facebook   instagram    youtube

CHIESE RUPESTRI MADONNA DELLE VIRTÙ E SAN NICOLA DEI GRECI

Via Madonna delle Virtù
Matera 30 Giugno - 5 novembre 2017

PRESENTAZIONE ALLA STAMPA

Giovedì 29 giugno, ore 11, presso il complesso rupestre “Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci” di Matera, verrà presentata alla stampa la XXX edizione de “Le Grandi Mostre nei Sassi”. La storica rassegna di scultura contemporanea, organizzata dal Circolo “La Scaletta”, celebra il trentennale con l’antologica di Novello Finotti “Dalle profondità del tempo”, a cura di Beatrice Buscaroli.L’artista veronese, allievo di Magritte e De Chirico, vanta una carriera internazionale con partecipazioni alla Biennale di Venezia e Quadriennale di Roma. “Il cammino dell’uomo”, “Donna tartaruga” e “Omaggio a Shakespeare” sono alcuni dei titoli delle trentotto opere in marmo e bronzo esposte nelle antiche cripte della Capitale europea della cultura per il 2019, dal 30 giugno al 5 novembre 2017.

Con l’artista interverranno: Ivan Franco Focaccia, presidente del Circolo “La Scaletta”, Raffaello de Ruggieri, sindaco di Matera, Beatrice Buscaroli, curatrice della mostra e del catalogo ed Edoardo Delle Donne, storico dell’arte. Main sponsor dell’iniziativa Total E&P Italia.

Programma
11: Interviste
11.30: Inizio conferenza stampa, a seguire visita alla mostra
L’inaugurazione della mostra si terrà venerdì 30 giugno alle 18.30

Ufficio stampa Circolo “La Scaletta”
Milena Manicone
Mob 329.7144199

Giovedì, 25 Maggio 2017 08:14

LE GRANDI MOSTRE NEI SASSI 30^ EDIZIONE

CHIESE RUPESTRI MADONNA DELLE VIRTÙ E SAN NICOLA DEI GRECI

Matera 30 Giugno - 5 novembre 2017

COMUNICATO STAMPA

Trent’anni di “Grandi Mostre nei Sassi” di Matera

Al via la mostra di scultura di Novello Finotti

S’ inaugura venerdì 30 giugno, alle ore 18.30, a Matera nelle chiese rupestri Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci la mostra antologica di Novello Finotti, “Dalle profondità del tempo”, organizzata dal Circolo “La Scaletta”. Con le opere del Maestro veronese l’associazione culturale materana celebra il trentennale della rassegna di scultura contemporanea “Le Grandi Mostre nei Sassi”, nata nel 1978, quando negli antichi Rioni e nel prospicente altopiano murgiano furono collocati i “ferri” di Pietro Consagra. Un atto di denuncia dello stato di abbandono dei Sassi e il sogno di alcuni giovani visionari, trasformato in realtà grazie all’ impegno di tutti questi anni e la nomina della città a Capitale europea della cultura 2019.

Tra sogno e realtà sembrano fluttuare le sculture in marmo e in bronzo del raffinato artista scaligero, tra i più importanti esponenti dell’arte contemporanea italiana e internazionale.

Finotti si è formato all’Accademia di Belle Arti di Verona, ha esposto le sue opere in tutto il mondo: da New York a Tokio, dall’ America Latina ai Paesi del Nord Europa, fino ad arrivare a Busan, dove lo scorso anno ha incantato il pubblico coreano. In Italia ha partecipato tre volte alla Biennale internazionale d’arte di Venezia (1966, 1984 e 2014) e nel 1976 è stato invitato alla Quadriennale nazionale d’arte di Roma.

L’antologica di Matera, a cura di Beatrice Buscaroli, presenta nelle chiese rupestri trentotto opere e nella saletta della Grafica del Musma, Museo della Scultura Contemporanea, sette acqueforti e sette sculture.

La mostra ripercorre cinquant’anni della produzione artistica di Finotti, dalle prime imponenti opere in bronzo, come La macchina del tempo, Immagine dissepolta e Senza titolo, datate 1965-1966, con cui ha partecipato alla 33^ edizione della Biennale di Venezia, al recente Omaggio a Giulietta del 2014, simbolo universale dell’amore e di Verona.

Nel percorso espositivo i marmi bianchi dei 22 elementi che compongono “Omaggio a Shakespeare”,1980-1984, brillano tra le luci soffuse della cripta di Madonna delle Virtù, evocando enigma, mistero e spiritualità. L’itinerario nei suggestivi ambienti ipogei prosegue con sculture che richiamano eventi tragici del secolo scorso come “Dopo Chernobyl”, 1986-1987, metamorfosi e compenetrazioni con il mondo animale e vegetale. Un viaggio tra la profondità interiore e la leggerezza dello spirito e della materia di “Prego non fatemi il solletico”,1990-1994 e la velata sensualità di “Mantide 2”, 1998. Fino a risalire verso “Il Cammino dell’Uomo” 1968-1969, un’opera, tra le più importanti dell’artista, che richiama la storia millenaria di Matera e il suo percorso, invitando a riflettere sui concetti di Morte e Rinascita, attraverso l’incedere di un essere umano verso una porta spalancata al futuro.

La rassegna “Le Grandi Mostre nei Sassi” negli anni scorsi ha ospitato artisti come: Consagra, Melotti, Martini, Cambellotti, Fazzini, Matta, Milani, Andreotti, Kolìbal, Negri, Raphael, Mascherini, Hare, Viani, Mirko, Lassaw, Azuma e altri ancora, oltre alle edizioni delle Biennali di Scultura Contemporanea dedicate all’Italia, all’America e alla Francia.

La rassegna ha il patrocinio di MiBACT, Regione Basilicata, Fondazione Matera- Basilicata 2019, APT Basilicata, Università degli studi della Basilicata, Provincia, Comune e Fondazione Zétema di Matera.

È realizzata grazie al sostegno del Main sponsor Total.
Gli altri sponsor sono Soc. Coop. Cave Heritage, Attilio Caruso, agente generale Unipol Sai, Cementeria Matera- Italcementi Group e con i contributi delle aziende materane Frascella Emanuele s.r.l. e Stella All in one s.r.l.
Il catalogo con le foto delle opere esposte è a cura di Giuseppe Barile Editore.

La mostra resterà aperta fino al 5 novembre 2017, con i seguenti orari:
dal 30 giugno al 30 settembre, tutti i giorni, con orario continuato 10-20;
dal 1 ottobre al 5 novembre 10-13.30 e 15.00-18.00.
Ingresso: intero 5,00 euro- ridotto 3.50
Ridotto per studenti fino a 24 anni, over 70, soci Fai e soci Touring Club.

La gestione della mostra presso il complesso rupestre è garantita dalla Soc. Coop. Cave Heritage- Arte Cultura e Turismo
Per informazioni: 377.4448885; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Musma- Palazzo Pomarici
Via San Giacomo ( Sasso Caveoso)
Per informazioni:
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
366.9357768

CONSERVA IL TUO BIGLIETTO!
Per i visitatori della mostra “Dalle profondità del tempo” di Finotti, presso le chiese rupestri Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci, è previsto l’ingresso ridotto al Musma, Museo della Scultura Contemporanea, previa presentazione del biglietto. Viceversa la stessa riduzione è prevista anche per i possessori di un biglietto del Musma che visitano il complesso rupestre Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci.

Ufficio Stampa Circolo La Scaletta
Fb: https://www.facebook.com/lascalettamatera/
Milena Manicone 329.7144199

S’inaugura giovedì 7 settembre, ore 19, presso il Museo Archeologico “D. Ridola” di Matera, ( via Ridola n.24 ) la mostra fotografica “MatERA È.- Tra passato e presente”, organizzata dalla sezione giovani del Circolo La Scaletta. Un percorso che attraverso la fotografia racconta come sono cambiati e come stanno cambiando i luoghi più rappresentativi della Capitale europea della cultura 2019.

“L’esposizione- ha spiegato Mario Paolicelli, presidente della Scaletta Giovani - comprende le fotografie dell’archivio Vinciguerra, memoria storica della città, messe a confronto con gli scatti realizzati dai ragazzi, che ripropongono le stesse strade e le stesse piazze a distanza di molti anni”. Nel corso della serata arte e musica accompagneranno i visitatori con il live painting di Anna Chito, Domenico Dubla, Nicoletta Crapuzzi e Pasquale Marculli e le note di Antonio Nicoletti e Antonella Pandiscia.

La mostra “MatERA È.- Tra passato e presente” dà il via a una serie di attività e eventi culturali proposti da La Scaletta Giovani, associazione nata nel 2014 da un gruppo di ragazzi, tra i 16 e i 20 anni, che seguendo l’esempio dei fondatori dello storico Circolo La Scaletta, intendono far conoscere, salvaguardare e valorizzare la città di Matera e il suo patrimonio storico, artistico e naturalistico.

Il nuovo consiglio direttivo è composto dal presidente Mario Paolicelli, il vicepresidente Matteo Migliori, il segretario Silvio Festa, il responsabile comunicazione Francesco Perrone e il consigliere Pierpaolo Buono.

Dopo la serata inaugurale la mostra potrà essere visitata presso il Circolo La Scaletta, via Sette Dolori 10.

Per informazioni 0835.336726
Matera, 2 settembre 2017

Ufficio stampa Circolo La Scaletta
Milena Manicone
Mob.329.7144199

MATERA- Mercoledì 4 ottobre, ore 18.30, presso l’hotel Del Campo ( via Lucrezio, angolo via Gravina) torna "Dove hai detto che abiti? Le nostre strade ...la nostra storia" il ciclo d'incontri, organizzato dal Circolo La Scaletta, per ricordare i materani illustri a cui sono intitolate strade, piazze e scuole della città.

Dopo il successo del 1° appuntamento dedicato al filosofo Eustachio Paolo Lamanna, nel prossimo incontro sarà ricordato il Generale Antonio Passarelli. Tre volte medaglia di bronzo al valore militare, Passarelli morì l’11 agosto 1943 durante un bombardamento aereo che distrusse la Regia Fabbrica d’Armi di Terni, di cui era direttore, mentre tentava di mettere in salvo gli operai.

L’ omaggio all’illustre materano si aprirà con i saluti di Ivan Franco Focaccia, presidente del Circolo La Scaletta, e l'introduzione storica del prof. Giancarlo Minardi, seguirà la proiezione del documentario di Eustachio Nino Vinciguerra che ripercorre la vita del Generale con foto, documenti e filmati inediti. La visione del video sarà accompagnata dalla lettura di alcune lettere di Passarelli, messe a disposizione dall'archivio Vinciguerra, costituito da un centinaio di missive, per la prima volta presentate al pubblico. La lettura sarà affidata a Rosanna Festa e Stefania De Toma del Circolo La Scaletta e agli alunni della IV A e IV B dell'istituto comprensivo " G.Pascoli" di Matera ( plesso via Lucrezio), coordinati dalla docente Liliana Iampietro.

Matera, 29 settembre 2017
Ufficio stampa Circolo La Scaletta
Milena Manicone
Mob.329.7144199

Riprendono il prossimo 21 gennaio, con inizio alle ore 18:30, gli appuntamenti del lunedì presso il Circolo Culturale La Scaletta, in Via Sette Dolori 10, nei Rioni Sassi di Matera. Carla Benincasa tratterà l'argomento "Il Clima: definizione e conseguenze nel quotidiano del pianeta".

La conversazione comprenderà la definizione del clima, la spiegazione dello stesso e della flora tipica del nostro Paese, le conseguenze delle mutazioni. Saranno, altresì, analizzati lo status della popolazione, di tutte le strutture geografiche in funzione della nuova realtà dell'atmosfera. Un accenno significativo sarà dedicato alla fisiologia climatica per meglio far comprendere la stretta connessione tra clima e l'etnoantropologia del Pianeta in generale e dell'Italia in particolare.

Inoltre, al fine di una più valida presentazione dell'argomento, sarà presentata la sintesi di due favole di cui la Benincasa è autrice. La prima analizza il destino degli ulivi millenari alla luce di talune recenti scelte non esattamente a norma, la seconda le conversazioni fra le piante erbacee di un prato ove vengono descritte le qualità organolettiche di alcune di esse. Tale dissertazione - completando, brevi manu, ulteriori aspetti direttamente derivanti dal clima - sarà utile per una più approfondita conoscenza e conseguente rispetto dell' ambiente che ci circonda.

Il Circolo La Scaletta ha inviato una lettera aperta ad assessori e consiglieri comunali, provinciali e regionali per sollecitare la formalizzazione delle delibere inerenti l'istituzione a Matera del Centro di Alta Formazione Specialistica dell'Istituto Centrale del Restauro. Ecco il testo integrale della nota: "Questo Circolo sente l'urgenza di segnalare una questione di assoluta rilevanza regionale la cui soluzione sembra allontanarsi irreparabilmente. Infatti è noto che il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha gratificato la Basilicata scegliendo di istituire in Matera la Scuola di Alta Formazione Specialistica, quale sede distaccata dell'Istituto Centrale del Restauro di Roma, a servizio dell'intero Mezzogiorno d'Italia e dei territori extra-comunitari che si affacciano sul Mediterraneo."

"Questa scelta è finalizzata alla creazione di un'area eccellente di ricerca e di innovazione per la conservazione del patrimonio culturale, nonché deputata al rilascio del diploma di laurea quinquennale in restauro.

L'iniziativa nasce nel rispetto del nuovo codice dei beni culturali e del paesaggio, prevedente la creazione di centri, con la partecipazione di soggetti pubblici e privati, cui affidare attività di ricerca, sperimentazione, studio, documentazione ed attuazione di interventi di conservazione e restauro sui beni culturali di particolare complessità, nonché ove accreditare, ai sensi del comma 9, dell'art. 29 del richiamato testo unico, scuole di alta formazione per l'insegnamento del restauro.

La Regione Basilicata ha favorito questa scelta strategica, per divenire l'area meridionale di riferimento per le politiche di ricerca e di insegnamento del restauro del patrimonio culturale, coinvolgendo in tale progetto la Provincia e il Comune di Matera.

In tale prospettiva, la Regione Basilicata si è fatta carico di coordinare questa intesa tra enti pubblici e privati, siglando, in data 19 febbraio 2007 un protocollo d'intesa con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, l'Istituto Centrale del Restauro, la Provincia di Matera, il Comune di Matera e la Fondazione Zétema di Matera. In tale protocollo tutti i soggetti sottoscrittori si impegnavano alla più alta e proficua collaborazione al fine di avviare tutte le attività per la costituzione del Centro per la Conservazione e il Restauro nella città di Matera, nonché l'annessa Scuola di Alta formazione e Studio per l'insegnamento del restauro e della conservazione del patrimonio culturale.

La commissione paritetica preposta alla stesura della convenzione, contenente i ruoli e gli impegni dei soggetti sottoscrittori, presieduta dal Dirigente Generale dell'Assessorato alla Cultura, ha ultimato i lavori il 16 novembre 2007, elaborando un testo concordato di tale patto operativo.

In forza dell'impegno sottoscritto e per accelerare i tempi di attuazione, la Regione Basilicata, ha già trasferito alla Provincia di Matera l'edificio ove sarà ubicato il Centro di Alta Formazione e, nell'accordo quadro Stato-Regione, ha destinato l'importo di €. 1.000.000,00 per completare ed adeguare gli spazi della ricerca e dell'insegnamento.

La predisposta convenzione, tra l'altro, prevede che il Ministero con proprio decreto si impegna a istituire nella città di Matera, entro due mesi dalla firma dell'atto, la sezione distaccata della Scuola di Alta Formazione e Studio dell'Istituto Centrale per il Restauro.

Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, l'Istituto Centrale del Restauro e la Fondazione Zétema hanno deliberato e sottoscritto la convenzione sin dallo scorso mese di dicembre, la Provincia di Matera ha deliberato in data 29 gennaio 2008, mentre non lo hanno a tutt'oggi fatto la Regione Basilicata e il Comune di Matera.

Tali ritardi possono pregiudicare il compimento di un progetto così ambizioso e così rilevante per la Regione Basilicata poiché deputata a divenire punto di riferimento dell'intero Mezzogiorno d'Italia per la ricerca e l'insegnamento del restauro.

Infatti l'approvazione e la sottoscrizione della predisposta e concordata convenzione si rivela urgente e immediata in presenza della crisi del Governo nazionale e degli ufficiali e pubblici impegni assunti dal Ministro Francesco Rutelli per tale progetto. La preoccupazione è forte poiché una diversa rappresentanza politica del Ministero per i Beni e le Attività Culturali potrebbe mutare l'attuale indirizzo, anche in presenza di conosciute pressioni di altre regioni meridionali che si sono candidate a ospitare una scuola di tanta importanza.

Per queste ragioni si impone l'immediata approvazione da parte della Regione, della Provincia di Matera e del Comune di Matera della definita convenzione e della contestuale sottoscrizione, per non correre il rischio di subire la sottrazione di un'area di eccellenza che darebbe alla Basilicata e Matera il ruolo di centro di riferimento dell'intero Mezzogiorno nelle strategiche politiche della conservazione del patrimonio culturale e della formazione di profili professionali richiesti dal mercato del lavoro nazionale ed europeo.

Perdere questa funzione e questa occasione sarebbe a dir poco un suicidio politico, ma soprattutto civile."

Domenica, 10 Febbraio 2008 10:07

Diario profetico di Moshe Flinker

Circolo Culturale La Scaletta e Skenè presentano
"Percorsi Letterari. Dalla letteratura all'ascolto"

Domenica 10 febbraio 2008 ore 17:30
Circolo La Scaletta via Sette Dolori, 10 - Matera

DIARIO PROFETICO DI MOSHE FLINKER

Riflessioni di un giovane ebreo nell'Europa nazista.
Nel diario di Moshe Flinker il "trinomio" rappresenta la peculiarità dell'interiorità del suo protagonista, caratterizzato dalla Cheduscià, in ebraico santità, ovvero ricerca di perfezione in se stessi ed elevazione verso Dio.
Un trinomio costante: l'Io - la Famiglia - il Popolo d'Israele.
Un trinomio inquietante: Nostalgia dellantico Israele - Terrore della Germania Nazista - Sogno della Palestina.
Un trinomio devastante: Pregiudizio - Antisemitismo - Divieti. Un trinomio caratterizzante: Popolo - Fede - Unità.
Un trinomio ebraico: Uomo - Torah - Dio.

"Un profeta ebraico in età moderna, una coscienza di purezza adamantina, una creatura umana umile e tormentata... un pensatore forte e intrepido". (Italo Alighiero Chiusano)

Uno scrittore che ha investito molto sul mondo virtuale e della comunicazione e un poeta che ha scelto l'anonimato più assoluto. Lorenzo Laporta e Framarò, due personalità agli antipodi, accomunate solo dalla passione per la scrittura, saranno i protagonisti venerdì 19 dicembre alle 18,30 presso il Circolo La Scaletta di Matera (Via Sette Dolori, 10 - Rioni Sassi) della presentazione incrociata dei libri "Le parole della pioggia" (Il filo edizioni) e "I primi 96". L'evento è promosso dal Circolo Culturale La Scaletta ed è realizzato in collaborazione con la giornalista Rossella Montemurro.
Lorenzo Laporta, poeta e scrittore, è nato a Taranto il 16 settembre del 1981. Dopo la maturità classica, conseguita nel 2000, si è trasferito a Napoli, dove si è laureato in Scienze Internazionali e Diplomatiche. Appassionato di cinema, storia dell'arte e lingue straniere, ha iniziato a scrivere per diletto all'età di quindici anni. Qualche anno dopo ha incontrato a Taranto il narratore e poeta italiano Roberto Pazzi, con il quale ha stretto un profondo rapporto epistolare.
Proprio Pazzi, nel 1999, ha scritto una presentazione sulla prima opera poetica del giovane Lorenzo, la silloge L'uomo solo (Scorpione, 1999). Sue liriche inedite vengono pubblicate sull'antologia dei poeti "La Vallisa" (Bari). Tra segnalazioni e premi ottenuti, il 1° Premio "Pirandello" (Agrigento, 2000). Esordio in narrativa col romanzo prefato da Romano Battaglia per i tipi della Bastogi, dal titolo "Déjà-vu" (Foggia, 2003). "Le parole della pioggia" è stato presentato presentato alla Fiera di Torino e già in sedici città italiane. Con questo romanzo ha ottenuto la promozione ufficiale MySpace Italia e l'invito di Città del Libro di Campi Salentina. Vive e lavora a Taranto dove collabora con mezzi d'informazione e operatori culturali. Il suo sito internet è: www.myspace.com/lorenzthedoor

Mercoledì, 06 Maggio 2009 09:59

Articolo su "Il Manifesto" del 6 maggio 2009

"La Scaletta DI MATERA" di Michele Fumagallo

Cinquant'anni fa, dall'effervescenza di un gruppo di giovani, nacque un circolo culturale per impedire che la storia racchiusa tra i Sassi si perdesse definitivamente. Un lavoro che continua

Indubbiamente gli anni dell'immediato dopoguerra hanno costituito un momento fondamentale per la storia di Matera. E' da lì che parte tutto un excursus che porterà, nel bene e nel male, a un ridisegno nuovo della città. Una città del tutto particolare, con i quartieri antichi dei Sassi allora sovrappopolati (15 mila abitanti), con un ribollire di iniziative e speranze tipiche del dopoguerra, con la lungimiranza di minoranze intelligenti e combattive e con il pressappochismo e la superficialità, pur in un discorso di progresso, di maggioranze che non vedevano l'ora di liquidare un passato e una storia che, pur piena di miseria e di ingiustizie da avversare, era stata densa di senso e di civiltà. L'evacuazione degli abitanti dai Sassi, lo spegnimento totale dei quartieri popolari più vivi della città fu insieme una necessità e un errore. Necessità perché le esigenze abitative e di sviluppo portavano a un forte ridimensionamento della capacità abitativa e di vita dei Sassi. Errore perché il risanamento e la ristrutturazione dei Sassi esigevano sì un ridimensionamento drastico dei suoi abitanti ma non la cancellazione totale di ogni forma di vita abitativa.

Quando i Sassi cominciarono a spegnersi e le persone scambiarono la loro casa con quella costruita in quartieri fuori città (La Martella, e altri) questo passaggio, e quello che portava con sé, sembrò qualcosa di non pienamente risolto, ed ebbe anche da subito il sapore del progresso malato. Come, del resto, capitò in buona parte d'Italia nel rapporto tra il vecchio e il nuovo, sia pure in situazioni meno drastiche di quelle materane. Quando tutto prese la strada scelta dal governo De Gasperi dei primi anni 50, cambiò definitivamente la storia della città. Subentrò allora in alcuni il tentativo di riprendere in mano la storia dei Sassi e di darle un futuro di risanamento e di rinascita. Poi sarebbero venuti gli anni dell'emigrazione, gli anni dell'abbandono e della morte dei quartieri. In questo coacervo di contraddizioni e di culture che cercavano il contatto con la grande cultura nazionale, accanto a gruppi e minoranze di già consolidata tradizione, alcuni giovani diedero vita al circolo culturale «La Scaletta» nel lontano 7 aprile del 1959. Cioè cinquant'anni fa. Un compleanno che gli ormai attempati ex giovani, insieme ad altri giovani che nel frattempo si sono aggregati, celebreranno per alcuni mesi con appuntamenti di rilievo, mostre e convegni. Una storia che ha un segreto: lo straordinario incontro tra il patrimonio intellettuale di persone che negli anni del fascismo e della guerra non avevano avuto la possibilità di manifestarsi ed un gruppo di giovanissimi pieni di curiosità e di speranza per il nuovo scenario di vita che la ritrovata democrazia stava tracciando. Fu questo che costituì evidentemente il lievito che produsse un impegno culturale che ha lasciato il segno. Il lascito de «La Scaletta» non è solo di dibattiti o di organizzazione di mostre ed altro, ma è una storia di lavoro sulle strutture, di scoperte fondamentali (tante chiese rupestri, ad esempio), di messa a punto di luoghi ed edifici (il museo della scultura contemporanea Musma, aperto tre anni fa nel Palazzo Pomarici, è l'ultima creatura del circolo). Ma poi le mostre più significative che hanno attraversato le splendide chiese rupestri dei Sassi portano il marchio del circolo.

«Il fermento politico, le rivendicazioni sociali, le occupazioni delle terre - dice Michele De Ruggieri, tra i fondatori del circolo - , la forte richiesta di riscatto delle classi subalterne confinate in un luogo che conservava tutto intero il dolore, la povertà e la disperazione, richiamarono politici, studiosi, giornalisti, organizzazioni nazionali ed internazionali». E così di Matera, i cui Sassi erano stati portati alla ribalta dal memoriale di Carlo Levi, si occuparono politici del calibro di Palmiro Togliatti e Alcide De Gasperi, e intellettuali di varia collocazione come Carlo Levi, Ernesto De Martino, Friedrich Friedmann, Rocco Mazzarone, Manlio Rossi Doria, Umberto Zanotti Bianco, Adriano Olivetti, Leonardo Sacco, più in là Pier Paolo Pasolini e tanti altri. «Questo scenario così ricco di fermenti e di stimoli - continua De Ruggieri - non poteva esaurirsi senza lasciare traccia: divenne infatti una specie di incubatrice dove prese forma la curiosità, poi l'impegno di un gruppo di giovani che alla fine degli anni cinquanta si posero una semplice quanto fondamentale domanda: chi siamo, siamo figli della miseria o siamo figli della storia? La risposta di quei giovani fu eloquente e molto pratica e portò alla decisione di costituire un gruppo per la ricerca e lo studio del patrimonio storico e culturale del territorio per poi redigere un progetto di valorizzazione». Sì, sicuramente gli anni del lungo dopoguerra sono quelli più ricchi di fermenti a Matera, quelli a cui bisogna ritornare sempre se si vuol capire la storia di oggi, se si vogliono correggere anche gli errori di quel ricco passato e di una contemporaneità piena di rischi, bloccata in una palude senza futuro. Nacque dunque in quel lontano aprile 1959 l'idea di costituire un circolo culturale che prese subito il nome di «La Scaletta» perché ubicato, nella sua prima sede, in un seminterrato dove si accedeva attraverso degli scalini. L'associazione di fatto era già sorta nel 1958 ma l'atto costitutivo e lo statuto furono formalizzati dalle assemblee del 7 e dell'11 aprile dell'anno dopo. Ma come mai un gruppo piuttosto numeroso e compatto di giovani affrontò un così impegnativo progetto? Essi avevano avuto una esperienza di filodrammatica e quindi un lavoro di gruppo quanto mai utile per la formazione dello spirito di ricerca e di rapporto con la comunità.

«Cambiando l'oggetto del progetto - riprende De Ruggieri - non cambiò né il gruppo né il metodo di lavoro. Si aggiunse, invece, un altro importante elemento: la consapevolezza di svolgere un ruolo a favore della propria terra. In questa prospettiva il gruppo cementò la propria compattezza e si nutrì di ulteriori stimoli». La prima occasione fu offerta dalla collaborazione ad Umberto Zanotti Bianco per l'organizzazione del 1° convegno di storiografia lucana. I componenti del gruppo erano tutti disoccupati, studenti universitari o studenti medi, con un solo impiegato di 28 anni, capo riconosciuto. Il segreto del successo del Circolo fu probabilmente quello di attirare l'attenzione di un certo numero di esperti e intellettuali che si lasciarono coinvolgere generosamente nel dibattito con i più giovani. Da ricordare le serate trascorse a discutere sui progetti per il possibile avvenire della città e dei suoi quartieri antichi. Il medico-sociologo Rocco Mazzarone, l'enciclopedico Eustachio Tortorelli, il politico Michele Guanti (diventerà senatore per il PCI), Nicola De Ruggieri persona di ampia cultura, l'architetto ed urbanista Vincenzo Baldoni, furono le persone (oggi si chiamerebbero tutor) più assidue. Sin dall'inizio il Circolo approfondì le tematiche ritenute più importanti per il territorio. Dopo aver esplorato le emergenze preistoriche con lo studio sul villaggio neolitico di Murgia Timone, fu compiuto un lungo studio sulle chiese rupestri del materano che si concluse con una pubblicazione del 1966 che ancora oggi costituisce punto di riferimento per gli studi sulla civiltà rupestre. Su questa scia si sono mosse le successive iniziative: dalla ricerca sulle masserie fortificate ai problemi della conservazione e del restauro ed alle varie forme di diffusione della conoscenza del patrimonio culturale della città e, in particolare, del recupero della memoria storica contenuta nei Sassi di Matera. Per dare poi un forte segnale alla città il Circolo acquistò nel 1972 un palazzo nel Sasso Barisano trasferendovi la sede e le attività. Nel 1978, in collaborazione con il Comune, il Circolo allestì, nella sua nuova sede, l'esposizione degli elaborati del Concorso Internazionale previsto dalla legge per il recupero e la valorizzazione dei Sassi. Un'altra sezione approfondì e verificò gli studi e i programmi di sviluppo socio-economico che venivano prodotti in Basilicata. Furono curate 16 monografie che costituirono una sorta di anteprima al Piano Regionale (1964-65). In base a queste esperienze il Circolo ha continuato ad interessarsi dei vari problemi come, la difesa e valorizzazione dell'ambiente. La costituzione del Parco Nazionale del Pollino e del Parco della Murgia Materana e la difesa del metapontino dove la Liquichimica voleva realizzare un devastante intervento, hanno visto i soci del Circolo partecipare alle (vittoriose) battaglie. Recentemente il Circolo ha aderito alle giornate di Scanzano contro il progetto del deposito delle scorie nucleari.

Altri soci hanno curato i rapporti con il mondo della cultura nazionale ed internazionale, con particolare riferimento alle arti visive. Oltre ad innumerevoli mostre di famosi artisti (Gentilini, Perilli, Ortega, Maccari, Calabria, Cantatore, Zancanaro, Del Pezzo, Guerricchio), nel 1978 fu realizzata nei Sassi e sul prospiciente altipiano murgico l'esposizione di undici grandi sculture di Pietro Consagra. Per l'occasione fu redatto un documento chiamato «La carta di Matera», per la salvaguardia dei centri storici. Oltre che da Consagra ed Andrea Cascella il documento fu sottoscritto da numerosi artisti e presentato a Venezia. La mostra di Consagra fece scoprire come la scultura contemporanea ben si inseriva in un antico ambiente rupestre. Nacque così l'idea di utilizzare i monasteri rupestri della Madonna delle Virtù e di San Nicola dei Greci (restaurati da La Scaletta nel 1967) quali luoghi di esposizione di opere di scultura di artisti contemporanei. Lo storico dell'arte Giuseppe Appella si impegnò al progetto e nel 1987 si dette inizio alle «Grandi mostre nei Sassi» che ogni anno in estate presentano importanti momenti dell'arte contemporanea nel mondo. «Di una cosa siamo sicuri - dice l'attuale presidente del circolo Nicola Rizzi - : il nostro lavoro può avere un futuro nel gruppo di giovani che si sono aggregati attorno a noi. Può avere un futuro se continuerà il rinnovamento della memoria storica dei fatti più importanti che hanno caratterizzato la storia della città. Può avere un futuro se persisterà nella difesa dell'ambiente più tipico del nostro territorio».

Nei 50 anni di vita il Circolo è diventato un punto certo di riferimento dell'impegno civile e culturale della città: tra le tante personalità che sono state ospitate si ricordano il poeta Alfonso Gatto, i giornalisti Andrea Barbato, Gaetano Tumiati, Vittore Fiore e Giovanni Russo, tra i politici Umberto Terracini, Emilio Colombo e Michele Cifarelli, gli studiosi del territorio Manlio Rossi Doria e Aldo Musacchio, il designer Mario Cresci, lo storico dell'arte Michele D'Elia, gli archeologi Eleonora Bracco, Dinu Adamesteanu ed Elena Lattanzi. L'ultimo abbraccio poetico è stato dato ai soci del circolo da Tonino Guerra. Naturalmente l'avventura de «La Scaletta», dentro una città passata da «vergogna nazionale» a «patrimonio dell'umanità» tutelato dall'Unesco, continua.

Un foltissimo pubblico, in gran parte inatteso, ha assistito alla presentazione dei Sassi di Matera, nella sede dell'Istituto Italiano di Cultura di Amburgo, nella serata di mercoledí 6 maggio. Nonostante i posti a sedere fossero andati giá esauriti ben prima dell'inizio dell'evento, tanta gente ha comunque deciso di restare anche in piedi o semplicemente di fare capolino dalle porte della sala delle conferenze, pur di ascoltare gli interventi tenuti da alcuni membri del Circolo Culturale La Scaletta di Matera, invitata per l'occasione dall'Associazione Basilicata e.V. di Amburgo e dall'Istituto Italiano di Cultura della stessa cittá anseatica.

Dopo l'apertura della serata da parte della direttrice dell'Istituto, la Dr.ssa Maria Mazza, ed il saluto del Console Generale di Amburgo, Dr. Lelio Crivellaro, la presentazione vera e propria della cittá dei Sassi é iniziata con la breve introduzione del presidente del Circolo Culturale "La Scaletta", prof. Nicola Rizzi. Quest'ultimo ha a sua volta introdotto i successivi interventi: il primo da parte dell'ing. Pietro Moliterni, giovane materano di 29 anni, residente ad Amburgo da alcuni anni e membro sia dell'Associazione Basilicata e.V. di Amburgo che de La Scaletta di Matera, il quale ha fatto un excursus sulla storia della storico circolo materano, che proprio quest'anno compie 50 anni dalla sua fondazione. Il secondo intervento, piú articolato ed approfondito, é stato tenuto dalla Dr.ssa Maria Teresa Cascione, anch'essa associata de La Scaletta, la quale ha descritto, spesso con dovizia di particolari e con l'aiuto di spettacolari fotografie, la storia di Matera, dalla preistoria fino ai giorni nostri, passando attraverso la civiltá rupestre e le sue massime espressioni artistiche.

Al termine della lezione il pubblico é stato allietato con una ricetta tipica della nostra cultura contadina: pasta e ceci, con alcuni ingredienti, come i ceci e l'olio, fatti pervenire direttamente dalla Lucania. Il cuoco della serata é stato Mimmo Mazziotta, originario di Montescaglioso ma residente ad Amburgo da tantissimi anni, apprezzatissimo cuoco di successo nella cittá anseatica. Il vino Aglianico ha accompagnato la degustazione culinaria.

È stata indubbiamente una serata da incorniciare, in grado di destare grande interesse nel pubblico presente. Sono stati infatti non pochi quelli che, parlando a latere della presentazione con gli organizzatori della serata, hanno chiesto maggiori informazioni su come poter raggiungere la nostra cittá.

"È un esempio di come la cooperazione tra associazioni lucane sparse nel mondo, con il supporto di istituzioni ufficiali italiane, possa fornire pubblicitá alla nostra bellissima cittá con costi relativamente contenuti" - é il commento a caldo dell'ing. Pietro Moliterni, il quale ha aggiunto che gli piacerebbe vedere piú spesso il governo regionale lucano e nella fattispecie la commissione dei lucani all'estero utilizzare le decine di associazioni lucane sparse nel mondo come ponti di collegamento per la realizzazione di azioni ed iniziative di "marketing culturale lucano" all'estero.

Social

facebook     instagram     youtube

newsletter

 

Inserisci il tuo indirizzo email per ricevere le notizie dal Circolo "La Scaletta" sulla tua posta elettronica.