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Tutto il dramma dei migranti morti nel tentativo di raggiungere l’Europa racchiuso in una mostra dal titolo “Sulle sponde di questo mare” di  Ferruccio Orioli, inaugurata lo scorso 12 luglio  presso la storica sede del Circolo La Scaletta, in via Lucana n.9, ribattezzata “La Scaletta Old”. Un luogo simbolo, che ha fatto la storia della città di Matera, frequentato da importanti esponenti del mondo della politica e della cultura, protagonisti del fermento culturale del secondo dopoguerra. La sede, dopo quasi cinquant’ anni, torna a ospitare iniziative culturali, affiancando e arricchendo l’attività del Circolo La Scaletta di via Sette Dolori, 10. A dare il via è l’esposizione di acquerelli, realizzati tra il 2013 e il 2019, di Orioli, a cura di Giancarlo Ferulano, che denuncia con forza e garbo la tragedia delle guerre, dei muri, delle migrazioni e della “non accoglienza”. Temi antichi e sempre attuali che si coniugano con la dimensione mitica delle civiltà delle diverse aree dei mari Mediterraneo, Egeo, Tirreno e Adriatico. Dal 1993 fino al primo aprile di quest’anno sono stati 36.570 i migranti, richiedenti asilo e rifugiati morti nel tentativo di raggiungere l’Europa, secondo i dati pubblicati dalla Ong UNITED for Intercultural Action. Una cifra che inchioda descritta attraverso una lunghissima lista, esposta in un pannello della mostra, con nomi, genere, età, paese di provenienza e causa di morte delle vittime, non più solo numeri, ma persone. Accanto alla morte e alla disumanità di tale tragedia l’artista ha collocato la vita, un’umanità accogliente rappresentata da tre opere inedite, la madre araba, le madri cicladiche e la madre sarda. Tre figure che sembrano pronunciare il commento sonoro “Abbiamo partorito a milioni sulle sponde di questo mare per vivere in pace”, diffuso in sala in italiano, inglese, sardo, greco e arabo.  La mostra, che potrà essere visitata fino all’11 settembre 2019, costituisce il secondo capitolo dell’esposizione “Noi di qua, voi di là”, che si è conclusa a Napoli all’inizio del 2019.  

L’esposizione materana rappresenta un ritorno per Ferruccio Orioli, architetto e artista veneziano che dopo la laurea presso l’Università IUAV di Venezia, a metà degli anni ’60 entra a far parte del gruppo POLIS, laboratorio di ricerca e progettazione, guidato da Aldo Musacchio, tra i più importanti esponenti della cultura meridionalista. Con il gruppo POLIS ha lavorato per alcuni anni a Tricarico e poi a Matera con il gruppo di progettazione IL POLITECNICO, che nel 1971 ha realizzato il documento “Rapporto su Matera”, uno studio sulla realtà socioeconomica ed urbanistica della Città dei Sassi, richiesto dal Comune nell’ambito della redazione della Variante Generale al Piano Regolatore. Alla professione di architetto, svolta anche a Roma e Napoli, Orioli ha sempre affiancato la grande passione per l’arte che utilizza come strumento di condivisione e impegno civile.

Orari mostra

Lun-sab  Mattina su prenotazione; Pomeriggio 18-20

Per informazioni e prenotazioni

Circolo La Scaletta  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.;

Martedì, 09 Luglio 2019 08:10

Matera ricorda Constantin Udroiu

 

Una mostra e un libro dedicati all’eclettico artista rumeno

S’inaugura venerdì 12 luglio alle 19 l’antologica “I colori del cuore. Omaggio a Matera e alla Basilicata” di Constantin Udroiu ospitata nella storica sede del Circolo La Scaletta, in via Sette Dolori 10, fino al prossimo 21 luglio.

L’esposizione, a cura di Ida Valicenti, comprende trenta opere dell’artista di origine rumena, scomparso a Roma nel 2014. Saranno esposte grafiche e pitture su tela, tavola e cristallo in cui vibrano i colori del Sud e si riconoscono quei luoghi del cuore della Basilicata, dove Udroiu ha lasciato un ricordo indelebile.

L’esperienza del carcere in Romania come dissidente politico arricchì la sua pittura di una forte spiritualità che promana dai bellissimi affreschi e le icone su legno che ancora oggi è possibile ammirare in varie località della regione, come Matera, Montescaglioso, Potenza, Satriano, Melfi, Genzano di Lucania, Bernalda, Metaponto, Montalbano Jonico e Ferrandina. Di Accettura (Mt) diventò cittadino onorario per l’affresco dedicato alla Festa del Maggio, realizzato nel 1976 sulla facciata del Municipio.  Anche Accettura il prossimo 11 luglio alle 17 ricorderà l’eclettico artista nell ‘ambito di un convegno dedicato alla sua arte durante la permanenza in Lucania, in cui sarà presentato il volume “Constantin Udroiu – I colori del cuore”, a cura di Luisa Valmarin, sua moglie, e Ida Valicenti.

Ha scritto di lui il poeta Dante Maffia “Ciò che più affascina ed attrae nella pittura di Udroiu è quello che è stato definito “l’entusiasmo dei colori”, impasti che sembrano vibrazioni cangianti di cielo, accostamenti dolci o violenti che riescono a esprimere al meglio la sostanza di un’anima alla perenne ricerca di un approdo assoluto…. in cui il sacro e profano sono indissolubili in una comunione che non trascura mai l’aspetto umano”.

 

Trasferitosi in Italia nel 1971 Constantin Udroiu è stato uno dei più fecondi artisti della diaspora rumena che ha riservato, nella sua produzione, un ruolo centrale all’icona bizantina e alle proprie radici, creando un ponte tra Oriente e Occidente.

Ha eseguito affreschi in chiese rumene bizantine ed italiane, oltre che in vari edifici italiani, pubblici e privati. Fra questi vanno ricordati soprattutto gli affreschi che rappresentano L’Ultima cena e la Cena in Emmaus eseguiti nel 1990 nel Seminario nuovo di Benevento, inaugurati e benedetti da S. Giovanni Paolo II.

Tra le oltre duecento mostre realizzate, di cui moltissime in Italia, le più significative all’estero sono state allestite a Parigi, Lutry, Avignon, Amsterdam, Bordeax, Carpentras, Atene, Barcellona, Lisbona e, dopo la caduta del regime comunista in Romania, a Târgoviște e Cluj Napoca. Le sue opere sono esposte nei musei di molte città in Romania, Francia, Portogallo e Italia e in numerosissime collezioni pubbliche e private in diversi Paesi del mondo. Insignito di numerosi premi nazionali e internazionali, il Maestro ha fatto parte del Senato dell’Accademia Internazionale di Arte Moderna di Roma.

 

All’inaugurazione dell’esposizione materana interverranno: Francesco Vizziello, presidente del Circolo La Scaletta, Luisa Valmarin, moglie dell’artista, la curatrice Ida Valicenti, Mons. Pierdomenico Di Candia, Vicario generale dell’Arcidiocesi di Matera-Irsina, Goffredo Palmerini, giornalista e scrittore, Luciano La Torre, presidente dell’Associazione “Arte per la Valle”.

L’antologica è organizzata dal Circolo La Scaletta con il patrocinio di: Ambasciata di Romania nella Repubblica italiana, Ambasciata di Romania presso la Santa Sede, Comune di Matera, Accademia Internazionale di Arte Moderna, Accademia di Romania in Roma, Associazione italiana di studi del Sud-Est europeo, Associazione italiana di Romenistica e Associazione “Nikopeia”.

La mostra potrà essere visitata dal lunedì al venerdì 10-13 e 17-20, il sabato e la domenica su prenotazione. Ingresso libero

 

Per informazioni e prenotazioni:

Circolo La Scaletta:

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; 0835.336726

 

Ufficio stampa Circolo La Scaletta

 

L’artista presenterà in anteprima un episodio del ciclo di opere dedicato a Matera

Lunedì 22 luglio alle 19 a Matera presso gli Ipogei Motta, via San Bartolomeo 46 (via Ridola), si terrà la presentazione delle maioliche istoriate di Giuseppe Mitarotonda, che illustrano la breve parabola materana del conte Giovan Carlo Tramontano, uno dei personaggi più controversi della storia della Città. Il conte fece il suo ingresso a Matera nel 1497 e fu ucciso il 29 dicembre 1514, vittima di una congiura ordita dall’intera comunità cittadina stanca di sopportare le vessazioni fiscali e tributarie imposte dal Tramontano. I nomi degli esecutori materiali del delitto non furono mai resi noti, conferendo al fatto di sangue un carattere politico. L’anno successivo la Città ottenne l’indulto per il reato, che fu archiviato con il pagamento di 10.000 ducati. La presenza del conte a Matera è evocata ancora oggi dal Castello Tramontano, una delle più significative testimonianze architettoniche della storia cittadina, che è possibile ammirare nel rione La Nera. Il maniero, costruito per volere del conte, dopo la sua morte non fu mai terminato e rimase a lungo abbandonato.

Al conte Tramontano potrebbe attribuirsi anche l’origine della cavalcata che accompagna il il carro della Madonna della Bruna, protettrice della Città, durante i festeggiamenti in suo onore del 2 luglio.

L’ iniziativa, organizzata dal Circolo La Scaletta, è un’anteprima della mostra permanente del ciclo di maioliche istoriate del Maestro Mitarotonda, che illustrano per episodi la storia di Matera dalle origini all’Unità d’Italia. L’esposizione sarà inaugurata nei prossimi mesi.

L’ incontro sarà introdotto dai saluti del presidente del sodalizio materano, Francesco Vizziello e dalla presentazione del giovane socio, Silvio Festa. Seguiranno gli interventi di Rosalba Demetrio, archeologa e autrice del libro “Retrospettiva di un delitto. Giovan Carlo Tramontano e il castello di Matera” (Giuseppe Barile Editore, 2014) e Mario Maragno, progettista e direttore dei lavori di consolidamento e restauro del Castello Tramontano. La presentazione delle maioliche istoriate sarà affidata allo storico dell’arte, Edoardo Delle Donne, che dialogherà con l’artista.

 

Le opere saranno esposte presso gli Ipogei Motta dal 23 al 28 luglio 2019 con i seguenti orari mar-dom 16-21 e sab e dom 10-13 e 16-21. Ingresso libero

 

Cenni biografici

 

Giuseppe Mitarotonda è nato a Matera il 7 aprile del 1939.

Dopo una breve esperienza nel campo del design industriale, ha frequentato l’Accademia di belle Arti di Brera a Milano. Ritornato a Matera, nel suo laboratorio ha sperimentato varie tecniche operative, privilegiando infine il mosaico, le vetrate e soprattutto la ceramica. Intensa è stata in questo campo la sua collaborazione con Josè Ortega durante il soggiorno dell’artista spagnolo a Matera. Mitarotonda può essere definito un cronista per immagini della storia della città e delle tradizioni popolari lucane che, attraverso il suo lavoro, cerca di recuperare e divulgare, donando una personale interpretazione a fatti storici e leggende.

Ufficio stampa Circolo ‘La Scaletta’

Ultimi giorni per visitare la mostra dei vincitori del World Press Photo 2019, a Matera fino al prossimo 14 luglio. L’esposizione, che comprende i migliori scatti del fotogiornalismo mondiale, è ospitata negli Ipogei Motta, in via San Bartolomeo a pochi metri da via Ridola. Luoghi ricchi di storia e tradizione fanno da sfondo a foto di stretta attualità, che raccontano storie dolorose e piene di speranza provenienti da tutto il mondo.

La mostra del World Press Photo 2019, per la prima volta nella Capitale europea della cultura, si concluderà con due importanti appuntamenti, a ingresso libero, dedicati al mondo della fotografia. Sabato 13 luglio alle 18 presso il Circolo La Scaletta, via Sette Dolori 10, il giornalista e fotografo Piergiorgio Branzi, in conversazione con Enrico Stefanelli, direttore Photolux festival, racconterà la sua lunga carriera. Testimone del nostro tempo, Branzi proporrà un viaggio attraverso la sua Toscana, con le fotografie in bianco e nero degli anni Cinquanta, passando per Mosca, dove ha vissuto cinque anni come corrispondente Rai, e Parigi, fino ad arrivare alla sua ultima produzione, più sperimentale.

Domenica 14 luglio alle 18 il Circolo La Scaletta ospiterà il fotografo toscano Nicola Tanzini per la presentazione del libro fotografico Tokyo tsukiji (Contrasto, 2018),che racconta la capitale del Giappone, soffermandosi su Tsukiji  il mercato ittico più grande del mondo, situato dal 1935 nell’omonimo quartiere al centro della città.

La mostra del World Press Photo, organizzata da Photolux, Biennale internazionale di fotografia di Lucca, Circolo La Scaletta, 10b Photography e CIME, è aperta tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 22.

 

NOTA BIOGRAFICA PIERGIORGIO BRANZI

Cresciuto a Firenze, comincia a fotografare negli anni cinquanta. Formatosi nella tradizione figurativa toscana, si identifica nel “realismo-formalista”. Nel 1955 intraprende un lungo viaggio in motocicletta, attraverso l'Abruzzo e il Molise, la Puglia e la Lucania, la Calabria e Napoli, ma anche verso le zone depresse del Veneto. L' anno successivo attraversa la Spagna. Collabora all'esperienza editoriale de Il Mondo di Mario Pannunzio, registrando con le sue immagini la nascita convulsa della società di massa, il formalismo nei comportamenti della nuova borghesia, il graduale processo di omologazione consumistica. Verso la fine degli anni Cinquanta, dopo aver abbandonato gli studi di giurisprudenza, rallenta l'attività fotografica cercando uno sbocco nel giornalismo scritto. All'inizio degli anni sessanta è assunto dalla RAI. Nel 1962 il direttore del Telegiornale, Enzo Biagi, lo invia a Mosca, quale corrispondente televisivo occidentale nella capitale sovietica. Nel 1966 lascia Mosca per assumere l'incarico di corrispondente da Parigi. Dopo il maggio 1968, rientra a Roma come conduttore e inviato speciale del Telegiornale. Realizza inchieste e documentari in Europa, Asia, Africa. Dopo l'esperienza moscovita lascia la fotografia sperimentando la pittura e l'incisione. Riprende a fotografare a metà degli anni novanta per una rivisitazione dei luoghi pasoliniani. Dal 2007 sperimenta le possibilità della tecnica digitale. Numerose mostre personali delle sue immagini sono state ospitate in Gallerie private, Musei e Istituzioni pubbliche.

 

Ufficio stampa Circolo La Scaletta

 

 

 

Nuovo appuntamento con l’arte al Circolo La Scaletta di Matera, mercoledì 24 luglio ore 19 nella sede di Palazzo Bronzini, in via Sette Dolori 10, si terrà l’inaugurazione della personale di Franco Azzinari “I venti del Mediterraneo”, a cura di Edoardo Delle Donne.

L’artista di origine calabrese espone circa trenta opere, olio su tela, in cui si riconoscono tutti i colori, i profumi e i suoni dei paesaggi mediterranei mossi dal vento. Quel vento del Sud che scuote il grano maturo nei campi, le distese di papaveri rossi, le ginestre e le chiome degli ulivi secolari, protagonisti delle sue tele. Paesaggi che hanno accompagnato la fanciullezza di Azzinari in Calabria e poi i suoi ricordi in giro per il mondo. Ha vissuto prima in Francia, dove ha iniziato a eseguire dei ritratti ai turisti per guadagnarsi da vivere, e poi in Estremo Oriente, in America, in Brasile fino a giungere a Cuba. Nell’ isola dei Caraibi ha ritrovato i volti e i colori della sua terra d’origine e incontrato, tra gli altri, Fidel Castro che ha posato per lui, mostrando il suo lato più familiare. Oltre ai dipinti dei paesaggi anche i ritratti del leader cubano e di molti altri illustri personaggi che l’artista ha incontrato nella sua vita, come Francis Ford Coppola e Gabriel García Márquez, saranno esposti fino al prossimo 6 agosto al Circolo La Scaletta.

Nel testo critico che accompagna l’esposizione lo storico dell’arte Edoardo Delle Donne ha osservato:

“Nella serie dei ritratti, senza mai proiettare i propri sentimenti sul modello, Azzinari nel dipingere i volti di personaggi famosi si abbandona ad un’analisi lucida e senza concessioni di sorta, alla ricerca della verità dell’individuo dietro la maschera sociale o il mito”.

Azzinari è conosciuto come “il pittore del vento”, definizione che gli è stata data per la prima volta dal giornalista Sergio Zavoli, che ha scritto di lui insieme ad altre prestigiose firme tra cui ricordiamo, Gianni Minà, Vittorio Sgarbi e Claudio Strinati. Nel corso degli anni ha ottenuto numerosi riconoscimenti e le sue opere fanno parte d’importanti collezioni italiane e straniere. La sua terra gli ha reso omaggio con un museo nel borgo medievale di Altomonte (CS), dove sono esposte quaranta opere, tra le più significative, che l’artista ha realizzato nell’arco di un trentennio.

Orari mostra Lun-ven: 10-13; 17-20

Per informazioni Circolo La Scaletta

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; 0835.336726  Ingresso libero

 

Ufficio stampa Circolo La Scaletta

 

Venerdì, 19 Aprile 2019 21:22

A Matera il World Press Photo 2019

 

Dal 15 giugno al 14 luglio 2019 Photolux, Biennale internazionale di fotografia di Lucca, e il Circolo La Scaletta di Matera presentano, in collaborazione con 10b Photography (Roma) e l’associazione Cime (Bari), la mostra dei vincitori del “World Press Photo 2019”, il più importante premio internazionale di fotogiornalismo, che ogni anno premia le migliori fotografie che hanno contribuito a raccontare gli eventi e le notizie dell'anno precedente.

Essere chiamati dal Circolo La Scaletta ad animare le attività della Capitale europea della cultura è per noi un grande onore e una bella responsabilità - ha dichiarato il direttore di Photolux Enrico Stefanelli - siamo molto felici per questa nuova opportunità che ci viene proposta, un riconoscimento molto prestigioso del nostro lavoro ed un’occasione unica anche per promuovere Lucca, proprio nell’anno della nostra biennale”.

Numerose le iniziative collaterali in programma a Matera durante il World Press Photo 2019. Quattro workshop, con esperti italiani e internazionali: Francesco Zizola, vincitore di 10 World Press Photo (15 e 16 giugno); Andrea Boccalini, con un focus sul ritratto e il ritratto ambientato (6 e 7 luglio); Sanne de Wilde, vincitrice del World Press Photo 2019 nella categoria Portraits, Stories e Gabriele Croppi, con un focus sul paesaggio (13 e 14 luglio). Nei fine settimana anche alcuni talk di approfondimento a ingresso libero: il 15 giugno in programma la presentazione e proiezione dei vincitori del Prix Pictet e un incontro con Francesco Zizola e Emiliano Macaluso per discutere di diritto d’autore; il 13 luglio Piergiorgio Branzi ripercorre in conversazione con Enrico Stefanelli la sua lunga carriera e infine il 14 luglio Nicola Tanzini presenta il suo ultimo libro “Tokyo Tsukiji”.

Ulteriori info su: www.photoluxfestival.it

 

Vite negate, angoli di mondo dimenticati, sofferenze offuscate dalle belle e rassicuranti immagini che riempiono i social e le pubblicità. Sono queste verità, scomode e ignorate, catturate in luoghi diversi e lontani della nostra terra, immortalate in istanti che inchiodano, assieme agli eventi più importanti che accadono nel mondo, le protagoniste del World Press Photo, il prestigioso premio fotogiornalistico che dal 1955 premia le migliori fotografie che raccontano le notizie dell’anno precedente.

La mostra dei vincitori dell’edizione 2019, dal 15 giugno al 14 luglio 2019, approda tra i Sassi di Matera, nuova tappa al Sud Italia, dopo Bari, Milano e Roma. L’ esposizione sarà allestita presso gli Ipogei Motta, gradinata via San Bartolomeo, 46 a pochi metri dalla centrale via D. Ridola. Luoghi ricchi di storia e tradizione, interamente scavati nella calcarenite, anticamente utilizzati come cantine (con macine e palmenti) del sovrastante Palazzo De Miccolis, oggi di proprietà della famiglia Motta, faranno da sfondo a scatti che raccontano la stretta attualità. Un incontro straordinario tra una città millenaria, che conserva la sua unicità di patrimonio mondiale dell’Umanità e lo spaccato di altre realtà, raccontate senza filtri.

L’evento per la rassegna lucana, in occasione di Matera Capitale Europea della cultura 2019, è organizzato da Photolux, Biennale internazionale di fotografia di Lucca, Circolo La Scaletta di Matera, 10b Photography e CIME.

 

Il concorso, alla sua 62a edizione, ha visto quest’anno la partecipazione di 4.783 fotografi da 129 Paesi diversi che hanno presentato un totale di 78.801 immagini. Una giuria indipendente composta da esperti del settore e presieduta da Whitney C. Johnson, vicepresidente della sezione Esperienze Visive ed Immersive presso National Geographic, ha selezionato 43 candidati provenienti da 25 differenti nazioni: Australia, Belgio, Brasile, Canada, Repubblica Ceca, Egitto, Francia, Germania, Ungheria, Iran, Italia, Messico, Paesi Bassi, Norvegia, Filippine, Portogallo, Russia, Sud Africa, Spagna,Svezia, Syria, Turchia, Regno Unito, Stati Uniti, e Venezuela. Tra questi vi sono 14 donne (32%), dato che rappresenta un significativo aumento rispetto al Photo Contest del 2018, che aveva il 12% di presenze femminili.

I premi sono suddivisi in otto categorie distinte in “scatti singoli” e “storie”: Attualità (Contemporary Issues), Ambiente (Environment), Notizie Generali (General News), Progetti a Lungo Termine (Long-Term Projects), Natura (Nature), Ritratti (Portraits), Sport, Spot News. I vincitori sono stati annunciati ad Amsterdam l'11 aprile 2019.

 

Crying girl on the border del fotografo americano John Moore è stata l’immagine vincitrice del World Press Photo of the Year 2019 (Foto dell’anno 2018). Lo scatto premiato nella categoria Spot News, immortala una bambina honduregna di due anni che piange mentre sua madre viene perquisita da un’agente alla frontiera tra Messico e Stati Uniti.

Novità di quest’anno la World Press Photo Story of the Year, che premia il fotografo che ha saputo produrre la migliore storia fotogiornalistica dell’anno, scegliendo di raccontare un evento o una tematica di grande importanza giornalistica attraverso la migliore sequenza fotografica. Il Vincitore di questo primo nuovo riconoscimento è stato  il  fotografo Pieter Ten Hoopen con “The Migrant Caravan”, premiato nella categoria Spot News Stories con un lavoro sulla carovana dei migranti diretta dal Centro America negli Stati Uniti.

Tra i fotografi italiani, tre i premiati: Lorenzo Tugnoli con Yemen Crisis primo posto nella categoria General News, Stories, (tra i finalisti del World Press Photo Story of the Year), Marco Gualazzini con The Lake Chad Crisis, primo posto nella categoria Environment, Stories (tra i 6 finalisti candidati al World Press Photo of the Year, con la foto singola Almajiri Boy e tra i candidati al World Press Photo Story of the Year) e Daniele Volpe con Still Life Volcano, secondo premio nella categoria General News, Singole

Numerose le iniziative collaterali in programma a Matera durante il World Press Photo 2019, presso Palazzo Bronzini, storica sede del Circolo La Scaletta nei Sassi di Matera, in via Sette Dolori 10. Tre workshop, con esperti italiani e internazionali: Francesco Zizola, vincitore di 10 World Press Photo (15 e 16 giugno); Andrea Boccalini, con un focus sul ritratto e il ritratto ambientato (6 e 7 luglio) e Gabriele Croppi, con un focus sul paesaggio (13 e 14 luglio). Nei fine settimana anche alcuni talk di approfondimento a ingresso libero: il 15 giugno in programma un incontro con Francesco Zizola e Fabio Macaluso per discutere di diritto d’autore; il 16 giugno presentazione e proiezione dei vincitori del Prix Pictet, il 13 luglio Piergiorgio Branzi ripercorre in conversazione con Enrico Stefanelli la sua lunga carriera e infine il 14 luglio Nicola Tanzini presenta il suo ultimo libro “Tokyo Tsukiji”.

La World Press Photo Foundation è un’istituzione internazionale indipendente senza fini di lucro. Il World Press Photo gode del sostegno di Dutch Postcode Lottery

WORLD PRESS PHOTO 2019

Date: 15 Giugno – 14 Luglio, 2019

Location : IPOGEI MOTTA

indirizzo : Gradinata Via San Bartolomeo, 46 (Via Ridola)

orario : Tutti i giorni dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 17:00 alle 22:00

Biglietti: intero:7€ ridotto:6€

*gruppi a partire da 10 persone paganti, studenti sotto i 25 e over 65 Ideata da: World Press Photo Foundation di Amsterdam

Organizzata da: Photolux, Biennale internazionale di fotografia di Lucca, dal Circolo La Scaletta, 10b Photography e CIME

Info su: www.photoluxfestival.it

 

Ufficio stampa Photolux

Chiara Ruberti

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Supporto ufficio stampa Photolux Festival 

Marella Brunetto

 

Ufficio stampa  Circolo La Scaletta Matera

Milena Manicone 

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Sindaco De Ruggieri “Da Matera, Capitale europea della cultura un manifesto per dire no all’autonomia regionale  

Si è concluso ieri sera con successo a Matera, presso la Camera di Commercio, il quarto e ultimo appuntamento del ciclo di conferenze sul futuro del Mezzogiorno “Autonomia regionale e unità del Paese” che ha avuto come relatore il Guido Pescosolido, ordinario di Storia Moderna nell’Università di Roma “La Sapienza”. Dopo i saluti di Francesco Vizziello, presidente del Circolo La Scaletta, che ha promosso il ciclo d’incontri con il patrocinio del Comune, lo storico, prendendo spunto dal suo ultimo libro “La questione meridionale in breve. Centocinquant’anni di storia” Donzelli editore, 2017, ha analizzato le origini e lo sviluppo di una questione antica e irrisolta, fino a giungere alla situazione attuale, contraddistinta dalle intese tra Governo e alcune regioni del Nord per ottenere maggiori forme di autonomia. "Un pericolo mortale per tutti - ha sottolineato Pescosolido- per il Sud e per il Nord". Una riforma che aumenterebbe il divario tra le due Italie, a scapito di tutti, come ha dimostrato ripercorrendo la storia del nostro Paese. “La classe dirigente nazionale post bellica, che aveva una visione larga, - ha spiegato Pescosolido- comprese che il rapporto squilibrato tra Nord e Sud, persistendo e aggravandosi avrebbe messo in discussione lo sviluppo nazionale e lo stesso sviluppo economico del Nord. Il problema del Mezzogiorno entrò nella Costituzione che, prima della riforma del titolo V che ha cancellato quel paragrafo, recava tra i suoi obiettivi fondamentali quello della risoluzione della questione meridionale. Finché il Mezzogiorno è stato al centro degli obiettivi di sviluppo nazionale - ha continuato il professore- abbiamo avuto anche il miracolo economico. Dagli anni ’70 quando il Sud è iniziato a uscire dall’agenda politica nazionale, si è inceppato lo sviluppo di tutto il Paese. Oggi l’Italia continua a non fare nulla per il Sud e nel contempo perde terreno”.  Di stretta correlazione tra il divario interno al Paese e divario con gli atri Paesi europei ha parlato Giampaolo D’Andrea, assessore alla cultura del Comune di Matera. “Se guardate gli ultimi dati – ha messo in evidenza D’Andrea-  e confrontate i ritmi di crescita degli altri Paesi europei rispetto all’Italia, vi renderete conto che è ripreso il divario esterno, in quanto Spagna, Francia e Germania recuperano a differenza del nostro Paese, nonostante la crisi dello stesso tipo ci sia stata per tutti e negli stessi anni. Tale situazione- ha proseguito l’assessore- è da attribuire a condizioni di produttività nazionale di sistema, collegate all’ ampliamento del divario tra Nord e Sud, alla sospensione dell’attività di modernizzazione e- ha aggiunto l’assessore-  dalla mancanza di quell’energia civile che negli anni ’60 consentì di supportare lo sforzo del miracolo economico”.

“I diritti di cittadinanza legati al gettito fiscale rappresentano un dato d’immoralità politica e istituzionale – ha ribadito il sindaco di Matera, Raffaello De Ruggieri-  noi faremo delle battaglie costituzionali contro questa follia e arroganza, per difendere l’art. 117 della Costituzione. Dalla nostra città- ha continuato il Primo cittadino-  deve partire un manifesto, un grido di scandalo per dire alla comunità nazionale che Matera, capitale europea della cultura, meridionale, non può tollerare questa aggressione istituzionale”.

Ufficio stampa Circolo ‘La Scaletta’

 

Si è svolta ieri pomeriggio a Matera, presso la Camera di Commercio, la conferenza di Adriano Giannola, presidente SVIMEZ, invitato dal Circolo La Scaletta per approfondire il tema del regionalismo differenziato, nell’ambito del ciclo d’incontri sul futuro del Mezzogiorno. Dopo la conferenza di Andrea Bassi, caposervizio del “Messaggero”, che ha spiegato le trappole degli accordi del governo sull’autonomia delle regioni del Nord, è toccato all’autorevole voce del prof. Giannola approfondire le richieste avanzate da Lombardia, Veneto e Emilia Romagna per ottenere maggiori forme di autonomia. “Il progetto di autonomia differenziata- ha spiegato Giannola- rappresenta un tentativo di colpo di Stato, il Nord ha delle presunzioni sulle sue capacità di uscire dalla crisi italiana, ma tali presunzioni sono solo illusioni. Per il bene del Nord e del Sud è importante mettere in evidenza il significato eversivo del regionalismo differenziato, chiarendo alle regioni del Nord che dalla crisi si può uscire solo insieme, attraverso un ragionamento convergente, in grado di comprendere che il Paese ha bisogno di un altro motore, che è il Mezzogiorno”.

Nel corso della conferenza il presidente SVIMEZ ha sottolineato che Nord e Sud hanno due sistemi di diritti sociali e civili, che comprendono l’istruzione, la mobilità e la sanità, finanziati e garantiti in modo diverso, con una spesa complessiva per abitante molto più bassa nel Mezzogiorno. Una disparità, ha messo in evidenza il professore, che si andrebbe a cristallizzare per legge con l’autonomia differenziata, un meccanismo che mettendo in atto degli incentivi opposti a quelli di una politica di sviluppo e coesione, avrebbe come conseguenza un’ulteriore divaricazione del Paese e l’eutanasia della questione meridionale.

A concludere l’incontro il sindaco di Matera, Raffaello de Ruggieri. che ha dichiarato “credo che l’intervento del prof. Giannola abbia segnato un momento storico del nostro Paese, ma devo registrare che manca ancora la coscienza da parte della comunità meridionale del pericolo del regionalismo differenziato che ormai è sulla propria testa. La ragione di questi incontri – ha spiegato il primo cittadino- è di risvegliare le coscienze perché solo la conoscenza delle questioni in campo può creare le condizioni per modificare questo percorso politico e istituzionale che è stato tracciato con cinismo. Il nostro compito è quello di aprire questi orizzonti, in quanto solo con una partecipazione attiva si può fronteggiare l’eutanasia del Mezzogiorno”.

Le prossime conferenze si terranno:

sabato 18 maggio 2019 ore 11 –  Sala convegni Camera di Commercio MATERA

relatore: Marco Esposito, giornalista del “Mattino” e autore del libro “Zero al Sud. La storia incredibile (e vera) dell’attuazione perversa del federalismo fiscale” ed. Rubbettino, 2018

venerdì 7 giugno 2019 ore 18.30– Sala convegni Camera di Commercio MATERA 

relatore: Guido Pescosolido, storico e autore del libro “La questione meridionale in breve. Centocinquant’anni di storia”. Donzelli editore, 2017

 

Ufficio stampa Circolo La Scaletta

 

La nostra patria non è l’Italia, né l’Europa, né la Terra, né il Sistema solare: questo è un punto del Cielo e noi siamo cittadini del Cielocon questa frase, che rappresenta il testamento spirituale di Vincenzo Caropreso, Maria Lucrezia Schiavone, sua discendente, ha concluso il suo appassionato  intervento che ha delineato la figura dell’ illustre materano, a cui il Circolo La Scaletta ha dedicato un incontro che si è svolto a Matera lo scorso 8 maggio presso la Camera di Commercio, nell’ambito del ciclo d’incontri “Dove abiti? Le nostre strade..la nostra storia”. Una sala gremita e attenta ha avuto la possibilità di conoscere e approfondire la storia famigliare e la modernità del pensiero dell’insigne studioso, che dedicò all’astronomia tutta la sua vita. Caropreso nacque a Matera il 19 marzo 1881, figlio di Enrico Caropreso di Montemurro (PZ) e la materana Lucia Bronzini. Di famiglia molto agiata, trascorse un’infanzia difficile per la separazione dei genitori, chiesta con un atto di coraggio, per l’epoca, da sua madre, a causa del comportamento dissoluto del marito. La sua giovinezza fu segnata anche dalla precoce morte di sua sorella Angela e dello zio paterno, don Giuseppe, ucciso per mano del brigante Chitarrid, così dopo un momento difficile, decise di allontanarsi di Matera e trasferirsi in Francia, dove scoprì il suo amore per l’astronomia e diventò amico di importanti personalità, tra cui il celebre astronomo Camille Flammarion. Di ritorno a Matera continuò a dedicarsi agli studi scientifici e a proseguire le osservazioni del cielo dal suo villino di campagna, anche se per tutta la vita si sentirà un étranger, uno straniero, come amava definirsi. Oggi possiamo conoscere la sua storia, i suoi studi e il suo “libero pensiero”, avanti anni luce, grazie a lettere, scritti, documenti e i numerosi libri custoditi dalla cugina Carolina Bronzini, la bambina rimasta orfana di padre, il medico Raffaele Bronzini, che decise di adottare, dedicando alla sua educazione e istruzione il resto dei suoi giorni. Un patrimonio di conoscenza messo a disposizione della città, negli anni ’30 il telescopio di Caropreso fu donato al liceo classico da Carolina Bronzini, mentre i suoi figli, tra cui Maria Lucrezia Schiavone, nel 2002 hanno donato il vasto patrimonio librario dello studioso alla biblioteca di Matera, costituendo il “Fondo Vincenzo Caropreso”, ancora oggi consultabile.

Passato, presente e futuro dell'astronomia si sono intrecciati nel corso dell'iniziativa, introdotta dal presidente dello storico sodalizio materano, Francesco Vizziello, e arricchita anche dagli interventi di Andrea Staffieri, studente del liceo scientifico di Matera, vincitore delle Olimpiadi italiane di astronomia 2018, che ha descritto la sua esperienza, accompagnato dall'astronomo materano Francesco Vespe, che lo ha supportato nella competizione. Inoltre sono intervenuti, Vincenzo Duni, dirigente scolastico del liceo scientifico “D. Alighieri”, con Steve Shore, professore di astrofisica all'Università di Pisa, originario di New York, a Matera per realizzare un progetto che ha come finalità l’attività di promozione dei metodi scientifici. Un progetto che partirà dal liceo scientifico per estendersi a tutte le scuole del territorio.

Alla memoria di Caropreso è dedicata una strada, nei pressi del centro cittadino e un monumento funebre che si trova nel vecchio cimitero della città, realizzato dallo scultore Ercole Reduzzi per volontà della madre.

Infine la proiezione del video-racconto dedicato alla vita dell'insigne studioso materano, realizzato da Nino Vinciguerra, ha concluso l’iniziativa.

 

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