COMUNICATI

COMUNICATI (99)

 

8 settembre – 17 novembre 2012
Chiese Rupestri di Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci
MUSMA - Museo della Scultura Contemporanea
Museo Nazionale d’arte medievale e moderna della Basilicata

GIOVANI SCULTORI per LE GRANDI MOSTRE NEI SASSI DI MATERA

Giovani scultori e residenze per artisti, è questa la formula scelta per la 26° edizione de Le Grandi Mostre nei Sassi di Matera.
Dall'8 settembre al 17 novembre 2012, il complesso monastico di Madonna delle Virtù e di San Nicola dei Greci ospiterà le opere di undici giovani artisti italiani per il Periplo della scultura italiana contemporanea 3. Nei mesi di agosto e settembre, sei di questi artisti saranno ospitati nella città dei Sassi e qui lavoreranno a opere che saranno poi esposte nelle sale del Musma e del Museo Nazionale d’arte medievale e moderna della Basilicata.
“A causa di improcrastinabili lavori di ristrutturazione e consolidamento del complesso rupestre di San Nicola dei Greci e Madonna delle Virtù, sedi storiche delle esposizioni – spiega Ivan Focaccia, presidente del Circolo La Scaletta di Matera - è stato necessario cambiare le date delle esposizioni d'arte che abitualmente si svolgevano per l’intera estate materana”.
La 26 edizione de Le Grandi Mostre nei Sassi di Matera, dedicata al Periplo della scultura italiana contemporanea 3, è promossa come di consueto dal Circolo La Scaletta e dal Comune di Matera ed è organizzata dall'Associazione Le Grandi Mostre nei Sassi di Matera, quest’anno in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Storico Artistici ed Etnoantropologici della Basilicata.
La mostra, curata da Giuseppe Appella e Marta Ragozzino, avrà le sue appendici al Musma - Museo della Scultura Contemporanea Matera e nel Museo Nazionale d’arte medievale e moderna della Basilicata a Palazzo Lanfranchi.
Il Periplo della scultura italiana contemporanea 3 (i precedenti risalgono al 1988 e al 2000) accoglie undici giovani artisti che non hanno ancora compiuto quarant’anni e si pone come il giusto corollario delle monografiche che, dal 1987, raccontano il percorso espressivo dei grandi maestri già riconosciuti e storicizzati. Gli artisti invitati sono stati selezionati tra i migliori talenti emersi sulla scena artistica degli ultimi anni, in grado quindi di restituire una panoramica estremamente rappresentativa della nuova ricerca e dei nuovi linguaggi formali:

1. Giorgio Andreotta Calò (Venezia 1979)
2. Francesco Arena (Torre Santa Susanna [Brindisi]1978)
3. Giuseppe Capitano (Campobasso 1974)
4. Alice Cattaneo (Milano 1976)
5. Emmanuele De Ruvo (Napoli 1983)
6. Francesco Gennari (Pesaro 1973)
7. Perino & Vele (Emiliano Perino, New York 1973 - Luca Vele, Rotondi [Avellino]1975)
8. Donato Piccolo (Roma 1976)
9. Luca Trevisani (Verona 1979)
10. Nico Vascellari (Vittorio Veneto [Treviso]1976)
11. Antonella Zazzera (Todi 1976)

L’esigenza di indagare la scena dei giovani talenti emergenti, quelli che occuperanno in futuro posizioni di rilievo nella ricerca artistica nazionale ed europea, nasce anche in relazione al percorso di candidatura della città di Matera a Capitale Europea della Cultura nel 2019, per il quale è fondamentale che la città dei Sassi diventi sempre di più un vitale centro di produzione culturale e artistica.
Due le fasi del progetto: una, nel solco della tradizione de Le Grandi Mostre nei Sassi di Matera è essenzialmente espositiva e avrà luogo dall’8 settembre al 17 novembre; l'altra fase avrà invece il carattere del laboratorio creativo e si svilupperà a partire da residenze artistiche nella città di Matera nei mesi di agosto e settembre. Verranno invitati sei tra gli artisti selezionati. Dall’esperienza residenziale nella magnetica cornice dei Sassi, dell’altipiano murgico e della città nel suo complesso, scaturiranno un gruppo di opere che verranno successivamente esposte nelle sale del Musma e del Museo Nazionale d’arte medievale e moderna della Basilicata, anche per segnare la collaborazione interistituzionale sulla quale si basa l’intero progetto del Periplo della scultura italiana contemporanea 3: il Comune di Matera, il MUSMA, la Soprintendenza BSAE della Basilicata, con il fondamentale sostegno del MIBAC e della Regione Basilicata, dell'APT di Basilicata, della Provincia e della Camera di Commercio di Matera, oltre che dei tradizionali partner de Le Grandi Mostre nei Sassi: TOTAL E&P ITALIA S. p. A.; Istituto Banco di Napoli – Fondazione, Napoli; Attilio Caruso – Agente Generale SAI, Matera.
Matera, 26 luglio 2012

Ufficio Stampa de Le Grandi Mostre nei Sassi
ROMA: De Luca Comunicazioni - tel. +39 333.8264292Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
MATERA: Sissi Ruggi – tel. +39 333.4742509 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


Informazioni
Circolo La Scaletta - Matera
Tel. e fax +39.0835 336726 – +39.335.8341414 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.www.lascaletta.net

Associazione Le Grandi Mostre nei Sassi c/o Circolo La Scaletta
Tel . e fax +39.0835 336726 – cell.+39.3358341414 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.www.lascaletta.net -
Giorgio Corazza – presidente Ass. Le Grandi Mostre nei Sassi - +39.3493247848

 Matera, 6 maggio 2011

Franco Palumbo torna alla guida del Circolo La Scaletta di Matera.

L’assemblea dei soci, riuntasi ieri giovedì 5 maggio, ha eletto all’unanimità quale nuovo presidente dell’associazione Franco Palumbo che subentra a Giorgio Corazza.

Attivissimo socio del Circolo sin dalla sua costituzione, Palumbo ha già ricoperto la carica di presidente altre due volte: nel 1963 e nel 1977. Ne La Scaletta da sempre ha apportato, oltre alla sua carica vitale e all’entusiasmo, la sua profonda conoscenza della città e la sua passione per l’arte.

Un’elezione, quella di Palumbo, all’insegna dei valori più autentici del Circolo e che ha accolto il pieno sostegno di tutti i soci.

“La mia azione – ha affermato il neo eletto presidente - sarà improntata su una linea guida semplice: ricordare il passato per costruire il futuro de La Scaletta. Il mio impegno sarà volto in particolare al sostegno dei giovani. Non sarò solo un presidente, sarò uno dei tanti rematori di questa imbarcazione e tutti insieme riporteremo il Circolo al suo impegno sui grandi temi cittadini oltre che a proseguire attività importanti come Le Grandi Mostre nei Sassi che da venticinque anni vengono promosse e organizzate con il lavoro volontario di tutti gli appartenenti al La Scaletta”.

corazza-palumbo2

Giorgio Corazza, presidente uscente de La Scaletta,
si complimenta con il neo presidente Franco Palumbo

Il giorno 20 gennaio 2011 alle ore 18:00, in seconda convocazione, si è tenuta l’Assemblea dei Soci Fondatori che ha modificato gli articoli 7, 8, 14 e 18 dello Statuto.

La versione modificata è già inserita nel sito.

L’Assemblea, inoltre, ha provveduto a nominare i componenti del Collegio dei Soci Anziani nelle persone dei sigg.ri Michele De Ruggieri, Raffaello De Ruggieri e Nicola Schiuma.

La scultura italiana protagonista della venticinquesima edizione de Le Grandi Mostre nei Sassi, da sabato 18 giugno al 9 ottobre 2011.

somaini4

Sarà dedicata a Francesco Somaini (1926 – 2005) la tradizionale mostra estiva che il Circolo culturale La Scaletta promuove e organizza, in collaborazione con il Comune di Matera, sin dal 1987. Tanto che 2011 sarà l’anno in cui si celebreranno le nozze d’argento fra l’arte contemporanea e La Scaletta, essendo questa la venticinquesima edizione delle “Grandi Mostre nei Sassi”.

Curatori dell’antologica 2011 sono gli storici dell’arte Giuseppe Appella e Luisa Somaini. L’inaugurazione è prevista per sabato 18 giugno, data di chiusura domenica 9 ottobre 2011. Comprenderà 135 opere (75 sculture, 40 disegni e una ventina di medaglie e piccole tracce), datate tra il 1943 e il 2005, provenienti dall’Archivio Somaini, da musei italiani e da prestigiose collezioni private. Il percorso espositivo sarà suddiviso tra le Chiese Rupestri Madonna della Virtù - S. Nicola dei Greci (grandi sculture) e il Museo della Scultura Contemporanea, “Musma”, che ospiterà le piccole sculture, i disegni e le medaglie. Sempre al Musma, nella Biblioteca Scheiwiller, sarà allestita la mostra bio-bibliografica di immagini, documenti e video che permetterà di rileggere a tutto tondo la vita dello scultore comasco.

Dopo la fortunata esperienza dell’antologica di Azuma, anche nel 2011 sarà confermata la collaborazione con la Soprintendenza di Matera: alcune sculture verranno ospitate a Palazzo Lanfranchi.
La mostra sarà accompagnata da un catalogo pubblicato dalle Edizioni della Cometa di Roma, con i testi dei curatori e di alcuni giovani storici dell’arte. Come è tradizione, un lungo capitolo dedicato a “Vita, opere e fortuna critica” darà conto del percorso espressivo di Somaini. L’allestimento, ancora una volta, è affidato all’architetto Alberto Zanmatti, che già nel 1962 a Spoleto si è occupato di esporre le opere di Somaini all’interno della grande mostra “Sculture nella Città”.
La gestione dell’esposizione, come di consueto, è affidata all’ “Associazione Grandi Mostre nei Sassi”.

somaini3

Somaini, Fenice, 1964

FRANCESCO SOMAINI

Biografia e note critiche

Francesco Somaini nasce a Lomazzo (Como) nel 1926. Comincia a seguire studi artistici regolari a undici anni. In seguito frequenta l’Accademia di Belle Arti di Brera, seguendo le lezioni di Manzù, mentre studia all’università, conseguendo la laurea in giurisprudenza. Nel 1944 inizia una serie di viaggi all’estero che lo mettono a contatto con l’arte internazionale.

Esordisce nel 1948 alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma con la Rassegna di Arti Figurative, promossa dalla Quadriennale. Si volge all’astrattismo nel 1948 e raggiunge autonomia di linguaggio verso la metà degli anni Cinquanta, al tempo della sua adesione al Gruppo MAC Espace, con opere realizzate in conglomerato ferrico e in metalli diversi. Si impone all’attenzione della critica nel 1956 con la partecipazione alla XXVIII Biennale di Venezia. Nel 1959 la sua sala alla V Biennale di San Paolo del Brasile riceve il primo premio internazionale per la scultura. Nel 1960 tiene la prima personale a New York e nello stesso anno espone con una sala personale alla XXX Biennale di Venezia, presentato da Giulio Carlo Argan (in questa stessa Biennale la scultura assumeva un ruolo predominante con le personali di Brancusi, Minguzzi, Fabbri, Lardera, Mirko, Ghermandi, Consagra, Perez, Leoncillo, Hoflehner, Couturier, Cimiotti, Yamaguchi, Paolozzi, Dzamonia). È il tempo dei Martirii e dei Feriti, presentati nelle varie personali allestite alla Galleria Notizie di Torino, alla Galleria Blu di Milano, alla galleria Odyssia di Roma e New York, e nelle grandi mostre internazionali di scultura. Nel 1961 è invitato alla II Biennale de Paris dove riceve il primo premio della critica d’arte francese, attenta alla sperimentazione dei materiali che Somaini affronta fondendo le sue opere anche nel ferro e nel piombo, poi aggrediti con la fiamma ossidrica e politi nelle parti concave per accentuarne l’espressività. Nel 1962 partecipa alla mostra “Sculture nella Città” di Spoleto.

Conclusasi la stagione informale, Somaini carica le sue sculture di valenze simboliche, dove forme organiche sono poste in continuo rapporto dialettico con volumi geometrici di impianto architettonico, che raggiungono livelli di alta visionarietà con il ciclo delle Carnificazioni di un’architettura (1974-1976). Nella convinzione che la scultura debba svolgere un ruolo di riqualificazione del tessuto architettonico urbano – maturata durante le esperienze informali compiute a grande scala, tra il 1958 e il 1972, in Italia e negli Stati Uniti – lo scultore formalizza le proprie idee a livello teorico e utopico in una serie di studi progettuali (Crispolti, Somaini, Urgenza nella città, Mazzotta, Milano 1972). Parallelamente alla riflessione sul rapporto tra scultura, architettura e contesto ambientale, Somaini sperimenta una tecnica personale di intaglio diretto praticato mediante l’uso del getto di sabbia a forte pressione, che diviene a partire dal 1965 componente fondamentale del suo linguaggio plastico. Nel 1975 l’analisi concettuale delle procedure laboratoriali inerenti alla scultura, conduce l’artista all’ideazione di una “traccia” a bassorilievo, ottenuta mediante il rotolamento di una “matrice” scolpita che, lasciando un’impronta in divenire, sviluppa e rivela un’immagine criptica ad essa affidata in negativo. Matrici e tracce introducono l’elemento dinamico, l’azione, l’idea di un percorso, di un intervento che coinvolge architettura e contesto urbano. Queste nuove opere vengono presentate nella sala personale alla Biennale di Venezia del 1978, in antologiche e personali in Italia e all’Estero.

A partire dalla metà degli anni Ottanta, Somaini si volge nuovamente all’esecuzione di opere a grande dimensione, realizzando monumenti in Italia e in Giappone, dove la dialettica dell’impronta porta alla trattazione di forme in positivo/negativo.

L’artista procede all’intaglio diretto del marmo con il getto di sabbia ad aria compressa a partire dal 1975, attività che prosegue in opere successive di grande impegno, caratterizzate da una organicità prepotentemente vitalistica, come Porta d'Europa del 1992-95 installata in prossimità dello svincolo dell’autostrada a Como. Negli ultimi anni della sua vita lo scultore affianca sempre più l’attività disegnativa a quella plastica. Nel 1999 pone mano a un corpus di opere su carta, riprendendo in chiave fantastica i miti e le leggende sviluppatisi attorno all’Etna. Muore a Como il 19 novembre 2005.

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma gli dedica la prima retrospettiva postuma, Il periodo informale 1957-1964 (2007). Le sue opere sono nei musei e nelle collezioni di tutto il mondo.

somaini2

Somaini, Affermativa I, 1958

Martedì 6 ottobre 2009, alle ore 18.00, presso il Cine Teatro Duni di Matera avrà luogo la presentazione del libro di Antonio Giampietro:

“Dall’Italia Unita all’Europa Unita nel pensiero storico-pedagogico italiano”
(attraverso i libri della Scuola Elementare, nell’arco di due secoli)

giampietro

Questa mattina, il Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, in visita a Matera, ha incontrato i soci del Circolo Culturale La Scaletta nella sede del MUSMA - Museo della Scultura Contemporanea. Il Capo dello Stato era stato invitato dal Circolo in occasione delle celebrazioni per il 50° anniversario dalla sua fondazione; l'illustre ospite ha ricevuto in dono un piatto in maiolica raffigurante il "Carro della Bruna", realizzato dal socio Peppino Mitarotonda.
Ecco il testo del messaggio di benvenuto formulato dal Past President e socio fondatore Michele De Ruggieri, che gli ha consegnato la spilla d'oro del Circolo in qualità di socio onorario:

socioonorario

"Grazie, Signor Presidente della Repubblica, di aver accettato il nostro invito in occasione dei 50 anni di vita del Circolo La Scaletta.

In questa città nell'immediato dopoguerra abbiamo vissuto un momento esaltante prodotto non solo dalla ritrovata libertà democratica, ma alimentata anche dalla presenza di uomini che univano all'impegno politico un forte messaggio culturale. Abbiamo così avuto la possibilità di dialogare con persone come Umberto Zanotti Bianco, Carlo Levi, Adriano Olivetti, Manlio Rossi Doria (solo per fare per brevità qualche nome) e politici come Michele Guanti, Michele Cifarelli ed Emilio Colombo che da subito sono stati a noi di stimolo e di aiuto. Soprattutto mi preme ricordare Rocco Mazzarone, nostro padre spirituale, che, con gli altri, ci convinse a rimanere radicati sulla nostra terra ricca di risorse che chiedevano e chiedono solo di essere riscoperte e valorizzate.

Credo proprio, Signor Presidente, che abbiamo compiuto un buon lavoro dimostrando che nel nostro Mezzogiorno ci sono forze vive e vitali. Oggi il nostro desiderio è quello di trasmettere ai giovani questi convincimenti e questi impegni. Giovani che sono oggi terribilmente preoccupati per le incertezze del loro futuro. La Sua presenza ci gratifica e ci dà forza sia per quello che Lei rappresenta e sia per quello che Lei è: un uomo della nostra terra."

Successivamente, il Presidente Napolitano - incontrando gli amministratori locali - ha partecipato, a Palazzo Lanfranchi, ad un incontro sul tema "Turismo e Cultura". Ecco il testo dell'ìintervento del Presidente del Circolo La Scaletta, Nicola Rizzi:

Alcune interessanti considerazioni sul rapporto tra turismo, cultura ed economia a Matera sono già contenute nello studio sul "Villaggio preistorico di Murgia Timone" pubblicato nel lontano 1960 dal circolo "La Scaletta". Nell'ultimo paragrafo di questo studio si afferma:

"Se lo sviluppo dell'itinerario turistico materano potesse ampliarsi ed organizzarsi meglio, si sarà combattuta un'altra battaglia per la rinascita economica del nostro vecchio e afflitto paese. Ricordiamoci che la utilizzazione turistica del nostro patrimonio artistico, storico e sociale può contribuire sorprendentemente alla lotta contro la depressione economica"

Questo convincimento è ancora oggi valido ed è supportato dalla bontà dei risultati conseguiti. L'azione svolta in un cinquantennio di sensibilizzazione della comunità ad apprezzare il valore identitario del luogo attraverso la realizzazione di presidi e l'organizzazione di eventi culturali, ha contribuito in modo significativo a promuovere l'interesse della città verso la conoscenza e lo studio del territorio, avendo sempre come obiettivo la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale, elementi di sviluppo economico e sociale delle comunità. Il nostro impegno civile, l'impegno per la "polis" è stato sempre teso alla difesa della identità culturale della comunità sostenendo che Matera non era vergogna, non era infamia, ma una cellula ancora vitale e rappresentativa della intera umanità.

La presa di coscienza di questi valori ha rappresentato una vera "rivoluzione culturale" il cui esito ha visto l'inserimento dei Sassi di Matera e il prospiciente altopiano murgico quale riconosciuto patrimonio dell'umanità tutelato dall'Unesco. Pertanto, se si valorizzano i beni ambientali, storici e culturali di un territorio, risulta più agevole attrarre i flussi turistici e, dunque, creare sviluppo economico.

Un esempio concreto della coerenza dell'impegno profuso in questa direzione è offerto dalla Fondazione Zetema con la realizzazione del progetto denominato "Distretto Culturale dell'Habitat Rupestre della Basilicata" che valorizza i presidi culturali della linea bradanica da Metaponto fino a Melfi, passando per Matera. Su questa strada maestra, siamo felici di poterlo affermare, esiste una pluralità di soggetti e di iniziative finalizzata a esaltare il valore di autenticità che il territorio lucano possiede.

Molte associazioni sono sorte nella nostra città che, pur operando in settori diversi, non trascurano di dare alle loro iniziative quel valore culturale aggiunto che pone Matera all'attenzione del turismo nazionale e internazionale. Questo fermento ha spinto ultimamente alcune associazioni a dar vita al comitato per promuovere la candidatura di Matera a Capitale Europea della Cultura 2019, ulteriore occasione di sviluppo sociale ed economico del territorio, che, Signor Presidente, ci permettiamo di segnalare alla Sua autorevole attenzione.

In questo cammino non possiamo trascurare l'apporto degli Enti locali la cui collaborazione non è mai venuta meno e auspichiamo che in futuro possa essere ancor più fattiva e concreta, nel rispetto dei valori storici, ambientali e, consentitemi di aggiungere, di quelli urbanistici del nostro territorio.
Solo la sensibilità verso la cultura può promuovere progetti ed eventi capaci di favorire lo sviluppo civile, sociale ed economico per noi e le future generazioni.

Come affermò il mio amico Raffaello De Ruggieri, nel discorso da lui pronunciato in occasione della inaugurazione della Cripta del Peccato Originale,
"La cultura non può essere considerata un bene inerte. La cultura è condizione dell'esistenza di una comunità e il rapporto con la produzione culturale deve diventare occasione di educazione alla creatività, quale antidoto alle omologazioni, alle mercificazioni, alle massificazioni, alle oppressioni, perché la cultura è per sua natura rivoluzionaria.

La cultura rappresenta, infatti, un fattore essenziale della crescita di una società, perché il livello della cultura si è rivelato il livello nevralgico di ogni trasformazione sociale. In questo senso siamo convinti che il patrimonio culturale deve funzionare come motore educativo e creativo e che il capitale di storia di Matera deve trasformarsi nel ruolo della città per il suo sviluppo".

Abbiamo, infatti, potuto riscontrare nella storia del nostro recente passato, come la cultura sia riuscita a dare un ruolo diverso alla nostra città. I risultati sin qui raggiunti, comunque, non sono un punto di arrivo, ma costituiscono una base per la produzione di nuova cultura e il filo conduttore su cui muoversi per migliorare le condizioni di vita della nostra comunità.

L'obiettivo rimane sempre lo stesso: la conservazione e la valorizzazione del nostro patrimonio culturale, attraverso lo studio e la ricerca. Questo obiettivo è diventato modello di riferimento nel restauro della Cripta del Peccato Originale e i fecondi rapporti intessuti in questa circostanza, hanno portato il Ministero per i Beni Culturali a scegliere Matera come quarto polo nazionale del restauro e sede decentrata dell'Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro e per l'attivazione della relativa Scuola di Alta Formazione, grazie soprattutto all'impegno della Regione Basilicata e del suo Presidente Vito De Filippo, del Comune di Matera e del Sindaco Emilio Nicola Buccico e della dichiarata disponibilità di Franco Stella, Presidente della Provincia.

I Sassi "salvati" hanno portato sviluppo economico e sociale alla nostra città, attraverso flussi turistici inimmaginabili, proprio perché nel turismo culturale è la qualità dell'offerta a creare la domanda. Il completamento del recupero dell'antica città va quindi perseguito con tenacia e con opportune risorse finanziarie che ridiano forza agli strumenti legislativi che presero avvio con la legge De Gasperi-Colombo.

L'esperienza dei Sassi può essere utile, tanto per fare un esempio concreto, a "salvare" dal degrado e dalla trasformazione incontrollata un altro grande bene culturale che la città possiede e nei confronti del quale non si può rimanere inerti. Mi riferisco ai quartieri costruiti per accogliere gli abitanti dei Sassi. Quartieri progettati da illustri architetti che hanno lasciato una testimonianza fondamentale nella storia dell'urbanistica nazionale.

Quei quartieri, se salvaguardati attraverso una mirata azione culturale, porterebbero non solo a scongiurare ulteriori assalti del cemento, ma anche a portare nuovo sviluppo e nuova ricchezza alla nostra comunità, realizzando così ancora una volta il benefico binomio tra cultura e turismo."

Il 28 agosto scorso presso l'Albergo Italia, i soci del Circolo La Scaletta, nell'ambito delle celebrazioni per il 50° anniversario dalla sua fondazione, hanno premiato la socia fondatrice Prof.ssa Teresa De Ruggieri.

All'insigne studiosa e ricercatrice, pioniera dell'attività teatrale, vera calamita di memorie è stato conferito il Premio "Cinquantanni de La Scaletta" con la seguente motivazione: "Osserva con gli occhi della Mente, comprende con la forza del Cuore, parla con la voce della Ragione, ci abbraccia tutti con la generosità dell'Amore".

Detto premio consiste in un piccolo gioiello realizzato in oro dall'orafo Simeone (il distintivo del Circolo montato su spilla) a simboleggiare l'unione che la premiata ha saputo realizzare tra i soci del medesimo Circolo, incarnandone così ideali e valori.

"Bisogna riconoscere la genialità della nascita del Circolo La Scaletta in un momento storico particolare ma non ci si può fermarci qui - ha detto la relatrice dott.ssa Bruna Lapolla - e questo è un invito a tutti coloro che hanno voglia di lavorare insieme poiché il ns. patrimonio deve essere consegnato ai posteri, a quelli che hanno a cuore le sorti di Matera.

In occasione della visita alla città dei Sassi da parte di una delegazione di dodici cultori d'arte russa, presso il Circolo La Scaletta di Matera si inaugura oggi - giovedì 7 maggio - alle ore 19.00 (Via Sette Dolori, 10 - Rioni Sassi), una mostra personale di Oleg Jakhnin, professore e capo del Dipartimento di Grafica del St. Petersburg Institute for Arts and Craft, che coordina le attività artistiche del gruppo.

Un foltissimo pubblico, in gran parte inatteso, ha assistito alla presentazione dei Sassi di Matera, nella sede dell'Istituto Italiano di Cultura di Amburgo, nella serata di mercoledí 6 maggio. Nonostante i posti a sedere fossero andati giá esauriti ben prima dell'inizio dell'evento, tanta gente ha comunque deciso di restare anche in piedi o semplicemente di fare capolino dalle porte della sala delle conferenze, pur di ascoltare gli interventi tenuti da alcuni membri del Circolo Culturale La Scaletta di Matera, invitata per l'occasione dall'Associazione Basilicata e.V. di Amburgo e dall'Istituto Italiano di Cultura della stessa cittá anseatica.

Dopo l'apertura della serata da parte della direttrice dell'Istituto, la Dr.ssa Maria Mazza, ed il saluto del Console Generale di Amburgo, Dr. Lelio Crivellaro, la presentazione vera e propria della cittá dei Sassi é iniziata con la breve introduzione del presidente del Circolo Culturale "La Scaletta", prof. Nicola Rizzi. Quest'ultimo ha a sua volta introdotto i successivi interventi: il primo da parte dell'ing. Pietro Moliterni, giovane materano di 29 anni, residente ad Amburgo da alcuni anni e membro sia dell'Associazione Basilicata e.V. di Amburgo che de La Scaletta di Matera, il quale ha fatto un excursus sulla storia della storico circolo materano, che proprio quest'anno compie 50 anni dalla sua fondazione. Il secondo intervento, piú articolato ed approfondito, é stato tenuto dalla Dr.ssa Maria Teresa Cascione, anch'essa associata de La Scaletta, la quale ha descritto, spesso con dovizia di particolari e con l'aiuto di spettacolari fotografie, la storia di Matera, dalla preistoria fino ai giorni nostri, passando attraverso la civiltá rupestre e le sue massime espressioni artistiche.

Al termine della lezione il pubblico é stato allietato con una ricetta tipica della nostra cultura contadina: pasta e ceci, con alcuni ingredienti, come i ceci e l'olio, fatti pervenire direttamente dalla Lucania. Il cuoco della serata é stato Mimmo Mazziotta, originario di Montescaglioso ma residente ad Amburgo da tantissimi anni, apprezzatissimo cuoco di successo nella cittá anseatica. Il vino Aglianico ha accompagnato la degustazione culinaria.

È stata indubbiamente una serata da incorniciare, in grado di destare grande interesse nel pubblico presente. Sono stati infatti non pochi quelli che, parlando a latere della presentazione con gli organizzatori della serata, hanno chiesto maggiori informazioni su come poter raggiungere la nostra cittá.

"È un esempio di come la cooperazione tra associazioni lucane sparse nel mondo, con il supporto di istituzioni ufficiali italiane, possa fornire pubblicitá alla nostra bellissima cittá con costi relativamente contenuti" - é il commento a caldo dell'ing. Pietro Moliterni, il quale ha aggiunto che gli piacerebbe vedere piú spesso il governo regionale lucano e nella fattispecie la commissione dei lucani all'estero utilizzare le decine di associazioni lucane sparse nel mondo come ponti di collegamento per la realizzazione di azioni ed iniziative di "marketing culturale lucano" all'estero.

"La Scaletta DI MATERA" di Michele Fumagallo

Cinquant'anni fa, dall'effervescenza di un gruppo di giovani, nacque un circolo culturale per impedire che la storia racchiusa tra i Sassi si perdesse definitivamente. Un lavoro che continua

Indubbiamente gli anni dell'immediato dopoguerra hanno costituito un momento fondamentale per la storia di Matera. E' da lì che parte tutto un excursus che porterà, nel bene e nel male, a un ridisegno nuovo della città. Una città del tutto particolare, con i quartieri antichi dei Sassi allora sovrappopolati (15 mila abitanti), con un ribollire di iniziative e speranze tipiche del dopoguerra, con la lungimiranza di minoranze intelligenti e combattive e con il pressappochismo e la superficialità, pur in un discorso di progresso, di maggioranze che non vedevano l'ora di liquidare un passato e una storia che, pur piena di miseria e di ingiustizie da avversare, era stata densa di senso e di civiltà. L'evacuazione degli abitanti dai Sassi, lo spegnimento totale dei quartieri popolari più vivi della città fu insieme una necessità e un errore. Necessità perché le esigenze abitative e di sviluppo portavano a un forte ridimensionamento della capacità abitativa e di vita dei Sassi. Errore perché il risanamento e la ristrutturazione dei Sassi esigevano sì un ridimensionamento drastico dei suoi abitanti ma non la cancellazione totale di ogni forma di vita abitativa.

Quando i Sassi cominciarono a spegnersi e le persone scambiarono la loro casa con quella costruita in quartieri fuori città (La Martella, e altri) questo passaggio, e quello che portava con sé, sembrò qualcosa di non pienamente risolto, ed ebbe anche da subito il sapore del progresso malato. Come, del resto, capitò in buona parte d'Italia nel rapporto tra il vecchio e il nuovo, sia pure in situazioni meno drastiche di quelle materane. Quando tutto prese la strada scelta dal governo De Gasperi dei primi anni 50, cambiò definitivamente la storia della città. Subentrò allora in alcuni il tentativo di riprendere in mano la storia dei Sassi e di darle un futuro di risanamento e di rinascita. Poi sarebbero venuti gli anni dell'emigrazione, gli anni dell'abbandono e della morte dei quartieri. In questo coacervo di contraddizioni e di culture che cercavano il contatto con la grande cultura nazionale, accanto a gruppi e minoranze di già consolidata tradizione, alcuni giovani diedero vita al circolo culturale «La Scaletta» nel lontano 7 aprile del 1959. Cioè cinquant'anni fa. Un compleanno che gli ormai attempati ex giovani, insieme ad altri giovani che nel frattempo si sono aggregati, celebreranno per alcuni mesi con appuntamenti di rilievo, mostre e convegni. Una storia che ha un segreto: lo straordinario incontro tra il patrimonio intellettuale di persone che negli anni del fascismo e della guerra non avevano avuto la possibilità di manifestarsi ed un gruppo di giovanissimi pieni di curiosità e di speranza per il nuovo scenario di vita che la ritrovata democrazia stava tracciando. Fu questo che costituì evidentemente il lievito che produsse un impegno culturale che ha lasciato il segno. Il lascito de «La Scaletta» non è solo di dibattiti o di organizzazione di mostre ed altro, ma è una storia di lavoro sulle strutture, di scoperte fondamentali (tante chiese rupestri, ad esempio), di messa a punto di luoghi ed edifici (il museo della scultura contemporanea Musma, aperto tre anni fa nel Palazzo Pomarici, è l'ultima creatura del circolo). Ma poi le mostre più significative che hanno attraversato le splendide chiese rupestri dei Sassi portano il marchio del circolo.

«Il fermento politico, le rivendicazioni sociali, le occupazioni delle terre - dice Michele De Ruggieri, tra i fondatori del circolo - , la forte richiesta di riscatto delle classi subalterne confinate in un luogo che conservava tutto intero il dolore, la povertà e la disperazione, richiamarono politici, studiosi, giornalisti, organizzazioni nazionali ed internazionali». E così di Matera, i cui Sassi erano stati portati alla ribalta dal memoriale di Carlo Levi, si occuparono politici del calibro di Palmiro Togliatti e Alcide De Gasperi, e intellettuali di varia collocazione come Carlo Levi, Ernesto De Martino, Friedrich Friedmann, Rocco Mazzarone, Manlio Rossi Doria, Umberto Zanotti Bianco, Adriano Olivetti, Leonardo Sacco, più in là Pier Paolo Pasolini e tanti altri. «Questo scenario così ricco di fermenti e di stimoli - continua De Ruggieri - non poteva esaurirsi senza lasciare traccia: divenne infatti una specie di incubatrice dove prese forma la curiosità, poi l'impegno di un gruppo di giovani che alla fine degli anni cinquanta si posero una semplice quanto fondamentale domanda: chi siamo, siamo figli della miseria o siamo figli della storia? La risposta di quei giovani fu eloquente e molto pratica e portò alla decisione di costituire un gruppo per la ricerca e lo studio del patrimonio storico e culturale del territorio per poi redigere un progetto di valorizzazione». Sì, sicuramente gli anni del lungo dopoguerra sono quelli più ricchi di fermenti a Matera, quelli a cui bisogna ritornare sempre se si vuol capire la storia di oggi, se si vogliono correggere anche gli errori di quel ricco passato e di una contemporaneità piena di rischi, bloccata in una palude senza futuro. Nacque dunque in quel lontano aprile 1959 l'idea di costituire un circolo culturale che prese subito il nome di «La Scaletta» perché ubicato, nella sua prima sede, in un seminterrato dove si accedeva attraverso degli scalini. L'associazione di fatto era già sorta nel 1958 ma l'atto costitutivo e lo statuto furono formalizzati dalle assemblee del 7 e dell'11 aprile dell'anno dopo. Ma come mai un gruppo piuttosto numeroso e compatto di giovani affrontò un così impegnativo progetto? Essi avevano avuto una esperienza di filodrammatica e quindi un lavoro di gruppo quanto mai utile per la formazione dello spirito di ricerca e di rapporto con la comunità.

«Cambiando l'oggetto del progetto - riprende De Ruggieri - non cambiò né il gruppo né il metodo di lavoro. Si aggiunse, invece, un altro importante elemento: la consapevolezza di svolgere un ruolo a favore della propria terra. In questa prospettiva il gruppo cementò la propria compattezza e si nutrì di ulteriori stimoli». La prima occasione fu offerta dalla collaborazione ad Umberto Zanotti Bianco per l'organizzazione del 1° convegno di storiografia lucana. I componenti del gruppo erano tutti disoccupati, studenti universitari o studenti medi, con un solo impiegato di 28 anni, capo riconosciuto. Il segreto del successo del Circolo fu probabilmente quello di attirare l'attenzione di un certo numero di esperti e intellettuali che si lasciarono coinvolgere generosamente nel dibattito con i più giovani. Da ricordare le serate trascorse a discutere sui progetti per il possibile avvenire della città e dei suoi quartieri antichi. Il medico-sociologo Rocco Mazzarone, l'enciclopedico Eustachio Tortorelli, il politico Michele Guanti (diventerà senatore per il PCI), Nicola De Ruggieri persona di ampia cultura, l'architetto ed urbanista Vincenzo Baldoni, furono le persone (oggi si chiamerebbero tutor) più assidue. Sin dall'inizio il Circolo approfondì le tematiche ritenute più importanti per il territorio. Dopo aver esplorato le emergenze preistoriche con lo studio sul villaggio neolitico di Murgia Timone, fu compiuto un lungo studio sulle chiese rupestri del materano che si concluse con una pubblicazione del 1966 che ancora oggi costituisce punto di riferimento per gli studi sulla civiltà rupestre. Su questa scia si sono mosse le successive iniziative: dalla ricerca sulle masserie fortificate ai problemi della conservazione e del restauro ed alle varie forme di diffusione della conoscenza del patrimonio culturale della città e, in particolare, del recupero della memoria storica contenuta nei Sassi di Matera. Per dare poi un forte segnale alla città il Circolo acquistò nel 1972 un palazzo nel Sasso Barisano trasferendovi la sede e le attività. Nel 1978, in collaborazione con il Comune, il Circolo allestì, nella sua nuova sede, l'esposizione degli elaborati del Concorso Internazionale previsto dalla legge per il recupero e la valorizzazione dei Sassi. Un'altra sezione approfondì e verificò gli studi e i programmi di sviluppo socio-economico che venivano prodotti in Basilicata. Furono curate 16 monografie che costituirono una sorta di anteprima al Piano Regionale (1964-65). In base a queste esperienze il Circolo ha continuato ad interessarsi dei vari problemi come, la difesa e valorizzazione dell'ambiente. La costituzione del Parco Nazionale del Pollino e del Parco della Murgia Materana e la difesa del metapontino dove la Liquichimica voleva realizzare un devastante intervento, hanno visto i soci del Circolo partecipare alle (vittoriose) battaglie. Recentemente il Circolo ha aderito alle giornate di Scanzano contro il progetto del deposito delle scorie nucleari.

Altri soci hanno curato i rapporti con il mondo della cultura nazionale ed internazionale, con particolare riferimento alle arti visive. Oltre ad innumerevoli mostre di famosi artisti (Gentilini, Perilli, Ortega, Maccari, Calabria, Cantatore, Zancanaro, Del Pezzo, Guerricchio), nel 1978 fu realizzata nei Sassi e sul prospiciente altipiano murgico l'esposizione di undici grandi sculture di Pietro Consagra. Per l'occasione fu redatto un documento chiamato «La carta di Matera», per la salvaguardia dei centri storici. Oltre che da Consagra ed Andrea Cascella il documento fu sottoscritto da numerosi artisti e presentato a Venezia. La mostra di Consagra fece scoprire come la scultura contemporanea ben si inseriva in un antico ambiente rupestre. Nacque così l'idea di utilizzare i monasteri rupestri della Madonna delle Virtù e di San Nicola dei Greci (restaurati da La Scaletta nel 1967) quali luoghi di esposizione di opere di scultura di artisti contemporanei. Lo storico dell'arte Giuseppe Appella si impegnò al progetto e nel 1987 si dette inizio alle «Grandi mostre nei Sassi» che ogni anno in estate presentano importanti momenti dell'arte contemporanea nel mondo. «Di una cosa siamo sicuri - dice l'attuale presidente del circolo Nicola Rizzi - : il nostro lavoro può avere un futuro nel gruppo di giovani che si sono aggregati attorno a noi. Può avere un futuro se continuerà il rinnovamento della memoria storica dei fatti più importanti che hanno caratterizzato la storia della città. Può avere un futuro se persisterà nella difesa dell'ambiente più tipico del nostro territorio».

Nei 50 anni di vita il Circolo è diventato un punto certo di riferimento dell'impegno civile e culturale della città: tra le tante personalità che sono state ospitate si ricordano il poeta Alfonso Gatto, i giornalisti Andrea Barbato, Gaetano Tumiati, Vittore Fiore e Giovanni Russo, tra i politici Umberto Terracini, Emilio Colombo e Michele Cifarelli, gli studiosi del territorio Manlio Rossi Doria e Aldo Musacchio, il designer Mario Cresci, lo storico dell'arte Michele D'Elia, gli archeologi Eleonora Bracco, Dinu Adamesteanu ed Elena Lattanzi. L'ultimo abbraccio poetico è stato dato ai soci del circolo da Tonino Guerra. Naturalmente l'avventura de «La Scaletta», dentro una città passata da «vergogna nazionale» a «patrimonio dell'umanità» tutelato dall'Unesco, continua.

la-scaletta-logo

Uno scrittore che ha investito molto sul mondo virtuale e della comunicazione e un poeta che ha scelto l'anonimato più assoluto. Lorenzo Laporta e Framarò, due personalità agli antipodi, accomunate solo dalla passione per la scrittura, saranno i protagonisti venerdì 19 dicembre alle 18,30 presso il Circolo La Scaletta di Matera (Via Sette Dolori, 10 - Rioni Sassi) della presentazione incrociata dei libri "Le parole della pioggia" (Il filo edizioni) e "I primi 96". L'evento è promosso dal Circolo Culturale La Scaletta ed è realizzato in collaborazione con la giornalista Rossella Montemurro.
Lorenzo Laporta, poeta e scrittore, è nato a Taranto il 16 settembre del 1981. Dopo la maturità classica, conseguita nel 2000, si è trasferito a Napoli, dove si è laureato in Scienze Internazionali e Diplomatiche. Appassionato di cinema, storia dell'arte e lingue straniere, ha iniziato a scrivere per diletto all'età di quindici anni. Qualche anno dopo ha incontrato a Taranto il narratore e poeta italiano Roberto Pazzi, con il quale ha stretto un profondo rapporto epistolare.
Proprio Pazzi, nel 1999, ha scritto una presentazione sulla prima opera poetica del giovane Lorenzo, la silloge L'uomo solo (Scorpione, 1999). Sue liriche inedite vengono pubblicate sull'antologia dei poeti "La Vallisa" (Bari). Tra segnalazioni e premi ottenuti, il 1° Premio "Pirandello" (Agrigento, 2000). Esordio in narrativa col romanzo prefato da Romano Battaglia per i tipi della Bastogi, dal titolo "Déjà-vu" (Foggia, 2003). "Le parole della pioggia" è stato presentato presentato alla Fiera di Torino e già in sedici città italiane. Con questo romanzo ha ottenuto la promozione ufficiale MySpace Italia e l'invito di Città del Libro di Campi Salentina. Vive e lavora a Taranto dove collabora con mezzi d'informazione e operatori culturali. Il suo sito internet è: www.myspace.com/lorenzthedoor

Framarò, poeta, autore de "I primi '96". Ha scelto rigorosamente l'anonimato.

lepa

fram