COMUNICATI

COMUNICATI (86)

 

Al Circolo Culturale La Scaletta di Matera è in programma, dal 24 al 31 maggio prossimi, una mostra di pittura dell'artista potentino Pasquale Belmonte. Il lirismo cromatico che si ritrova nelle tele esposte proporrà l'inconscio sulle pareti di tufo del circolo, e sarà una verifica del paesaggio, dalle infinite sfaccettature coloristiche, che metterà di fronte il reale e l'irreale. In questo mistico confronto il dipinto si proporrà in una allegoria di toni dove il dominio dello spazio della tela non ha misura.
belmonte

L'esposizione aiuterà a scoprire un mondo sensibile nell'equilibrio della tavolozza materica che fonde l'intensità dei colori, dei cieli che si armonizzano ai prati, case come arca in cui tutto è custodito: il bene e il male, nella libertà fantastica dei contrasti.

Sfogliando il ricco catalogo firmato da padre Tarcisio Manta e da Piero Ragone, si leggeranno le quadricromie che fanno esplodere le masse, le forme, le geometrie disegnate e sognate.

La mostra sarà inaugurata - alla presenza dell'artista - sabato 24 maggio alle ore 18:00, nella sede del Circolo Culturale La Scaletta, in via Sette Dolori 10, nei Sassi di Matera, e resterà aperta nei giorni feriali dalle ore 18.00 alle ore 20:00 sino al 31 maggio 2008.

 

All'interno del nuovo ciclo denominato "Caleidoscopio Lucano", il Circolo La Scaletta ha in programma - nel mese di maggio - un percorso culturale di quattro appuntamenti, avente per tema "La magia nell'antichità" e curato da Maria Torelli, antichista e studiosa di filologia classica. Sarà delineato l'antico sentire collettivo attraverso credenze, magie, riti le cui proiezioni permangono nella cultura popolare del Mediterraneo.

Il primo appuntamento, in programma domenica prossima - 4 maggio - con inizio alle 19:00, tratterà "Il sentire magico nel Mediterraneo da Omero all'età tardo-antica". Seguiranno gli altri incontri su "Maghi di Grecia" (lunedì 12 maggio), "Medea: storia di una maga" (lunedì 19 maggio) e "Maghi a Roma" (lunedì 26 maggio), sempre allo stesso orario, nei locali del Circolo La Scaletta, Via Sette Dolori, 10 - Rioni Sassi di Matera.

 

Si è tenuta sabato sera, 13 aprile, a Matera, la presentazione del libro "Come le rondini" di Antonella Panetta, un appuntamento del "Caleidoscopio Lucano" in programma al Circolo La Scaletta della città dei Sassi. Nell'ambito di tale iniziativa culturale, Daniela De Fina ha introdotto la lettura di alcuni brani del testo, partecipando al pubblico le sue personali impressioni sull'opera proposta. Ecco il testo integrale dell'intervento di De Fina:

"Da lettrice del libro di Antonella Panetta, Come le rondini, mi sono sentita subito a mio agio ed appagata, come mi capita spesso quando, varcata la pagina, mi inoltro nel mondo delle lettere e della scrittura. Più difficile è stato calarmi nei panni di presentatrice del libro, per la novità dell'esperienza certo ma soprattutto perché la presentazione di un libro mi è parsa da subito cosa delicata e complessa. Se è vero che tra autore e fruitore dell'opera d'arte si stringe un tacito patto, una complicità solidale che ne interpreta ed integra il senso, portare al pubblico questo rapporto, così intimo e unico, aveva ai miei occhi un che di arbitrario e di violento.

È un fatto che il modo migliore, forse l'unico, per avvicinarsi ad un libro, è leggerlo.

Tanto più se, come in questo caso, si tratta di un libro di poesie, dal linguaggio così carico di suggestioni, potenti e sottilissime, che si teme di infrangerlo, tentando commenti e interpretazioni.

Nella mia presentazione, pertanto, mi limiterò ad un semplice invito alla lettura, offrendovene semmai alcune chiavi, nessuna delle quali ferrea né univoca, che aprano il momento topico 'dalla parola all'ascolto'.

Prima di avvicinarci all'opera, mi pare utile e opportuno fornire qualche informazione sull'autrice. Antonella Panetta è una poliedrica artista lucana, poetessa e pianista, attrice, cantautrice e cantante la quale, dopo il libro Nilufer del 2002, nel 2007 ha pubblicato con Arduino Sacco Editore la bella raccolta di poesie Come le rondini.

Il progetto editoriale comprende, oltre al libro, un cd audio contenente canzoni scritte e interpretate da Antonella, accanto a versioni di canzoni italiane d'autore (Sergio Endrigo, Luigi Tenco).

Come le rondini raccoglie una trentina di liriche in cui confluiscono svariati temi di vita, tracce esteriori, orme e sentori che scavano nell'interiorità e si fanno presenza, memoria indelebile.

La misura del verso, elegante e sottile pur sotto il peso di un sentire profondo, si allunga talora in poesie-preghiera, suggellate da un liturgico "amen".

A ciascuna poesia è associato un toponimo, il nome di una località geografica, quasi sempre della Lucania, tranne in due casi, Catania e Milano, a delineare - come ha giustamente notato il Presidente delle regione Basilicata Vito De Filippo nella prefazione al libro - una straordinaria "geografia dell'anima".

Il gusto della parola precisa, evocativa ma esatta, disegna le immagini limpide dell'armonia con la natura e dell'amore panico, laddove anacoluti e incongruenze sintattiche, distorsioni verbali ("come se il mare ti nascesse", "resto qui a giocarti i pensieri", "ti scivolerei")e aberrazioni linguistiche sono le increspature dell'anima e suoi intimi moti, nuvole di un'interiorità in tempesta.

Insistita, tra le figure di suono, è l'allitterazione mentre l'anafora, ripetizione di parole e di intere frasi, ora ritornelli ora interrogativi retorici, si cristallizza da un componimento all'altro in vere e proprie parole-chiave, nodi semantici ricorrenti. Uno per tutti, la "terra", emblema di fertilità (la magna mater Cibele di antica memoria) ma anche e più semplicemente, nei versi di Antonella, l'approdo sicuro, dove è dolce atterrare al termine di un volo o di un naufragio.

Ispirati flussi di coscienza, rare volte disgiunti dalla realtà concreta delle cose, si avvalgono di un uso parco e sapiente dell'asindeto, dove la congiunzione si scarnifica fino a scomparire.

La pesantezza, chiamata in causa e maledetta, è proprio allora esorcizzata, perché, anche nei momenti più patetici e intensi, nelle poesia di Panetta prevale la levità, la leggerezza di parole- farfalla, meglio, di parole-rondini che non si piegano al peso della realtà, delle gravi leggi del vivere che nel mondo della scrittura non hanno diritto di cittadinanza.

Anche la tristezza, presunta cifra distintiva della letteratura lucana e più ancora della sua retorica, si supera nella malinconia, la tristezza riscattata dalla levitas, diventata leggera.

Giunti a questo punto, credo che ogni ulteriore tentativo critico e interpretativo sarebbe superfluo, laddove la poesia , nel cui alveo con tutto merito e onore si collocano le parole e le note di Antonella Panetta, aspira ad essere assolutamente essenziale nella sua bellezza.

A Voi, dunque, il piacere e la libertà di seguirci lungo questo percorso letterario, ciascuno cittadino lucano e del mondo, del mondo e dell'anima, costruttore di un senso che è bello realizzare e condividere insieme, poeta e lettore, uniti in un salto, un palpito, un volo "come le rondini"."

Circolo Culturale La Scaletta e Skenè presentano

"Percorsi Letterari. Dalla letteratura all'ascolto"

Domenica 10 febbraio 2008 ore 17:30
Circolo La Scaletta via Sette Dolori, 10 - Matera
DIARIO PROFETICO DI MOSHE FLINKER

Riflessioni di un giovane ebreo nell'Europa nazista.

Nel diario di Moshe Flinker il "trinomio" rappresenta la peculiarità dell'interiorità del suo protagonista, caratterizzato dalla Cheduscià, in ebraico santità, ovvero ricerca di perfezione in se stessi ed elevazione verso Dio.

Un trinomio costante: l'Io - la Famiglia - il Popolo d'Israele.

Un trinomio inquietante: Nostalgia dellantico Israele - Terrore della Germania Nazista - Sogno della Palestina.

Un trinomio devastante: Pregiudizio - Antisemitismo - Divieti.

Un trinomio caratterizzante: Popolo - Fede - Unità.

Un trinomio ebraico: Uomo - Torah - Dio.

"Un profeta ebraico in età moderna, una coscienza di purezza adamantina, una creatura umana umile e tormentata... un pensatore forte e intrepido". (Italo Alighiero Chiusano)

logoscalettasmallIl Circolo La Scaletta ha inviato una lettera aperta ad assessori e consiglieri comunali, provinciali e regionali per sollecitare la formalizzazione delle delibere inerenti l'istituzione a Matera del Centro di Alta Formazione Specialistica dell'Istituto Centrale del Restauro. Ecco il testo integrale della nota: "Questo Circolo sente l'urgenza di segnalare una questione di assoluta rilevanza regionale la cui soluzione sembra allontanarsi irreparabilmente. Infatti è noto che il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha gratificato la Basilicata scegliendo di istituire in Matera la Scuola di Alta Formazione Specialistica, quale sede distaccata dell'Istituto Centrale del Restauro di Roma, a servizio dell'intero Mezzogiorno d'Italia e dei territori extra-comunitari che si affacciano sul Mediterraneo."

"Questa scelta è finalizzata alla creazione di un'area eccellente di ricerca e di innovazione per la conservazione del patrimonio culturale, nonché deputata al rilascio del diploma di laurea quinquennale in restauro.

L'iniziativa nasce nel rispetto del nuovo codice dei beni culturali e del paesaggio, prevedente la creazione di centri, con la partecipazione di soggetti pubblici e privati, cui affidare attività di ricerca, sperimentazione, studio, documentazione ed attuazione di interventi di conservazione e restauro sui beni culturali di particolare complessità, nonché ove accreditare, ai sensi del comma 9, dell'art. 29 del richiamato testo unico, scuole di alta formazione per l'insegnamento del restauro.

La Regione Basilicata ha favorito questa scelta strategica, per divenire l'area meridionale di riferimento per le politiche di ricerca e di insegnamento del restauro del patrimonio culturale, coinvolgendo in tale progetto la Provincia e il Comune di Matera.

In tale prospettiva, la Regione Basilicata si è fatta carico di coordinare questa intesa tra enti pubblici e privati, siglando, in data 19 febbraio 2007 un protocollo d'intesa con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, l'Istituto Centrale del Restauro, la Provincia di Matera, il Comune di Matera e la Fondazione Zétema di Matera. In tale protocollo tutti i soggetti sottoscrittori si impegnavano alla più alta e proficua collaborazione al fine di avviare tutte le attività per la costituzione del Centro per la Conservazione e il Restauro nella città di Matera, nonché l'annessa Scuola di Alta formazione e Studio per l'insegnamento del restauro e della conservazione del patrimonio culturale.

La commissione paritetica preposta alla stesura della convenzione, contenente i ruoli e gli impegni dei soggetti sottoscrittori, presieduta dal Dirigente Generale dell'Assessorato alla Cultura, ha ultimato i lavori il 16 novembre 2007, elaborando un testo concordato di tale patto operativo.

In forza dell'impegno sottoscritto e per accelerare i tempi di attuazione, la Regione Basilicata, ha già trasferito alla Provincia di Matera l'edificio ove sarà ubicato il Centro di Alta Formazione e, nell'accordo quadro Stato-Regione, ha destinato l'importo di €. 1.000.000,00 per completare ed adeguare gli spazi della ricerca e dell'insegnamento.

La predisposta convenzione, tra l'altro, prevede che il Ministero con proprio decreto si impegna a istituire nella città di Matera, entro due mesi dalla firma dell'atto, la sezione distaccata della Scuola di Alta Formazione e Studio dell'Istituto Centrale per il Restauro.

Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, l'Istituto Centrale del Restauro e la Fondazione Zétema hanno deliberato e sottoscritto la convenzione sin dallo scorso mese di dicembre, la Provincia di Matera ha deliberato in data 29 gennaio 2008, mentre non lo hanno a tutt'oggi fatto la Regione Basilicata e il Comune di Matera.

Tali ritardi possono pregiudicare il compimento di un progetto così ambizioso e così rilevante per la Regione Basilicata poiché deputata a divenire punto di riferimento dell'intero Mezzogiorno d'Italia per la ricerca e l'insegnamento del restauro.

Infatti l'approvazione e la sottoscrizione della predisposta e concordata convenzione si rivela urgente e immediata in presenza della crisi del Governo nazionale e degli ufficiali e pubblici impegni assunti dal Ministro Francesco Rutelli per tale progetto. La preoccupazione è forte poiché una diversa rappresentanza politica del Ministero per i Beni e le Attività Culturali potrebbe mutare l'attuale indirizzo, anche in presenza di conosciute pressioni di altre regioni meridionali che si sono candidate a ospitare una scuola di tanta importanza.

Per queste ragioni si impone l'immediata approvazione da parte della Regione, della Provincia di Matera e del Comune di Matera della definita convenzione e della contestuale sottoscrizione, per non correre il rischio di subire la sottrazione di un'area di eccellenza che darebbe alla Basilicata e Matera il ruolo di centro di riferimento dell'intero Mezzogiorno nelle strategiche politiche della conservazione del patrimonio culturale e della formazione di profili professionali richiesti dal mercato del lavoro nazionale ed europeo.

Perdere questa funzione e questa occasione sarebbe a dir poco un suicidio politico, ma soprattutto civile."

Riprendono il prossimo 21 gennaio, con inizio alle ore 18:30, gli appuntamenti del lunedì presso il Circolo Culturale La Scaletta, in Via Sette Dolori 10, nei Rioni Sassi di Matera. Carla Benincasa tratterà l'argomento "Il Clima: definizione e conseguenze nel quotidiano del pianeta".

La conversazione comprenderà la definizione del clima, la spiegazione dello stesso e della flora tipica del nostro Paese, le conseguenze delle mutazioni. Saranno, altresì, analizzati lo status della popolazione, di tutte le strutture geografiche in funzione della nuova realtà dell'atmosfera. Un accenno significativo sarà dedicato alla fisiologia climatica per meglio far comprendere la stretta connessione tra clima e l'etnoantropologia del Pianeta in generale e dell'Italia in particolare.

Inoltre, al fine di una più valida presentazione dell'argomento, sarà presentata la sintesi di due favole di cui la Benincasa è autrice. La prima analizza il destino degli ulivi millenari alla luce di talune recenti scelte non esattamente a norma, la seconda le conversazioni fra le piante erbacee di un prato ove vengono descritte le qualità organolettiche di alcune di esse. Tale dissertazione - completando, brevi manu, ulteriori aspetti direttamente derivanti dal clima - sarà utile per una più approfondita conoscenza e conseguente rispetto dell' ambiente che ci circonda.