fare per brevità qualche nome) e politici come Michele Guanti, Michele Cifarelli ed Emilio Colombo che da subito sono stati a noi di stimolo e di aiuto. Soprattutto mi preme ricordare Rocco Mazzarone, nostro padre spirituale, che, con gli altri, ci convinse a rimanere radicati sulla nostra terra ricca di risorse che chiedevano e chiedono solo di essere riscoperte e valorizzate.

Credo proprio, Signor Presidente, che abbiamo compiuto un buon lavoro dimostrando che nel nostro Mezzogiorno ci sono forze vive e vitali. Oggi il nostro desiderio è quello di trasmettere ai giovani questi convincimenti e questi impegni. Giovani che sono oggi terribilmente preoccupati per le incertezze del loro futuro. La Sua presenza ci gratifica e ci dà forza sia per quello che Lei rappresenta e sia per quello che Lei è: un uomo della nostra terra."

Successivamente, il Presidente Napolitano - incontrando gli amministratori locali - ha partecipato, a Palazzo Lanfranchi, ad un incontro sul tema "Turismo e Cultura". Ecco il testo dell'ìintervento del Presidente del Circolo La Scaletta, Nicola Rizzi:

Alcune interessanti considerazioni sul rapporto tra turismo, cultura ed economia a Matera sono già contenute nello studio sul "Villaggio preistorico di Murgia Timone" pubblicato nel lontano 1960 dal circolo "La Scaletta". Nell'ultimo paragrafo di questo studio si afferma:

"Se lo sviluppo dell'itinerario turistico materano potesse ampliarsi ed organizzarsi meglio, si sarà combattuta un'altra battaglia per la rinascita economica del nostro vecchio e afflitto paese. Ricordiamoci che la utilizzazione turistica del nostro patrimonio artistico, storico e sociale può contribuire sorprendentemente alla lotta contro la depressione economica"

Questo convincimento è ancora oggi valido ed è supportato dalla bontà dei risultati conseguiti. L'azione svolta in un cinquantennio di sensibilizzazione della comunità ad apprezzare il valore identitario del luogo attraverso la realizzazione di presidi e l'organizzazione di eventi culturali, ha contribuito in modo significativo a promuovere l'interesse della città verso la conoscenza e lo studio del territorio, avendo sempre come obiettivo la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale, elementi di sviluppo economico e sociale delle comunità. Il nostro impegno civile, l'impegno per la "polis" è stato sempre teso alla difesa della identità culturale della comunità sostenendo che Matera non era vergogna, non era infamia, ma una cellula ancora vitale e rappresentativa della intera umanità.

La presa di coscienza di questi valori ha rappresentato una vera "rivoluzione culturale" il cui esito ha visto l'inserimento dei Sassi di Matera e il prospiciente altopiano murgico quale riconosciuto patrimonio dell'umanità tutelato dall'Unesco. Pertanto, se si valorizzano i beni ambientali, storici e culturali di un territorio, risulta più agevole attrarre i flussi turistici e, dunque, creare sviluppo economico.

Un esempio concreto della coerenza dell'impegno profuso in questa direzione è offerto dalla Fondazione Zetema con la realizzazione del progetto denominato "Distretto Culturale dell'Habitat Rupestre della Basilicata" che valorizza i presidi culturali della linea bradanica da Metaponto fino a Melfi, passando per Matera. Su questa strada maestra, siamo felici di poterlo affermare, esiste una pluralità di soggetti e di iniziative finalizzata a esaltare il valore di autenticità che il territorio lucano possiede.

Molte associazioni sono sorte nella nostra città che, pur operando in settori diversi, non trascurano di dare alle loro iniziative quel valore culturale aggiunto che pone Matera all'attenzione del turismo nazionale e internazionale. Questo fermento ha spinto ultimamente alcune associazioni a dar vita al comitato per promuovere la candidatura di Matera a Capitale Europea della Cultura 2019, ulteriore occasione di sviluppo sociale ed economico del territorio, che, Signor Presidente, ci permettiamo di segnalare alla Sua autorevole attenzione.

In questo cammino non possiamo trascurare l'apporto degli Enti locali la cui collaborazione non è mai venuta meno e auspichiamo che in futuro possa essere ancor più fattiva e concreta, nel rispetto dei valori storici, ambientali e, consentitemi di aggiungere, di quelli urbanistici del nostro territorio.
Solo la sensibilità verso la cultura può promuovere progetti ed eventi capaci di favorire lo sviluppo civile, sociale ed economico per noi e le future generazioni.

Come affermò il mio amico Raffaello De Ruggieri, nel discorso da lui pronunciato in occasione della inaugurazione della Cripta del Peccato Originale,
"La cultura non può essere considerata un bene inerte. La cultura è condizione dell'esistenza di una comunità e il rapporto con la produzione culturale deve diventare occasione di educazione alla creatività, quale antidoto alle omologazioni, alle mercificazioni, alle massificazioni, alle oppressioni, perché la cultura è per sua natura rivoluzionaria.

La cultura rappresenta, infatti, un fattore essenziale della crescita di una società, perché il livello della cultura si è rivelato il livello nevralgico di ogni trasformazione sociale. In questo senso siamo convinti che il patrimonio culturale deve funzionare come motore educativo e creativo e che il capitale di storia di Matera deve trasformarsi nel ruolo della città per il suo sviluppo".

Abbiamo, infatti, potuto riscontrare nella storia del nostro recente passato, come la cultura sia riuscita a dare un ruolo diverso alla nostra città. I risultati sin qui raggiunti, comunque, non sono un punto di arrivo, ma costituiscono una base per la produzione di nuova cultura e il filo conduttore su cui muoversi per migliorare le condizioni di vita della nostra comunità.

L'obiettivo rimane sempre lo stesso: la conservazione e la valorizzazione del nostro patrimonio culturale, attraverso lo studio e la ricerca. Questo obiettivo è diventato modello di riferimento nel restauro della Cripta del Peccato Originale e i fecondi rapporti intessuti in questa circostanza, hanno portato il Ministero per i Beni Culturali a scegliere Matera come quarto polo nazionale del restauro e sede decentrata dell'Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro e per l'attivazione della relativa Scuola di Alta Formazione, grazie soprattutto all'impegno della Regione Basilicata e del suo Presidente Vito De Filippo, del Comune di Matera e del Sindaco Emilio Nicola Buccico e della dichiarata disponibilità di Franco Stella, Presidente della Provincia.

I Sassi "salvati" hanno portato sviluppo economico e sociale alla nostra città, attraverso flussi turistici inimmaginabili, proprio perché nel turismo culturale è la qualità dell'offerta a creare la domanda. Il completamento del recupero dell'antica città va quindi perseguito con tenacia e con opportune risorse finanziarie che ridiano forza agli strumenti legislativi che presero avvio con la legge De Gasperi-Colombo.

L'esperienza dei Sassi può essere utile, tanto per fare un esempio concreto, a "salvare" dal degrado e dalla trasformazione incontrollata un altro grande bene culturale che la città possiede e nei confronti del quale non si può rimanere inerti. Mi riferisco ai quartieri costruiti per accogliere gli abitanti dei Sassi. Quartieri progettati da illustri architetti che hanno lasciato una testimonianza fondamentale nella storia dell'urbanistica nazionale.

Quei quartieri, se salvaguardati attraverso una mirata azione culturale, porterebbero non solo a scongiurare ulteriori assalti del cemento, ma anche a portare nuovo sviluppo e nuova ricchezza alla nostra comunità, realizzando così ancora una volta il benefico binomio tra cultura e turismo."

Il 28 agosto scorso presso l'Albergo Italia, i soci del Circolo La Scaletta, nell'ambito delle celebrazioni per il 50° anniversario dalla sua fondazione, hanno premiato la socia fondatrice Prof.ssa Teresa De Ruggieri.

All'insigne studiosa e ricercatrice, pioniera dell'attività teatrale, vera calamita di memorie è stato conferito il Premio "Cinquantanni de La Scaletta" con la seguente motivazione: "Osserva con gli occhi della Mente, comprende con la forza del Cuore, parla con la voce della Ragione, ci abbraccia tutti con la generosità dell'Amore".

Detto premio consiste in un piccolo gioiello realizzato in oro dall'orafo Simeone (il distintivo del Circolo montato su spilla) a simboleggiare l'unione che la premiata ha saputo realizzare tra i soci del medesimo Circolo, incarnandone così ideali e valori.

"Bisogna riconoscere la genialità della nascita del Circolo La Scaletta in un momento storico particolare ma non ci si può fermarci qui - ha detto la relatrice dott.ssa Bruna Lapolla - e questo è un invito a tutti coloro che hanno voglia di lavorare insieme poiché il ns. patrimonio deve essere consegnato ai posteri, a quelli che hanno a cuore le sorti di Matera.

In occasione della visita alla città dei Sassi da parte di una delegazione di dodici cultori d'arte russa, presso il Circolo La Scaletta di Matera si inaugura oggi - giovedì 7 maggio - alle ore 19.00 (Via Sette Dolori, 10 - Rioni Sassi), una mostra personale di Oleg Jakhnin, professore e capo del Dipartimento di Grafica del St. Petersburg Institute for Arts and Craft, che coordina le attività artistiche del gruppo.

Un foltissimo pubblico, in gran parte inatteso, ha assistito alla presentazione dei Sassi di Matera, nella sede dell'Istituto Italiano di Cultura di Amburgo, nella serata di mercoledí 6 maggio. Nonostante i posti a sedere fossero andati giá esauriti ben prima dell'inizio dell'evento, tanta gente ha comunque deciso di restare anche in piedi o semplicemente di fare capolino dalle porte della sala delle conferenze, pur di ascoltare gli interventi tenuti da alcuni membri del Circolo Culturale La Scaletta di Matera, invitata per l'occasione dall'Associazione Basilicata e.V. di Amburgo e dall'Istituto Italiano di Cultura della stessa cittá anseatica.

Dopo l'apertura della serata da parte della direttrice dell'Istituto, la Dr.ssa Maria Mazza, ed il saluto del Console Generale di Amburgo, Dr. Lelio Crivellaro, la presentazione vera e propria della cittá dei Sassi é iniziata con la breve introduzione del presidente del Circolo Culturale "La Scaletta", prof. Nicola Rizzi. Quest'ultimo ha a sua volta introdotto i successivi interventi: il primo da parte dell'ing. Pietro Moliterni, giovane materano di 29 anni, residente ad Amburgo da alcuni anni e membro sia dell'Associazione Basilicata e.V. di Amburgo che de La Scaletta di Matera, il quale ha fatto un excursus sulla storia della storico circolo materano, che proprio quest'anno compie 50 anni dalla sua fondazione. Il secondo intervento, piú articolato ed approfondito, é stato tenuto dalla Dr.ssa Maria Teresa Cascione, anch'essa associata de La Scaletta, la quale ha descritto, spesso con dovizia di particolari e con l'aiuto di spettacolari fotografie, la storia di Matera, dalla preistoria fino ai giorni nostri, passando attraverso la civiltá rupestre e le sue massime espressioni artistiche.

Al termine della lezione il pubblico é stato allietato con una ricetta tipica della nostra cultura contadina: pasta e ceci, con alcuni ingredienti, come i ceci e l'olio, fatti pervenire direttamente dalla Lucania. Il cuoco della serata é stato Mimmo Mazziotta, originario di Montescaglioso ma residente ad Amburgo da tantissimi anni, apprezzatissimo cuoco di successo nella cittá anseatica. Il vino Aglianico ha accompagnato la degustazione culinaria.

È stata indubbiamente una serata da incorniciare, in grado di destare grande interesse nel pubblico presente. Sono stati infatti non pochi quelli che, parlando a latere della presentazione con gli organizzatori della serata, hanno chiesto maggiori informazioni su come poter raggiungere la nostra cittá.

"È un esempio di come la cooperazione tra associazioni lucane sparse nel mondo, con il supporto di istituzioni ufficiali italiane, possa fornire pubblicitá alla nostra bellissima cittá con costi relativamente contenuti" - é il commento a caldo dell'ing. Pietro Moliterni, il quale ha aggiunto che gli piacerebbe vedere piú spesso il governo regionale lucano e nella fattispecie la commissione dei lucani all'estero utilizzare le decine di associazioni lucane sparse nel mondo come ponti di collegamento per la realizzazione di azioni ed iniziative di "marketing culturale lucano" all'estero.

"La Scaletta DI MATERA" di Michele Fumagallo

Cinquant'anni fa, dall'effervescenza di un gruppo di giovani, nacque un circolo culturale per impedire che la storia racchiusa tra i Sassi si perdesse definitivamente. Un lavoro che continua

Indubbiamente gli anni dell'immediato dopoguerra hanno costituito un momento fondamentale per la storia di Matera. E' da lì che parte tutto un excursus che porterà, nel bene e nel male, a un ridisegno nuovo della città. Una città del tutto particolare, con i quartieri antichi dei Sassi allora sovrappopolati (15 mila abitanti), con un ribollire di iniziative e speranze tipiche del dopoguerra, con la lungimiranza di minoranze intelligenti e combattive e con il pressappochismo e la superficialità, pur in un discorso di progresso, di maggioranze che non vedevano l'ora di liquidare un passato e una storia che, pur piena di miseria e di ingiustizie da avversare, era stata densa di senso e di civiltà. L'evacuazione degli abitanti dai Sassi, lo spegnimento totale dei quartieri popolari più vivi della città fu insieme una necessità e un errore. Necessità perché le esigenze abitative e di sviluppo portavano a un forte ridimensionamento della capacità abitativa e di vita dei Sassi. Errore perché il risanamento e la ristrutturazione dei Sassi esigevano sì un ridimensionamento drastico dei suoi abitanti ma non la cancellazione totale di ogni forma di vita abitativa.

Quando i Sassi cominciarono a spegnersi e le persone scambiarono la loro casa con quella costruita in quartieri fuori città (La Martella, e altri) questo passaggio, e quello che portava con sé, sembrò qualcosa di non pienamente risolto, ed ebbe anche da subito il sapore del progresso malato. Come, del resto, capitò in buona parte d'Italia nel rapporto tra il vecchio e il nuovo, sia pure in situazioni meno drastiche di quelle materane. Quando tutto prese la strada scelta dal governo De Gasperi dei primi anni 50, cambiò definitivamente la storia della città. Subentrò allora in alcuni il tentativo di riprendere in mano la storia dei Sassi e di darle un futuro di risanamento e di rinascita. Poi sarebbero venuti gli anni dell'emigrazione, gli anni dell'abbandono e della morte dei quartieri. In questo coacervo di contraddizioni e di culture che cercavano il contatto con la grande cultura nazionale, accanto a gruppi e minoranze di già consolidata tradizione, alcuni giovani diedero vita al circolo culturale «La Scaletta» nel lontano 7 aprile del 1959. Cioè cinquant'anni fa. Un compleanno che gli ormai attempati ex giovani, insieme ad altri giovani che nel frattempo si sono aggregati, celebreranno per alcuni mesi con appuntamenti di rilievo, mostre e convegni. Una storia che ha un segreto: lo straordinario incontro tra il patrimonio intellettuale di persone che negli anni del fascismo e della guerra non avevano avuto la possibilità di manifestarsi ed un gruppo di giovanissimi pieni di curiosità e di speranza per il nuovo scenario di vita che la ritrovata democrazia stava tracciando. Fu questo che costituì evidentemente il lievito che produsse un impegno culturale che ha lasciato il segno. Il lascito de «La Scaletta» non è solo di dibattiti o di organizzazione di mostre ed altro, ma è una storia di lavoro sulle strutture, di scoperte fondamentali (tante chiese rupestri, ad esempio), di messa a punto di luoghi ed edifici (il museo della scultura contemporanea Musma, aperto tre anni fa nel Palazzo Pomarici, è l'ultima creatura del circolo). Ma poi le mostre più significative che hanno attraversato le splendide chiese rupestri dei Sassi portano il marchio del circolo.

«Il fermento politico, le rivendicazioni sociali, le occupazioni delle terre - dice Michele De Ruggieri, tra i fondatori del circolo - , la forte richiesta di riscatto delle classi subalterne confinate in un luogo che conservava tutto intero il dolore, la povertà e la disperazione, richiamarono politici, studiosi, giornalisti, organizzazioni nazionali ed internazionali». E così di Matera, i cui Sassi erano stati portati alla ribalta dal memoriale di Carlo Levi, si occuparono politici del calibro di Palmiro Togliatti e Alcide De Gasperi, e intellettuali di varia collocazione come Carlo Levi, Ernesto De Martino, Friedrich Friedmann, Rocco Mazzarone, Manlio Rossi Doria, Umberto Zanotti Bianco, Adriano Olivetti, Leonardo Sacco, più in là Pier Paolo Pasolini e tanti altri. «Questo scenario così ricco di fermenti e di stimoli - continua De Ruggieri - non poteva esaurirsi senza lasciare traccia: divenne infatti una specie di incubatrice dove prese forma la curiosità, poi l'impegno di un gruppo di giovani che alla fine degli anni cinquanta si posero una semplice quanto fondamentale domanda: chi siamo, siamo figli della miseria o siamo figli della storia? La risposta di quei giovani fu eloquente e molto pratica e portò alla decisione di costituire un gruppo per la ricerca e lo studio del patrimonio storico e culturale del territorio per poi redigere un progetto di valorizzazione». Sì, sicuramente gli anni del lungo dopoguerra sono quelli più ricchi di fermenti a Matera, quelli a cui bisogna ritornare sempre se si vuol capire la storia di oggi, se si vogliono correggere anche gli errori di quel ricco passato e di una contemporaneità piena di rischi, bloccata in una palude senza futuro. Nacque dunque in quel lontano aprile 1959 l'idea di costituire un circolo culturale che prese subito il nome di «La Scaletta» perché ubicato, nella sua prima sede, in un seminterrato dove si accedeva attraverso degli scalini. L'associazione di fatto era già sorta nel 1958 ma l'atto costitutivo e lo statuto furono formalizzati dalle assemblee del 7 e dell'11 aprile dell'anno dopo. Ma come mai un gruppo piuttosto numeroso e compatto di giovani affrontò un così impegnativo progetto? Essi avevano avuto una esperienza di filodrammatica e quindi un lavoro di gruppo quanto mai utile per la formazione dello spirito di ricerca e di rapporto con la comunità.

«Cambiando l'oggetto del progetto - riprende De Ruggieri - non cambiò né il gruppo né il metodo di lavoro. Si aggiunse, invece, un altro importante elemento: la consapevolezza di svolgere un ruolo a favore della propria terra. In questa prospettiva il gruppo cementò la propria compattezza e si nutrì di ulteriori stimoli». La prima occasione fu offerta dalla collaborazione ad Umberto Zanotti Bianco per l'organizzazione del 1° convegno di storiografia lucana. I componenti del gruppo erano tutti disoccupati, studenti universitari o studenti medi, con un solo impiegato di 28 anni, capo riconosciuto. Il segreto del successo del Circolo fu probabilmente quello di attirare l'attenzione di un certo numero di esperti e intellettuali che si lasciarono coinvolgere generosamente nel dibattito con i più giovani. Da ricordare le serate trascorse a discutere sui progetti per il possibile avvenire della città e dei suoi quartieri antichi. Il medico-sociologo Rocco Mazzarone, l'enciclopedico Eustachio Tortorelli, il politico Michele Guanti (diventerà senatore per il PCI), Nicola De Ruggieri persona di ampia cultura, l'architetto ed urbanista Vincenzo Baldoni, furono le persone (oggi si chiamerebbero tutor) più assidue. Sin dall'inizio il Circolo approfondì le tematiche ritenute più importanti per il territorio. Dopo aver esplorato le emergenze preistoriche con lo studio sul villaggio neolitico di Murgia Timone, fu compiuto un lungo studio sulle chiese rupestri del materano che si concluse con una pubblicazione del 1966 che ancora oggi costituisce punto di riferimento per gli studi sulla civiltà rupestre. Su questa scia si sono mosse le successive iniziative: dalla ricerca sulle masserie fortificate ai problemi della conservazione e del restauro ed alle varie forme di diffusione della conoscenza del patrimonio culturale della città e, in particolare, del recupero della memoria storica contenuta nei Sassi di Matera. Per dare poi un forte segnale alla città il Circolo acquistò nel 1972 un palazzo nel Sasso Barisano trasferendovi la sede e le attività. Nel 1978, in collaborazione con il Comune, il Circolo allestì, nella sua nuova sede, l'esposizione degli elaborati del Concorso Internazionale previsto dalla legge per il recupero e la valorizzazione dei Sassi. Un'altra sezione approfondì e verificò gli studi e i programmi di sviluppo socio-economico che venivano prodotti in Basilicata. Furono curate 16 monografie che costituirono una sorta di anteprima al Piano Regionale (1964-65). In base a queste esperienze il Circolo ha continuato ad interessarsi dei vari problemi come, la difesa e valorizzazione dell'ambiente. La costituzione del Parco Nazionale del Pollino e del Parco della Murgia Materana e la difesa del metapontino dove la Liquichimica voleva realizzare un devastante intervento, hanno visto i soci del Circolo partecipare alle (vittoriose) battaglie. Recentemente il Circolo ha aderito alle giornate di Scanzano contro il progetto del deposito delle scorie nucleari.

Altri soci hanno curato i rapporti con il mondo della cultura nazionale ed internazionale, con particolare riferimento alle arti visive. Oltre ad innumerevoli mostre di famosi artisti (Gentilini, Perilli, Ortega, Maccari, Calabria, Cantatore, Zancanaro, Del Pezzo, Guerricchio), nel 1978 fu realizzata nei Sassi e sul prospiciente altipiano murgico l'esposizione di undici grandi sculture di Pietro Consagra. Per l'occasione fu redatto un documento chiamato «La carta di Matera», per la salvaguardia dei centri storici. Oltre che da Consagra ed Andrea Cascella il documento fu sottoscritto da numerosi artisti e presentato a Venezia. La mostra di Consagra fece scoprire come la scultura contemporanea ben si inseriva in un antico ambiente rupestre. Nacque così l'idea di utilizzare i monasteri rupestri della Madonna delle Virtù e di San Nicola dei Greci (restaurati da La Scaletta nel 1967) quali luoghi di esposizione di opere di scultura di artisti contemporanei. Lo storico dell'arte Giuseppe Appella si impegnò al progetto e nel 1987 si dette inizio alle «Grandi mostre nei Sassi» che ogni anno in estate presentano importanti momenti dell'arte contemporanea nel mondo. «Di una cosa siamo sicuri - dice l'attuale presidente del circolo Nicola Rizzi - : il nostro lavoro può avere un futuro nel gruppo di giovani che si sono aggregati attorno a noi. Può avere un futuro se continuerà il rinnovamento della memoria storica dei fatti più importanti che hanno caratterizzato la storia della città. Può avere un futuro se persisterà nella difesa dell'ambiente più tipico del nostro territorio».

Nei 50 anni di vita il Circolo è diventato un punto certo di riferimento dell'impegno civile e culturale della città: tra le tante personalità che sono state ospitate si ricordano il poeta Alfonso Gatto, i giornalisti Andrea Barbato, Gaetano Tumiati, Vittore Fiore e Giovanni Russo, tra i politici Umberto Terracini, Emilio Colombo e Michele Cifarelli, gli studiosi del territorio Manlio Rossi Doria e Aldo Musacchio, il designer Mario Cresci, lo storico dell'arte Michele D'Elia, gli archeologi Eleonora Bracco, Dinu Adamesteanu ed Elena Lattanzi. L'ultimo abbraccio poetico è stato dato ai soci del circolo da Tonino Guerra. Naturalmente l'avventura de «La Scaletta», dentro una città passata da «vergogna nazionale» a «patrimonio dell'umanità» tutelato dall'Unesco, continua.

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Uno scrittore che ha investito molto sul mondo virtuale e della comunicazione e un poeta che ha scelto l'anonimato più assoluto. Lorenzo Laporta e Framarò, due personalità agli antipodi, accomunate solo dalla passione per la scrittura, saranno i protagonisti venerdì 19 dicembre alle 18,30 presso il Circolo La Scaletta di Matera (Via Sette Dolori, 10 - Rioni Sassi) della presentazione incrociata dei libri "Le parole della pioggia" (Il filo edizioni) e "I primi 96". L'evento è promosso dal Circolo Culturale La Scaletta ed è realizzato in collaborazione con la giornalista Rossella Montemurro.
Lorenzo Laporta, poeta e scrittore, è nato a Taranto il 16 settembre del 1981. Dopo la maturità classica, conseguita nel 2000, si è trasferito a Napoli, dove si è laureato in Scienze Internazionali e Diplomatiche. Appassionato di cinema, storia dell'arte e lingue straniere, ha iniziato a scrivere per diletto all'età di quindici anni. Qualche anno dopo ha incontrato a Taranto il narratore e poeta italiano Roberto Pazzi, con il quale ha stretto un profondo rapporto epistolare.
Proprio Pazzi, nel 1999, ha scritto una presentazione sulla prima opera poetica del giovane Lorenzo, la silloge L'uomo solo (Scorpione, 1999). Sue liriche inedite vengono pubblicate sull'antologia dei poeti "La Vallisa" (Bari). Tra segnalazioni e premi ottenuti, il 1° Premio "Pirandello" (Agrigento, 2000). Esordio in narrativa col romanzo prefato da Romano Battaglia per i tipi della Bastogi, dal titolo "Déjà-vu" (Foggia, 2003). "Le parole della pioggia" è stato presentato presentato alla Fiera di Torino e già in sedici città italiane. Con questo romanzo ha ottenuto la promozione ufficiale MySpace Italia e l'invito di Città del Libro di Campi Salentina. Vive e lavora a Taranto dove collabora con mezzi d'informazione e operatori culturali. Il suo sito internet è: www.myspace.com/lorenzthedoor

Framarò, poeta, autore de "I primi '96". Ha scelto rigorosamente l'anonimato.

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Riprendono gli appuntamenti del Circolo Culturale La Scaletta di Matera con i "Percorsi Letterari. Dalla lettura all'ascolto", realizzati a cura di Francesca Bianco in collaborazione con il Centro di Cultura Teatrale Skené. Domenica 14 dicembre, alle ore 18.00, presso la sede del circolo (Via Sette Dolori, 10 - Rioni Sassi), Lello Chiacchio introdurrà il capolavoro di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, "Il Gattopardo". Le voci di Daniela De Fina, Nicolò Marchese, Valentina Pagano, Petra Santilio e Monica Petrara si alterneranno nella lettura di alcuni tra i più suggestivi momenti dell'opera letteraria.

Alla fine degli anni '50 "Il Gattopardo" fu salutato dalla critica quale espressione nostalgica e reazionaria di un Risorgimento fallimentare, riverbero esilico di un panorama storico al tramonto.

Ebbro di identità borbonica il Principe Salina, protagonista del romanzo, coglie i segni della nuova cultura emergente. Il passaggio di consegna del potere, dall'aristocrazia alla borghesia, si manifesta con sardonica lucidità e riacutizza nel Principe le antiche discrepanze tra i due mondi. Egli nel languore epocale, cerca di levigare il dolore, nel suo intimo.

L'aristocrazia, orbata di sostenitori, persino al suo interno, deve soccombere alla borghesia emergente, agra mistura di volgare arroganza e supponente ostentazione.

Un guizzo romantico pervade il Principe nel cogliere i segni dell'amore condiviso di due giovani e per il Gattopardo... soltanto la resa all'eterno silenzio.

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Il Circolo Culturale La Scaletta ha ospitato a Matera nella serata di ieri, 2 dicembre 2008, il primo "Ring Letterario", realizzato insieme all'associazione Women's Fiction Festival della città dei Sassi ed in collaborazione con la Libreria dell'Arco: alla presenza di un pubblico numeroso e partecipativo, due gruppi opposti di lettori hanno dibattuto sul recente successo letterario di "Mille anni che sto qui", di Mariolina Venezia - Edizioni Einaudi, vincitore del Premio Campiello 2007.

La competizione, sovente infervorata da elucubrazioni di vario genere e dai duetti incoraggiati dal moderatore dell'incontro - il presidente del Circolo La Scaletta, Nicola Rizzi - ha permesso, a chi non conoscesse il testo, di ricevere dal dibattito gli stimoli atti ad elaborare un personale orientamento alla lettura. Talvolta, sono stati affrontati argomenti più tecnicamente letterari; ma al di là delle differenti rilevazioni stilistiche, tra metriche e cesure, vi è sempre stato lo spazio per colorite contrapposizioni, al termine delle quali il pubblico si è schierato a favore di una delle due fazioni. Per la cronaca, gli estimatori del romanzo, ambientato nella provincia materana, si sono aggiudicati il contraddittorio con un vantaggio netto sulla parte opposta.

"Non c'è dubbio, la formula del "ring" contribuisce ad avvicinare il testo in esame al lettore in modo stimolante ed originale" - osserva Nicola Rizzi. "Questa volta il modello di presentazione convenzionale, distintivo degli eventi culturali, è stato sostituito da una formula più interattiva e coinvolgente, che trae spunto in modo evidente da prassi di dibattito con taglio televisivo a cui tutti siamo abituati."

Mariateresa Cascino, responsabile comunicazione del WFF ed ideatrice, insieme a Rossana Tinelli, del ring letterario, conferma: "Il risultato conseguito è incoraggiante, e c'induce a ripeterlo in futuro. Pensiamo che il pubblico abbia la possibilità di attingere in modo rapido e informale alle emozioni di varia intensità che contribuiscono a decretare il successo di un libro: sono pillole eterogenee di comprensione, che invogliano beneficamente la lettura, senza mai emularla."

Al Circolo Culturale La Scaletta di Matera è in programma, dal 24 al 31 maggio prossimi, una mostra di pittura dell'artista potentino Pasquale Belmonte. Il lirismo cromatico che si ritrova nelle tele esposte proporrà l'inconscio sulle pareti di tufo del circolo, e sarà una verifica del paesaggio, dalle infinite sfaccettature coloristiche, che metterà di fronte il reale e l'irreale. In questo mistico confronto il dipinto si proporrà in una allegoria di toni dove il dominio dello spazio della tela non ha misura.
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L'esposizione aiuterà a scoprire un mondo sensibile nell'equilibrio della tavolozza materica che fonde l'intensità dei colori, dei cieli che si armonizzano ai prati, case come arca in cui tutto è custodito: il bene e il male, nella libertà fantastica dei contrasti.

Sfogliando il ricco catalogo firmato da padre Tarcisio Manta e da Piero Ragone, si leggeranno le quadricromie che fanno esplodere le masse, le forme, le geometrie disegnate e sognate.

La mostra sarà inaugurata - alla presenza dell'artista - sabato 24 maggio alle ore 18:00, nella sede del Circolo Culturale La Scaletta, in via Sette Dolori 10, nei Sassi di Matera, e resterà aperta nei giorni feriali dalle ore 18.00 alle ore 20:00 sino al 31 maggio 2008.

 

All'interno del nuovo ciclo denominato "Caleidoscopio Lucano", il Circolo La Scaletta ha in programma - nel mese di maggio - un percorso culturale di quattro appuntamenti, avente per tema "La magia nell'antichità" e curato da Maria Torelli, antichista e studiosa di filologia classica. Sarà delineato l'antico sentire collettivo attraverso credenze, magie, riti le cui proiezioni permangono nella cultura popolare del Mediterraneo.

Il primo appuntamento, in programma domenica prossima - 4 maggio - con inizio alle 19:00, tratterà "Il sentire magico nel Mediterraneo da Omero all'età tardo-antica". Seguiranno gli altri incontri su "Maghi di Grecia" (lunedì 12 maggio), "Medea: storia di una maga" (lunedì 19 maggio) e "Maghi a Roma" (lunedì 26 maggio), sempre allo stesso orario, nei locali del Circolo La Scaletta, Via Sette Dolori, 10 - Rioni Sassi di Matera.